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Chiapas al Día, No. 350
CIEPAC
Chiapas, México
19 giugno 2003

LA CONSULTAZIONE POPOLARE SULL’ALCA IN CHIAPAS

Al Foro Sociale Mondiale svoltosi a Porto Alegre, Brasile, nel febbraio del 2002, dove è stata lanciata la Campagna della Consultazione Popolare Continentale nell’Area del Libero Commercio delle Americhe (ALCA), hanno partecipato più di 10 milioni di brasiliani dei quali il 98% hanno rifiutato l’ALCA. Anche gli altri paesi del continente hanno dato inizio alle loro campagne. In Messico hanno sono iniziate le consultazioni negli stati di Aguascalientes, Baja California Sur, Colima, Chihuahua, Chiapas, Estado de México, Distrito Federal, Guerrero, Jalisco, Michoacán, Morelos, Nuevo León, Oaxaca, Puebla, Querétaro, Quintana Roo, San Luis Potosí, Sonora, Tamaulipas, Veracruz, Tlaxcala.

In Chiapas si è formato uno dei comitati integrati per le organizzazioni indigene e sociali dando inizio alla campagna il 12 ottobre 2002 durante il I Incontro Chiapaneco contro il Neoliberismo tenutosi a San Cristobal de las Casas. Sebbene la consultazione in Chiapas non sia ancora terminata, informiamo brevemente sui risultati parziali raccolti dall’Alleanza Civile del Chiapas. Una volta terminata la consultazione nei prossimi mesi forniremo i risultati finali nel dettaglio.

Finora, i risultati della consultazione dicono che il 99,59% dei chiapanechi non è stato informato o consultato dal governo sull’ALCA; il 99,25% di loro ha rifiutato l’ALCA; il 99,39% rifiuta il Trattato di Libero Commercio con l’America del Nord (TLCAN); il 99,17% non è d’accordo che il governo continui ad appoggiare il Plan Puebla Panama (PPP); e il 99,35% ritiene che le condizioni di vita delle donne non migliorano con i trattati di libero commercio.

In una popolazione rurale e indigena del municipio di La Trinitaria, un atto dell’Assemblea sentenzia così, citiamo testualmente: “4 del pomeriggio del 18 ottobre 2002. Sono riuniti tutti i Signori Ejidatarios così come tutte le Signore nel locale che occupa la Casa Ejidial di questa comunità. Si è parlato molto ed è stata fornita informazione punto per punto e allo stesso tempo è stato spiegato in cosa consiste la consultazione popolare nazionale sull’ALCA. Tutti i Signori Ejidatarios e le Signore non approvano nessuno di questi progetti e trattati e tutti hanno risposto NO. NON siamo d’accordo con quello che viene chiamato il trattato dell’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA). Lo stesso per il Trattato di libero Commercio (TLC). Lo stesso per il Megaprogetto che consiste nel Plan Puebla Panama (PPP). Non siamo d’accordo in nessun punto e così firmiamo per un rifiuto definitivo”. (sic)

Al 26 di maggio 2003 sono state effettuate 973 di queste assemblee in più di 1020 comunità, ranch, ejidos e/o colonie, con l’obiettivo di svolgere la consultazione per lo meno in 45 municipi che rappresentano il 38% del totale in Chiapas. Questa partecipazione e questa votazione sono di qualità in quanto le assemblee hanno stimolato la riflessione, l’analisi e la discussione tra i partecipanti. La maggior parte dei voti provengono da regioni rurali, indigene e campesine. Tra i municipi con la maggiore partecipazione c’è Chilón con 274, seguito da Ocosingo con 118 assemblee.

Nella località indigena La Sombra, si è svolta una riflessione nelle installazioni della scuola rurale, sulla carta delle corporazioni transnazionali del Gruppo degli Otto – G8 – i paesi più ricchi ed industrializzati del mondo che si sono recentemente riuniti a Stoccolma. La riflessione ha elaborato un Atto che riproduciamo testualmente: “Riuniamo gli abitanti degli abitanti della comunità per celebrare l’Assemblea Generale per celebrare un’assemblea generale nella quale si è fatta la “Consultazione Popolare Nazionale sull’ALCA”, dopo aver consultato 29 persone ci schieriamo contro la globalizzazione neoliberista e rifiutiamo definitivamente l’Area del Libero Commercio delle Americhe (ALCA). Così come non desideriamo che il Messico continui a mantenere il trattato di libero commercio (TLC) con gli Stati Uniti e il Canada. Le 29 persone rifiutano totalmente il Plan Puebla Panama (PPP). Stop alla spoliazione delle ricchezze del paese praticata dalle imprese! Per questo manifestiamo che questi grandi piani neoliberisti per noi messicani saranno piani di MORTE. Perché? Perché questi otto paesi sviluppati del mondo cercano solo di fare il loro interesse. Non hanno nessun interesse a fornire benefici al nostro paese. Questi grandi progetti produrranno rovine e stermini per noi perché vogliono attaccare la nostra biodiversità portandoci alla miseria, perché questi paesi sviluppati cercano solo di passare sopra i diritti dei popoli indios e dei campesinos che abitano questa terra da sempre. Non avendo altri argomenti da trattare si chiude la presente fino alla data prima menzionata. (sic)

Tra i municipi che hanno partecipato per ora ci sono, tra gli altri: Aldama, Amatán, Altamirano, Comitán, Chalchihuitán, Chicomuselo, Chilón, Chenalhó, El Rosario, Frontera Comalapa, Huitiupán, Huixtán, La Independencia, La Trinitaria, Las Margaritas, Libertad de los Pueblos Mayas, Los Altos (San Antonio), Marqués de Comillas, Mitontic, Motozintla, Nicolás Ruiz, Ocosingo, Oxchuc, Palenque, Pantelhó, Sabanilla, Salto de Agua, San Cristóbal de Las Casas, San Juan Cancuc, San Pedro Michoacán, Simojovel, Sitalá, Socoltenango, Tenejapa, Teopisca, Tila, Tumbalá, Tuxtla Gutiérrez, Tzimol, Venustiano Carranza, Villa Las Rosas, Yajalón e Zinacantán.

In un altro ejido indigeno, c’è stato un dibattito sulla consultazione ed un accordo che riproduciamo testualmente: “4 del pomeriggio del 24 ottobre 2002, riuniti tutti gli abitanti uomini e donne dell’ejido sopra menzionato nel locale che occupa la casa ejidal, la riunione ha come unico obiettivo trattare argomenti relazionati alle problematiche che si stanno presentando nella nostra nazione, nel nostro stato e nella nostra stessa regione in relazione ai progetti transnazionali che il governo messicano sta permettendo di attuare qui come il Trattato di Libero Commercio delle Americhe con il quale i prezzi dei nostri prodotti sono crollati, il Progetto Puebla Panama che prevede la costruzione di impianti idroelettrici nella nostra regione che ci faranno ammalare insieme alle nostre terre dove coltiviamo che rappresentano il nostro unico patrimonio vitale per le famiglie e come campesinos indigeni. Così abbiamo deciso, uomini e donne, di votare per unirci con varie comunità per poter reclamare i nostri diritti in maniera pacifica e ordinata. Non avendo altri argomenti da trattare si chiude la presente alle 6 del pomeriggio dello stesso giorno, mese e anno con una firma dell’accordo da parte di tutti i partecipanti.” (sic)

Fino alla data segnalata hanno partecipato, votando, un totale di 89399 persone delle quali 44244 sono donne che rappresentano il 49,49% del totale. Il municipio che ha registrato maggiore partecipazione è stato Chilón con 21265 seguito da Ocosingo con 13542. In questi due municipi si è registrato il più alto numero di donne votanti. Seguono i voti dei municipi di Sitalá (5878), Tila (4179), Tenejapa (6411), Palenque (3167), Yajalón (3128), Las Margaritas (3104), Chicomuselo (3083), Chenalhó (2,653) e Tuxtla Gutiérrez (2,563) per menzionare i comuni con maggiore partecipazione.

La zona di frontiera del Chiapas è appestata  di accampamenti militari. Le famiglie iniziano ad emigrare negli Stati Uniti in cerca di lavoro. La crisi del caffè e del mais si sommano agli accanimenti contro i municipi autonomi zapatisti e le fumigazioni che, con il pretesto di combattere le pesti, devastano la sovranità alimentare della popolazione. In uno di questi villaggi indigeni gli abitanti hanno deciso di riunirsi per discutere le domande che ha posto la consultazione. Nel loro Atto di Inconformità hanno detto: “Siamo tutti uniti per presentare questo documento contro i grandi DEPUTATI CORROTTI che grazie al nostro voto hanno raggiunto un alto livello di ricchezza con quello che è il denaro del popolo e che non difendono nemmeno i più bisognosi e una volta arrivati là in alto si dimenticano tutto e tutti. Qui nella regione di frontiera, nelle zone rurali, ci sono molti servizi pubblici come: l’Energia Elettrica, l’Acqua Potabile, Scuole e altri ancora. Il governo federale e il governo statale affermano che esistono buone scuole in tutto il paese e quando i rappresentanti visitano il Chiapas parlano molto di come combattere la corruzione. Se fosse un governo a difesa del popolo non dovrebbe privatizzare l’energia elettrica e l’istruzione e noi gli domandiamo perché ci impone il PLAN PUEBLA PANAMA, l’ALCA e perché solo nella frontiera con gli Stati Uniti si è abbassato il prezzo della benzina mentre qui in Chiapas sale mensilmente come anche il gas domestico, visto che esistono 4 impianti idroelettrici nello stato del Chiapas. Se restassimo inermi ci ammaleremmo! Il governo vuole reprimere gli operai, i campesinos, i maestri e tutta la popolazione, comprese le risorse naturali come gli alberi; attenzione a tagliare un albero! Il governo continua a distruggere alberi. Secondo noi dovrebbe combattere la malnutrizione, la povertà, ecc.. Infine se il governo rimarrà inerme, noi saremo uniti nella lotta andando avanti verso la RIVOLUZIONE. Non avendo altri argomenti da trattare, firmiamo il presento atto”.

Sulla prima domanda della consultazione “E’ d’accordo che il Messico continui a sostenere il Trattato di Libero Commercio (TLC) con gli Stati Uniti e il Canada?”: 88856 hanno detto di NO; 305 hanno detto di SI; 238 hanno detto NON SO.

Nella comunità indigena di San Antonio, dove si è svolta una riflessione comunitaria, sono giunti alla seguente conclusione: “…riuniti compagni e compagne ejidatarios. In una delle aule che occupano la scuola rurale (…) in un’Assemblea ordinaria dove sono stati trattati i seguenti punti del Plan Puebla Panama. Non siamo d’accordo perché saremmo discriminati e non permetteremo nuovi impianti idroelettrici nel nostro Stato. Perché dalla terra ricaviamo la nostra alimentazione. Siamo in disaccordo anche con il trattato di libero commercio tra Messico, Stati Uniti e Canada perché stravolge il prezzo dei nostri prodotti e non permettiamo il saccheggio delle nostre ricchezze naturali. Firmiamo tutti per l’approvazione del documento e siamo 108 persone”. (sic)

Sulla seconda domanda della consultazione “E’ stato informato(a) o consultato(a) dal governo sulle negoziazioni per creare un’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA)?: 89035 hanno detto di NO; 167 hanno detto di SI; 197 hanno detto NON SO.

Il 25 ottobre 2002 “alle 17 di venerdì 25 ottobre si sono riuniti ejidatarios e domiciliati dello stesso ejido per rispondere alle 5 domande della Consultazione Nazionale Popolare sull’ALCA per le quali non siamo mai stati consultati. Non siamo d’accordo come non lo siamo sul TLC e sul Plan Puebla Panama”. (sic) Nel frattempo, in un altro municipio una comunità indigena realizzava la sua consultazione nella quale hanno concluso che “Siamo in totale disaccordo con la prosecuzione del Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti e il Canada, in quanto noi come indigeni e campesinos non ne beneficiamo affatto, ma, al contrario, pregiudica il nostro lavoro, i prodotti, il commercio, ecc.. Allo stesso modo siamo in disaccordo con gli ex presidenti Carlos Salinas de Gortari, Ernesto Zedillo come lo siamo con il Presidente Vicente Fox. Hanno tutti lasciato cattive idee ed insegnamenti nei confronti dei villaggi messicani, persone corrotte e ladri compreso lo stesso Vicente Fox che attualmente governa il Messico. Ha nascosto i fatti  non tenendo conto dell’opinione della gente indigena e non indigena, non ha considerato la sua partecipazione ai progetti del Puebla Panama, che invece di migliorare, peggiora le nostre condizioni”. (sic)

Sulla terza domanda della consultazione “E’ d’accordo sul fatto che il governo sottoscriva il Trattato dell’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA)?”: 88736 hanno detto di NO; 330 hanno detto di SI; 333 hanno detto NON SO.

In un ranch indigeno del municipio Las Margaritas, la risoluzione che segue i voti della comunità secondo usi e costumi dice testualmente: “4 del pomeriggio del 25 ottobre 2002. Riuniti i Signori di questa Comunità menzionata nel luogo che occupa la Scuola niños Héroes dove si è fatto conoscere l’ALCA. Dopo un’analisi del problema siamo giunti ad un accordo per continuare la nostra collaborazione con il popolo organizzato. Siamo 13 famiglie, non siamo d’accordo con tutto quello che comportano l’ALCA e il PLAN PUEBLA PANAMA. Stimoliamo il Governo (…) non avendo altri argomenti da trattare terminiamo la riunione alle 6 del pomeriggio dello stesso giorno. Firmano gli intervenuti”. (sic)

Sulla quarta domanda della consultazione “E’ d’accordo sul fatto che il governo continui ad appoggiare il Plan Puebla Panamá (PPP)?: 88665 hanno detto di NO; 371 hanno detto di SI; 363 hanno detto NON SO.

Un Atto di Assemblea presso una comunità del municipio di La Independencia afferma testualmente: “…19 di venerdì 25 ottobre 2002, riuniti in assemblea 92 donne e 89 uomini per realizzare la Consultazione Popolare Nazionale sull’ALCA. Sono stati ottenuti i seguenti risultati nella votazione delle 181 persone: totale disaccordo nei confronti del Plan Puebla Panama. Le 19 e 9 minuti di venerdì 25 ottobre 2002 si chiude l’atto”. (sic)

Dopo due mesi, un’altra comunità ha analizzato il Plan Puebla Panama. Qui “riuniti nel locale che occupa la casa ejidal di questo posto, i C.C. Commissariato ejidal, il consiglio di Vigilanza, agenti ausiliari municipali e gli assembleisti uomini e donne, con l’intenzione di fornire informazione sul Megaprogetto del governo, il Plan Puebla Panama. Le grandi imprese vogliono investire, all’interno di questo Piano, in costruzione di aeroporti, strade, pozzi petroliferi, impianti idroelettrici, operazioni su risorse naturali, tra le altre cose. La comunità ha dato un rifiuto totale a questo PIANO, considerando che: a) Il Plan Puebla Panama prevede la costruzione di impianti idroelettrici che danneggerebbero gli abitanti e le terre dei popoli indigeni (Quetzalli, Huixtán I y Huixtán II). B) E’ un progetto esclusivamente del governo, che si vuole realizzare senza consultare la società. C) Anche se ci sono già impianti idroelettrici nello Stato, le nostre comunità soffrono di insufficiente energia elettrica e di basso voltaggio e dove c’è corrente si eseguono tagli massicci e non si pratica la manutenzione. D) Al Plan Puebla Panama investono la banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, gli Stati Uniti, l’Inghilterra, tra gli altri, per appropriarsi dello Stato e convertire la popolazione in lavoratori a basso costo. E) Solo la gente ricca beneficierà di questo Piano, mentre il resto della società rimane nell’estrema povertà. Con tutto ciò si ricorda che noi rifiutiamo questo progetto dei ricconi e si PROPONE AL GOVERNO FEDERALE E STATALE: 1. – Che i Progetti di Sviluppo Sociale si sostengano in accordo che le esigenze delle comunità. 2. – Che la priorità dei progetti venga assegnata ad Educazione e Salute, che sono le basi per un buon sviluppo delle nostre comunità. 3. – Che si destinino più risorse alla terra con l’introduzione di tecniche agricole innovative basate su prodotti organici, di modo che il campesino possa avere delle entrate sufficienti per vivere degnamente con la propria famiglia. Non avendo altri argomenti da trattare, la riunione è terminata (…)”. (sic)

Sulla quinta domanda della consultazione “Considera che le condizioni di vita delle donne possano migliorare con i trattati di libero commercio?: 88826 hanno detto di NO; 274 hanno detto di SI; 299 hanno detto NON SO.

Nell’ejido San Agustín gli ejidatarios hanno affermato che “per questo manifestiamo attraverso questo documento che non traiamo benefici de questi programmi del Governo in quanto viviamo ancora nella marginalità e nella povertà”. Non molto lontano da qui            , qualche giorno dopo un’altra comunità ha realizzato la sua consultazione. Per questo motivo si sono riuniti “tutti gli ejidatarios e gli abitanti come anche tutte le signore e i giovani nel locale che occupa la casa Ejidal”. L’atto aveva come obiettivo “constatare che per voce e voto di tutti gli Ejidatarios e tutte le signore, NON siamo d’accordo con i tre Livelli dei progetti che il governo sta negoziando e facendo malgrado la nostra contrarietà e per questo manifestiamo la nostra opposizione in quanto non beneficieremo di nulla, ma, al contrario, peggioreranno le nostre condizioni. Crediamo che nel futuro ci saranno gravi conseguenze per tutti noi del popolo messicano”. (sic)

Alla fine dei conti, per le comunità indigene, negli Accordi di San Andrés firmati tra il governo federale e l’EZLN si rinnovano le domande. In una comunità indigena hanno così sentenziato con la loro consultazione: “12 di venerdì 25 ottobre, si elabora il presente atto di Opposizione in disaccordo con i Piani che sta attuando il Governo. Siamo un gruppo di 32 persone (…) 1. Non siamo d’accordo con il trattato di libero Commercio. 2. NON siamo d’accordo con il Plan Puebla Panama P.P.P. Quello che vogliamo ed esigiamo è che si compiano gli Accordi di San Andrés. Includiamo anche le 5 domande alle quali abbiamo risposto…” (sic)

Malgrado ciò che dicono i popoli, i governi pretendono di continuare con questa “negoziazione” che rappresenta l’applicazione delle regole che la stesse corporazioni transnazionali hanno elaborato.

American Express, Cargill, tra le altre imprese, hanno elaborato le brutte copie di alcuni capitoli dell’ALCA. Il parere negativo dei governi di Brasile e Venezuela ha fatto accelerare il processo degli accordi di libero commercio paese per paese da parte degli Stati Uniti. D’altra parte, anche gli attentati terroristici dell’11 settembre hanno fatto accelerare i piani regionali da parte del governo nordamericano. I mercati non possono aspettare e la necessità degli Stati Uniti di far ripartire la propria economia ha portato alla convocazione di un Summit straordinario tra i Presidenti per il mese di novembre del 2003 in Messico. Già si prepara la mobilitazione sociale non solo per manifestare in quella occasione, ma anche per preparare la strategia sociale continentale nel III Incontro Emisferico della Lotta contro l’ALCA che si svolgerà nuovamente a L’Avana, a Cuba, dal 13 al 16 gennaio del 2004.

Gustavo Castro Soto
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