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L'impatto che hanno ed avranno i trattati di libero commercio sulla biodiversità con i megaprogetti (strade, impianti, gasdotti, ecc.), il Piano Puebla Panama, l'uso in agricoltura di sostanze tossiche, la produzione, il commercio ed il consumo di cibi transgenici, la biopirateria esercitata dalle multinazionali nei riguardi della conoscenza, dell'eredità millenaria dei popoli e del patrimonio mondiale, la povertà e l'impatto ambientale irreversibile che provocano le monocolture quali la Palma Africana, la Gomma e l'Eucalipto, sono stati i motivi per la convocazione della "Prima Settimana per la Diversità Biologica e Culturale" che si è svolta dal 14 al 17 giugno 2001 a San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, Messico. Tra le organizzazioni convocate c'erano: il Movimiento por la Democracia y por la Vida (MDV), el Centro de Investigaciones Economicas y Politicas de Accion Comunitaria (CIEPAC), el Consejo de Organizaciones de Medicos y Parteras Indigenas Tradicionales de Chiapas (COMPITCH), la Comision para la Unidad y la Reconciliacion Comunitaria (CORECO), Alianza Civica Chiapas, la Red Mexicana de Accion Frente al Libre Comercio (RMALC), el Centro de Estudios para el Cambio del Campo Mexicano (CECCAM), la Red de Accion Permanente sobre Plaguicidas en Mexico (RAPAM), Desarrollo Economico y Social de los Mexicanos Indigenas (DESMI), Global Exchange y el Centro de Invetigacion y Accion de la Mujer (CIAM). Una vera festa di grande successo. Durante la Settimana le organizzazioni campesine ed indigene si sono scambiati semi di mais creoli e piante medicinali. Inoltre sono stati esposti e venduti caffè organico, miele, artigianato e materiale educativo. Nella "Sala Multimediale" sono stati proiettati video sui temi della Settimana. Hanno partecipato a questa festa circa 521 persone (321 donne e 200 uomini) provenienti da diversi settori: organizzazioni campesinas ed indigene in maggioranza, organizzazioni civili, settori dell'insegnamento e gruppi di donne, cooperative ed organizzazioni di produttori di caffè, apicoltori, artigiani, del settore sanitario, studiosi e ricercatori, universitari del paese e provenienti dall'estero, della chiesa, organizzazioni di base e dei diritti umani, reti nazionali e civiche in generale. A questo evento hanno partecipato membri di 171 organizzazioni di 15 paesi, tra questi: Brasile, Canada, Spagna, Stati uniti, El Salvador, Scozia, Francia, Euskal Herria, Guatemala, Grecia, Inghiltera, Italia, Norvegia, Svizzera, Uruguay e 14 stati del Messico (Campeche, Coahuila, Chiapas, D.F, Estado de Mexico, Guanajuato, Jalisco, Nuevo Leon, Oaxaca, Queretaro, San Luis Potosi, Tabasco, Veracruz e Yucatan). E' stata necessaria la creazione di varie commissioni alle quali hanno partecipato molte organizzazioni del Chiapas tra cui: La Neta, CIAM, CORECO, Junax, Global Exchange, CIEPAC, Alianza Civica, DESMI, OMIECH, Luna Creciente e Coordinadora de la Sociedad Civil en Resistencia. Durante questa Settimana si sono svolti dibattivi su Diversità Biologica (Andres Barreda); Libero Commercio e Ambiente (Alejandro Villamar, RMALC); Megaprogetti e Ambiente (Carlos Beas, UCIZONI); Piano Puebla Panama (Gustavo Castro, CIEPAC); Sicurezza Alimentare (Peter Rosset, Food First); Biopirateria (Silvia Ribeiro, RAFI); Organismi Transgenici (Greenpeace); Sostanze Tossiche in Agricoltura (Ryan Zinn, Global Exchange); Mais in Messico (Ana de Itta, CECCAM); Diritto Positivo di fronte alla Diversità Biologica e Culturale dei popoi Indios e Monocolture (Ricardo Carrere, Movimiento Mundial de Bosques Tropicales). Sono state esposte esperienze di resistenza e tra queste l'esperienza dell' organizzazione popolare di due milioni di persone raggruppate nel Movimento dei lavoratori Rurale Senza Terra (MST) del Brasile, da parte di Alvaro Santin; i fratelli indigeni della comunità del Rio Negro in Guatemala che hanno parlato del massacro e del disastro ecologico provocato dall'impianto di Chixoy costruito dalla Banca mondiale; la COMPITCH ha condiviso il progetto di biopirateria in Chiapas portato avanti da ICBG Maya ed Ecosur; la UNOSJO di Oaxaca, membro del Congresso nazionale Indigeno (CNI sulla resistenza e lotta per il riconoscimento dei diritti e della cultura dei popoli indigeni. Oltre che le discussioni ed i gruppi di lavoro realizzati per condividere le esperienze, analizzare le cause, le conseguenze ed elaborare proposte alternative, i partecipanti hanno elaborato una dichiarazione che presentiamo qui di seguito e che potrebbe intitolarsi: Dichiarazione Del Chiapas Per La Diversita' Biologica e Culturale: Dichiariamo: Per tutto questo, RIFIUTIAMO: PRONUNCIAMENTI PARTICOLARI: I firmatari della presente provengono od appartengono alle seguenti organizzazioni
ed istituzioni: (Nota. Alcune organizzazioni che hanono partecipato alla Settimana non hanno firmato la dichiarazione, come il Colegio de la Frontera Sur-Ecosur). Questo il teso della Dichiarazione. Ovviamente non finisce qui. I partecipanti a questo evento hanno dichiarato che la Seconda Settimana per la Diversità biologica e Culturale si terrà nel mese di giugno del 2000 in Guatemala ed i guatemaltechi si sono impegnati alla sua organizzazione. Lo stesso giorno in cui i partecipanti si pronunciavano per il rifiuto totale del Piano Puebla Panama (PPP), i presidenti della regione firmavano un accordi a San Salvador contenete le linee strategiche del PPP, per il consolidamento del "processo di apertura commerciale emisferica che deve culminare nell'Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA)" (vedere Bollettino "Chiapas al Dia" No. 222). Dal canto suo il Presidente Vicente Fox ha dichiarato che il suo governo "è per gli industriali". In quello stesso giorno in Chiapas le forze armate al comando di Vicente Fox, perseguitavano gli abitanti delle comunità indigene e zapatiste che hanno lanciato comunicati di denuncia ed allerta, mentre la DuPont piantava nuovamente i suoi semi. Nonostante tutto, gli indigeni del Chiapas hanno offerto ai partecipanti alla Prima Settimana per la Diversità Biologica e Culturale, un bicchiere di pozol per brindare alla vita, come rifiuto alla brevettazione del pozol da parte di una multinazionale olandese e come simbolo contro la privatizzazione delle conoscenze millenarie dei popoli. La globalizzazione del modello neoliberista incontra molti ostacoli in tutto il mondo. Non solo le Nazioni indigene si ribellano e resistono, ma anche diversi settori del mondo colpiti dagli interessi del capitale finanziario. Eppure, è tra i campesinos ed indigeni, dalla terra, da dove arrivano le maggiori resistenze ed alternative. Perché appartengono alla terra i cibi che ci fanno mangiare e gli interessi delle multinazionali che si disputano le risorse strategiche (acqua, boschi, petrolio, biodiversità, minerali, ecc.). Una terra che appartiene ai campesinos, agli indigeni, che hanno conservato per millenni le ricchezze che appartengono a tutti. Gustavo Castro Nota: Per maggiori informazioni sulla Settimana, visitare la pagina web: www.laneta.apc.org/biodiversidad ed anche www.chiapas.indymedia.org CIEPAC ha prodotto una cassetta dal titolo "Un Globo para Todos, Globalizando las Esperanzas", che contiene quattro capitoli sulla globalizzazione e la sua relazione con i diritti umani, gli organismi transgenici e la biopirateria. Oltre che la versione in spagnolo, uscirà la versione in tzeltal y tztotzil. Hanno partecipato al progetto Global Exchange, COMPITCH e CEDIAC, A.C. Questo strumento educativo è stato prodotto grazie al sostegno finanziario di Solidago e Peace Develompment Found. Fonti: Documento oficial del PPP; Agenda Estadistica 2000 del INEGI; "El Sur Tambien Existe: un Ensayo sobre el Desarrollo Regional de Mexico" de Davila, Kessel y Levy; declaraciones Florencio Salazar Adame Coordinador del PPP; Consejo Nacional de Poblacion (CONAPO). CIEPAC A.C. Centro de Investigaciones Economicas y Politicas de Accion Comunitaria. Membro della rete nazionale di Convergenza di Organismi Civili per la democrazia ed anche membro della Convergencia de Movimientos de los Pueblos de las Americas (COMPA) "Construyendo Alternativas Frente al Neoliberalismo". Miembro de la Red Mexicana de Acción Frente al Libre Comercio (RMALC)y de Convergencia de Organismos Civiles por la Democracia. CIEPAC, A.C. Centro de Investigaciones Economicas y Politicas de Accion Comunitaria Eje Vial Uno Numero 11 Col. Jardines de Vista Hermosa 29297 San Cristobal, Chiapas, MEXICO Tel/Fax: en Mexico 01 9 678-5832 fuera de Mexico +52 9 678-5832 ciepac@laneta.apc.org www.ciepac.org Nota: Il documento ufficiale con mappe e grafici è consultabile nella pagina web: www.ciepac.org e così pure l'analisi del Centroamerica. (traduzione Comitato Chiapas "Maribel" - Bergamo)
Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C. CIEPAC is a member of the, Mexican Network of Action Against Free Trade (RMALC) www.rmalc.org.mx, Convergence of Movements of the Peoples of the Americas (COMPA ) www.sitiocompa.org, Network for Peace in Chiapas, Week for Biological and Cultural Diversity www.laneta.apc.org/biodiversidad, the International Forum "The People Before Globalization", Alternatives to the PPP http://usuarios.tripod.es/xelaju/xela.htm, and of the Mexican Alliance for Self-Determination (AMAP) that is the Mexican network against the Puebla Panama Plan. CIEPAC is a member of the Board of Directors of the Center for Economic Justice http://www.econjustice.net and the Ecumenical Program on Central America and the Caribbean (EPICA) http://www.epica.org. Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C. Note: If you wish to be placed on a list to receive this English version of the Bulletin, or the Spanish, or both, please direct a request to: ciepac@laneta.apc.org and indicate whether you wish to receive the bulletin in plain text or as a Word 7 for Windows 95 attachment. Note: If you use this information, cite the source and our email address. We are grateful to the persons and institutions who have given us their comments on these Bulletins. CIEPAC, A.C. is a non-government and non-profit organization, and your support is necessary for us to be able to continue offering you this news and analysis service. If you would like to contribute, in any amount, we would infinitely appreciate your remittance to the bank account in the name of:
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