|
|
L’8 dicembre il Dott. Pablo Salazar Mendiguchía, ha assunto il governo del Chiapas al posto del sostituto governatore, Roberto Albores Guillén. Per la prima volta nella storia del Chiapas un governatore assume il potere con legittimità. Nonostante il processo elettorale sia stato fraudolento, il PRI non é riuscito a trattenere la partecipazione massiccia dalla cittadinanza, poiché la popolazione era già stanca del PRI, motivo per il quale la maggioranza ha deciso un cambiamento sia di persona che di partito. Il nuovo governo é stato il risultato di una coalizione di forze articolate nell'Alleanza per il Chiapas e integrata dai partiti: Movimento della Speranza (fondato da Pablo Salazar), PAN, PRD, PVEM, PT, Partito di Convergenza Democratica, Partito del Centro Democratico, Partito di Azione Sociale,e Partito della Società Nazionalista. A questo processo si sommarono settori priístas (del PRI) di circa 20 municipi ed approssimativamente circa 250 organizzazioni sociali per cercare di cambiare la rotta politica del Chiapas. Alla presa di possesso dell’incarico,hanno assistito il Presidente della repubblica del Guatemala, Alfonso Portillo, il Presidente del Messico, Vicente Fox, il dirigente morale del PRD, Cuauhtémoc Cardenas e la dirigente nazionale del medesimo partito Amalia García, il Vescovo Samuel Ruiz e, tra altre personalità, l'attuale Vescovo della Diocesi di San Cristobal, Felipe Arizmendi Esquivel. Assumendo il potere, Pablo Salazar ha pronunciato un discorso che per alcuni priístas (membri del PRI) ha suonato come una “rivincita politica”, ma che dalla gente che ha votato per lui, é stato considerato “buono e molto buono”. Le opinioni contrarie sono di quelli ai quali sono state fatte delle allusioni durante il discorso. Salazar ha detto: “Oggi la volontà dei chiapanecos di cambiare il loro destino ha preso il comando e si assume come governo.” “A partire da adesso il potere si eserciterà istituzionalmente, con senso etico, parlando con la verità, ascoltando la gente, rendendo puntuale conto con tutti gli atti governativi. Il potere si eserciterà a beneficio di quelli che non l’hanno avuto mai, sarà per quelli che l'hanno sofferto sempre. Il potere in Chiapas si userà per fare giustizia e per governare con equità.” Non tornerà ad essere un strumento utilizzato contro la gente.” “Il Proposito centrale di questo cambiamento è accelerare lo sviluppo sociale ed economico dello stato in maniera equilibrata, equa e sostenuta, su un'infrastruttura moderna e duratura.” “Io so che si alzeranno voci che diranno che sono già stati date molte risorse economiche al Chiapas. Voglio dire loro che la prima cosa che ci domandiamo noi chiapanecos é dove sono gli abbondanti investimenti federali che si annunciarono con grancassa e piattello gli ultimi anni. Per questa ragione, davanti alla presenza del Presidente della Repubblica, con ogni rispetto, sollecito che vengano date istruzioni affinché si revisioni la contabilitá di tutti i fondi federali che sono inviati gli ultimi anni in Chiapas.” Tra altre proposte, Pablo Salazar ha detto che, “a partire da adesso, apriremo un ufficio di Commercio Estero e promuoveremo l'apertura di uffici di commercio in distinti paesi per facilitare le nostre esportazioni.” “...la nostra sfida più importante è lo sviluppo di una politica sociale che ci permetta di ridurre le disuguaglianze e l’emarginazione nella quale è stato tenuto lo stato del Chiapas. Dobbiamo costruire questa politica sociale con una visione che includa e rispetti le differenze culturali, diretta in maniera speciale ai settori della popolazione tradizionalmente trascurati: donne, indigeni, emigrati, bambini e bambine in situazioni a rischio...”, “...questa politica sociale verterà fondamentalmente su tre aree: combattere la povertà, educazione e salute.” Ha inoltre parlato di risolvere i conflitti agrari nelle zone di maggiore rilevanza ambientale, riferendosi, senza direttamente menzionarlo, al caso dei Montes Azules nella Selva Lancandona. “Il 20 agosto col nostro voto noi chiapanecos abbaimo dato fine al sistema politico di dominazione che ha imperato in Chiapas durante tante decadi. Coperta da questo sistema é stata costruita una struttura sociale ed economica esclusoria ed autoritaria. Sono state imposte regole obbligatorie solo per i poveri, non per i potenti. All'ombra di questo sistema politico sono stati commessi un’infinità di oltraggi ed abusi. É stata portata avanti una discriminazione nei confronti degli indios e sono stati violati i diritti umani. Sono state permesse e, molte volte promosse, espulsioni. La cittadinanza é stata astenuta dalla partecipazione politica ed é stato violato il diritto al voto. Sono stati “ammanettati” e controllati i mezzi di comunicazione...per continuare e finire con la vita dei giornalisti. Infine si é sviluppata una politica autoritaria e repressiva ed é stata adottata una cultura di esclusione ed intolleranza.” “Il nuovo governo del Chiapas si comporterà in maniera strettamente legale e in pieno rispetto dei diritti umani. Non permetterà che le autorità e coloro che lavorano per lo stato, agiscano impunemente, specialmente quelli che sono incaricati del sistema di procura ed impartizione della giustizia.”Salazar si é impegnato ad evitare le espulsioni di attivisti politici. Tra gli altri compromessi ha detto che, per evitare la corruzione in materia d’impartizione di giustizia, lunedì prossimo, alla presa di possesso del suo incarico, invierá tre iniziative di legge per creare: il Consiglio della Magistratura, l'Istituto di Studi Giudiziari e la Regolamentazione del Fondo per il Miglioramento dell'Amministrazione ed Impartizione della Giustizia...” Ha impegnato la sua parola nel “...fare fino all’ impossibile per evitare che i conflitti continuino originando... conclusioni sanguinanti.” “Sappiamo già che, ovviamente, una fazione è quella che fino ad ora ha causato quasi sempre dei morti. Non vogliamo che le cose, succedano ora alla rovescia, e vogliamo che, l'altra fazione, sia quella cha dia i suoi apporti positivi. Sinceramente non vogliamo più morti, siano della fazione che siano. Ci guida un desiderio di giustizia, non uno stupido anelito vendicatore....” “Non più sangue. Acteal é stato un esempio, riassunto e sintesi dei nostri rancori, ma sfortunatamente non l'ultimo fatto di sangue in Chiapas.” “Un genuino ritrovo della società chiapaneca con sé stessa richiede che tutti conoscano la verità su Acteal, El Bosque, e le bande paramilitari.” “Vediamo con ottimismo i nuovi segni che ha inviato il governo federale in relazione col processo di pace. Il fatto che le truppe dell'Esercito Messicano ricomincino a riposizionarsi è un segno positivo che apre nuove possibilità per ristabilire il dialogo e la negoziazione tra l'EZLN ed il governo della repubblica.” In questo senso Salazar si é impegnato a generare le condizioni per far ricominciare il dialogo. Durante il governo di Roberto Albores Guillén, é stata implementata la Commissione per la Remunicipalizzazione, con la quale si crearono nuovi municipi contrainsurgentes che pretendevano di fare da contrappeso ai Municipi Autonomi dell'EZLN (insurgentes). A questo riguardo Salazar Mendiguchía si é impegnato ad inviare al Giornale Ufficiale della Federazione, un decreto per abrogare il Consiglio e la Commissione Statali per la Remunicipalizzazione del Chiapas, argomentando che queste istanze non hanno sostegno giuridico e si sono trasformate in uno dei principali scogli per il processo di pacificazione dello stato. Sui carcerati zapatisti ha detto che “reitero la mia volontà di fare tutti i passi necessari e portare avanti tutti i procedimenti legali affinché ottengano la libertà.... e vengano cancellati ingiusti ordini di cattura contro leader sociali.” Riferendosi agli zapatisti dichiaró che “andarono in guerra quelli che non trovarono un'altra via d’uscita, quelli che furono cosretti dalla fame, dall'autoritarismo, dalla disperazione, quelli che pensarono che così avrebbero aperto un cammino di rivendicazione sociale per i poveri, quelli che si stancarono di sperare, di cercare, di gestire, di promuovere, trovarondo solo muri insormontabili di fronte ai loro aneliti. Andarono in realtà in guerra quelli che volevano democrazia autentica, pace, libertà senza ostacoli, patria per tutti.” Ha dichiarato che la gravità dei conflitti in Chiapas viene dall'inadempimento, da parte del governo federale, degli Accordi di San Andrés e dalla sua condotta compiacente, in franca convivenza con le autorità e gruppi di potere statali orientati a minare le basi dello zapatismo.” “Scioccamente si volle combattere le comunità armate dando strumenti di guerra alle comunità che non avevano voluto immischiarsi in quelle azioni. In questa maniera lo Stato, si é spogliato di uno dei suoi attributi essenziali, e ha permesso o incoraggiato, secondo il caso, la nascita del vandalismo antizapatista.” Il governatore uscente, Albori Guillén, aveva annunciato, un giorno prima, che non avrebbe assistito alla presa di possesso dell’incarico di Salazar, ma, sollecitato dal presidente Vicente Fox, ha infine assistito. Fra gli oratori non era stato considerato l'intervento del presidente del Congresso Locale, il Deputato priísta, Mario Culebro. Il suo discorso, tradizionalmente priísta, ha disturbato coloro che assistevano alla cerimonia ed é stato la causa per la quale Albori Guillén ‘e stato fischiato con grida di ladruncolo!, despota!, assassino!; che si riferivano indubbiamente agli sgombri dei Municipi Autonomi de El Bosque, Taniperlas, Tierra e Liberdad, Nicolás Ruiz, San Andrés, ai massacri de Il Bosco, agli assassini, non noti nella loro totalità, di Rubicel Ruiz Gamboa, Antonio Gómez Flores,e ai molti morti dovuti alle imboscate e agli scontri avvenuti durante il suo governo; senza contare la quantità di sgombri ed espulsioni di stranieri solidali con la lotta degli indigeni del Chiapas. Tuttavia, Pablo Salazar, eredita, da Albori Guillén, seri conflitti ai quali dovrà dare una soluzione perché questi sono stati i compromessi di cui si é fatto carico durante la sua campagna elettorale, come: a). - I Paramilitari: rappresentano un pericolo per il suo governo, perché tutti sono di militanza priísta e davanti alla perdita del potere, rappresentano un fattore di instabilità politica e di ingovernabilità statale. Oltre al fatto che la maggioranza di essi contano sull'appoggio di presidenti municipali priístas e di Deputati Locali, come Raymundo Hernández Trujillo che appartiene a Pace e Giustizia. b). - Corruzione: per nessuno è un segreto che tutte le strutture di governo tanto statale come federale, sono permeate dalla corruzione, soprattutto quella che si riferisce all'amministrazione e impartizione della giustizia, dove la legge vale quello che vale il denaro. c). - Riaggiustamento e divisione dei Partiti Politici: questo è un momento di riaggiustamento delle forze sociali, un momento dove la divisione delle organizzazioni sociali e dei Partiti Politici é all'ordine del giorno. Tutti i partiti in Chiapas hanno fratture interne: alcuni si lamentano di avere apportato il maggiore numero di voti a Salazar Mendiguchía e di ritrovarsi adesso sistemati in “seconda classe” all’interno del gabinetto statale; altri si accusano internamente di avere utilizzato i partiti come trampolini di lancio politici per ascendere ad incarichi piú importanti. Pertanto, alcuni dirigenti di partiti, già incominciano a rinunciare ai loro incarichi, come è il caso di Gilberto Gómez Mazzola del PRD o si verificano fatti come il tentativo di presa dell'edificio del PRI, da parte di un gruppo che esige democrazia all'interno del suo partito. Il gruppo asceso al governo con di Pablo Salazar sarà attraversato da queste contraddizioni, perché al suo interno ci sono membri del PRD, PAN, PT, PVEM, PRI, Commercianti, alberghieri, ristoratori, dirigenti di organizzazioni sociali, etc. d). -Povertà: a quanto dice l'ex-presidente Zedillo e l'ex-governatore del Chiapas, Albori Guillén, il Chiapas è uno degli stati che ha ricevuto piú risorse economiche nel paese; tuttavia continua ad essere uno degli stati con più alti indici di emarginazione, insieme ad Oaxaca, Guerrero e Hidalgo, dove esistono anche gruppi armati di guerriglieri. Stati dove le richieste principali sono la salute, l'educazione, il lavoro, la terra, le abitazioni, etc. e). - Diminuzione dei Fondi Federali: come è successo già nel caso di altri stati, dove vince l'opposizione, vengono tagliate le risorse economiche, in modo che il governo abbia poco margine di azione e si creino conflitti tra il governo e le distinte espressioni organizzative della società. Fino ad oggi non sappiamo quale sarà l'atteggiamento del governo di Vicente Fox riguardo al governo statale. f). - EZLN: Pablo Salazar si fa carico del governo in un momeno in cui l'EZLN ha un margine di azione abbastanza ampio: é presente in più di 67 municipi, organizzati in più di 40 Municipi Autonomi che si trovano in resistenza civile contro il governo e che hanno sviluppato proprie strategie e dinamiche di organizzazione, senza ricevere niente del governo fino a quando non sono stati stipulati gli Accordi di San Andrés. Non solo: eredita anche una forza armata che chiede democrazia, giustizia, libertà, educazione, terra, lavoro, abitazioni, pace, libertà, cibo, salute, etc. g). - La Resistenza Civile: la sfida di Pablo Salazar è ottenere tariffe giuste nelle quote dell’ energia elettrica e di tutti i servizi sociali, come acqua potabile, imposta prediale[1], etc., per quelle comunità, organizzazioni e colonie che si rifiutano di pagare questi servizi poiché troppo alti rispetto alle condizioni economiche in cui si trovano. Molte di esse votarono in questa occasione per Pablo Salazar. h). - Crisi Agricola: oggi una delle richieste più sentite dalla popolazione in Chiapas riguarda i bassi prezzi del mais e del caffè, risultato degli accordi commerciali firmati tra Stati Uniti, Messico e Canada, che ha portatato alla sostituzione delle precedenti coltivazioni e, inoltre, i debiti in cui sono cadute le organizzazioni e le comunità rurali del Chiapas. i). - Prigionieri Politici: quel 29 agosto del 1996, quando l'EZLN sospese il dialogo col governo, i prigionieri base d’appoggio dell'EZLN erano 11. Oggi in Chiapas sono 111, e l'EZLN ha posto come condizione la loro liberazione per la ripresa del dialogo. Questo processo di revisione é iniziato, ma se riusciranno ad essere liberati, una delle sfide seguenti riguarda il ritorno nelle loro comunità di origine, poiché molti di essi provengono da zone sotto il controllo dei paramilitari, soprattuto del nord, dove é presente Pace e Giustizia, e non sarà tanto facile il loro ritorno se continuano a restare in carcere Samuel Sánchez ed i principali dirigenti dell'UCIAF. Le decisioni che si prenderanno in relazione alla libertà dei prigionieri politici e paramilitari, riguarderanno l'impunità e la giustizia, la pace e la riconciliazione. Anche membri di altre organizzazioni, come la CIOAC, l'OCEZ, OPEZ, MOCRI, etc., sono in carcere per motivi di appropriamento di terre e, molti di essi, furono imprigionati ingiustamente. j). - Conflitto Agrario: il Chiapas è lo stato che concentra il 27% dei conflitti agrari a livello nazionale, molti di essi derivati della detenzione della terra, da latifondi simulati, da una stessa terra data a due gruppi di contadini richiedenti distinti (sobreposesiones), da risoluzioni presidenziali non eseguite, ampliamenti ejidales[2] non risolti, mancanza di riconoscimento di Nuovi Centri di Popolazione, terre prese dai contadini senza procedura legale, ecc. Per tutto ciò i contadini aspettano una risposta che i governi anteriori si sono rifiutati di concedere. Oltre agli allevatori di Ocosingo, Altamirano e Las Margaritas, che esigono il pagamento di 642 proprietà prese dagli zapatisti dal 1994. Questi allevatori durante il governo di Ruiz Ferro e Roberto Albores non hanno chiesto il pagamento delle loro terre perché il governo stava pagando loro un reddito mediante il sistema di “creditos forrajeros” e, con questo denaro sono riusciti a comprare aziende agricole negli stati di Veracruz e Tabasco. k). - Emigrati: in Chiapas ci sono più di 22 mila emigrati che non sono potuti ritornare nelle loro comunità di origine a causa dei paramilitari che non permettono loro di ritornare finché non si affiliano di nuovo al PRI. Molte delle comunità, in questo caso membri di Los Abejas, sperano che il nuovo governo li appoggi per ritornare. l). - Ricomposizione delle organizzazioni sociali: il fatto che alcuni dirigenti di organizzazioni sociali abbiano assunto incarichi nel nuovo governo, avrá degli effetti all’interno delle organizzazioni stesse, perché alcune di esse sperano di fortificarsi con l’appoggio dei loro dirigenti. Ció porterà alla smobilitazione delle organizzazioni e a contraddizioni con le comunità in resistenza, che non ricevono niente dal governo. Allo stesso tempo, alcune delle organizzazioni dovranno entrare nel processo di formazione dei nuovi quadri politici, per evitare la smobilitazione e non aspettarsi, dunque, che siano i loro dirigenti a risolvere tutto dalle loro postazioni all’interno del governo. ll). - Militarizzazione: Salazar eredita anche, da Albori Guillén, la militarizzazione dei corpi polizieschi dello stato. Molti sono parte delle Bases de Operacciones Mixtas (BOM), pertanto uno dei suoi compiti sarà quello di togliere, alla Polizia Statale di Sicurezza Pubblica, i compiti contrainsurgentes nella quale l'ha messa l'esercito, facendo svolgere loro anche il ruolo di agenti di migrazione nei picchetti. Inoltre, considerato che la militarizzazione é anche presente nei piani e progetti di sviluppo sociale del governo, dovranno essere desmilitarizzate le istituzioni per la salute, per le abitazioni, per la consegna di crediti e tutto quello che l'esercito autorizza, soprintende e considera come “lavoro sociale”, compiti che giuridicamente non gli corrispondono. m). - La riconciliazione: benché il tema della riconciliazione dei distinti settori sia qualcosa che dovrà risolversi all’interno del quadro piú ampio delle negoziazioni tra l'EZLN ed il governo, nel momento in cui verranno date giuste soluzioni alle domande che hanno originato il conflitto, in alcune regioni, molti dei settori cercano riconciliarsi; come per esempio le tre ARICs di Ocosingo che cercano di arrivare ad accordi pacifici, alcuni per convenienza, altri per forza ed altri per presa di coscienza. n). - La stampa: a partire dal momento in cui Pablo Salazar ha annunciato che avrebbe tagliato i sussidi governamentali alla stampa e che non avrebbe piú pagato “chayotes”[3] ai giornalisti, sono piovute critiche da parte di quei giornalisti e mezzi di comunicazione elettronica che si sono visti interessati da questa misura; pertanto, adesso, essi dovranno confrontarsi con l'esercito giornalistico del resto del paese. Pablo Salazar affronta molte sfide alle quali dovrà cercare soluzione, fra la speranza di cambiamento che vive la cittadinanza, e gli odi e rancori in cui vivono quelli che oggi si sono visti spogliati del potere. Tuttavia, bisogna prendere in considerazione che i problemi che vive il Chiapas ed il paese, sono di origine strutturale e culturale. Fino a quando i cittadini messicani e chiapanecos non rompono la cultura della dipendenza e della passività, per quanti cambiamenti di governo e di partito ci possano essere, non si otterranno i cambiamenti strutturali né qualitativi né quantitativi di cui si ha bisogno per la costruzione di un Messico più giusto e democratico. Onécimo Hidalgo CIEPAC, A.C. [1] Imposta sull’uso del terreno. [2] Ejido: terreno concesso dal governo ad un gruppo di agricoltori per essere coltivato. [3] Chayotes: mazzette, denaro per corrompere i giornalisti.
Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C. CIEPAC is a member of the, Mexican Network of Action Against Free Trade (RMALC) www.rmalc.org.mx, Convergence of Movements of the Peoples of the Americas (COMPA ) www.sitiocompa.org, Network for Peace in Chiapas, Week for Biological and Cultural Diversity www.laneta.apc.org/biodiversidad, the International Forum "The People Before Globalization", Alternatives to the PPP http://usuarios.tripod.es/xelaju/xela.htm, and of the Mexican Alliance for Self-Determination (AMAP) that is the Mexican network against the Puebla Panama Plan. CIEPAC is a member of the Board of Directors of the Center for Economic Justice http://www.econjustice.net and the Ecumenical Program on Central America and the Caribbean (EPICA) http://www.epica.org. Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C. Note: If you wish to be placed on a list to receive this English version of the Bulletin, or the Spanish, or both, please direct a request to: ciepac@laneta.apc.org and indicate whether you wish to receive the bulletin in plain text or as a Word 7 for Windows 95 attachment. Note: If you use this information, cite the source and our email address. We are grateful to the persons and institutions who have given us their comments on these Bulletins. CIEPAC, A.C. is a non-government and non-profit organization, and your support is necessary for us to be able to continue offering you this news and analysis service. If you would like to contribute, in any amount, we would infinitely appreciate your remittance to the bank account in the name of:
Thank you! CIEPAC Centro de Investigaciones Económicas y Políticas de Acción Comunitaria CIEPAC, A.C. Calle de la Primavera # 6 Barrio de la Merced 29240 San Cristóbal, Chiapas, MEXICO Telephone:
home | nosotros | boletines | documentos y análisis | mapas | cronología | leyes | proceso de paz | publicaciones fotografias | directorios | ¿quieres apoyarnos? | comentarios a CIEPAC Please direct website comments to webmaster@ciepac.org. |