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Chiapas al Día, No. 361
CIEPAC
Chiapas, México
31 giuglio 2003

INTRODUZIONE ALLA ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO LA OMC VISTA DALLA PROSPETTIVA DEL MESSICO

1)         COS’E’ L’OMC (WTO)?

L’OMC (organizzazione mondiale del commercio) è un’organizzazione di cui fanno parte come paesi membri 149 dei 190 stati riconosciuti oggi al mondo.

Ci sono altri 30 paesi che partecipano all’OMC in qualità di osservatori, questo è un  passaggio obbligatorio per entrarne a far parte pienamente come stato membro.  In pratica la maggior parte degli stati del mondo fa parte dell’OMC. Vi partecipano paesi con governi di ogni tipo, con regimi capitalisti, socialisti, paesi ricchi e paesi poveri, dai più industrializzati ai meno sviluppati.

2) CHE OBIETTIVI HA L’OMC?

Lo scopo principale dell’OMC è di essere un forum nel quale tutti i membri possano trovare accordi sulle riduzioni delle tariffe doganali e sulle tasse da imporre per gli scambi commerciali internazionali, cioè tutto quello che compriamo e vendiamo attraverso le nostre frontiere. Come vedremo in seguito, l’OMC si occupa anche di altre attività.

Tutto ciò ti dovrebbe interessare perché le decisioni prese dall’OMC hanno un grosso impatto sul nostro paese, sulla sua economia, sui suoi abitanti e su tutti gli aspetti della nostra vita: influenzano infatti quello che mangiamo, come ci vestiamo e tutto quello che compriamo e vendiamo.

3)         LA POLITICA DELLA RIDUZIONE DELLE TARIFFE DOGANALI È POSITIVA O NEGATIVA?

Non si può dire in una sola parola se ciò è un bene o un male.

Tutto dipende dal suo  funzionamento.

Per come sta funzionando adesso è un male per i paesi poveri e un bene per i paesi ricchi poiché sono quest’ultimi a controllare l’OMC e ad usarla per i propri interessi.

Tramite l’OMC, i paesi ricchi obbligano i paesi poveri ad ridurre le imposte e le tasse nelle importazioni, ma nello stesso tempo non c’è corrispondenza: i ricchi non sempre permettono l’ingresso ai prodotti dei paesi poveri senza restrizioni.

Da quando è nata l’OMC ha stabilito regole che limitano la sovranita’ nazionale. Queste regole indeboliscono o sovrastano le leggi nazionali create  dai governi  dei vari stati per difendere l’ambiente, la salute della popolazione o i diritti dei lavoratori.

Grazie alle regole dell’OMC un’impresa può, attraverso il suo governo, denunciare un altro stato e chiedere che modifichi quelle leggi che non sono di suo gradimento sostenendo che tali leggi sono di “ostacolo al commercio”.

La domanda passa attraverso una commissione interna all’OMC e il “processo” è fatto a porte chiuse, in segreto. Durante il processo non è consentito l’accesso al pubblico e non si possono neppure consultare gli atti e i documenti che sono stati presentati durante lo stesso. Tutto si svolge in segreto.

Se però la commissione si pronuncia a sfavore dello stato denunciato, questo non ha altra alternativa che cambiare le proprie leggi.

La legge che viene abolita spesso era stata fatta  e pensata per proteggere i cittadini e la cosa peggiore è che viene cancellata con un sistema totalmente antidemocratico.

Tutta l’OMC è strutturata secondo questa logica. Non esiste alcuna forma attraverso cui noi, cittadini del mondo, possiamo far conoscere la nostra opinione.

4)            TUTTAVIA NON SONO PER LA MAGGIORANZA PAESI POVERI QUELLI CHE PARTECIPANO ALL’OMC?

I paesi poveri hanno grosse difficolta’ a difendersi all’interno dell’OMC.  Secondo il regolamento dell’OMC tutti i paesi membri hanno diritto a un voto e il voto dei paesi ricchi vale tanto quanto quello dei paesi  poveri .

Le decisoni pero’ non vengono mai votate  fino a quando  tutti i paesi dell’OMC non hanno trovato un accordo tra loro.

Quello che succede è che i paesi ricchi si riuniscono tra loro e  decidono  le regole  senza neppure considerare i paesi poveri. Generalmente si riuniscono i rappresentanti degli Usa, del Canada, della maggior parte dei paesi europei, dell’Australia. In totale si riuniscono una ventina di paesi ricchi che invitano all’incontro solo quei paesi in via di sviluppo i cui governi sono favorevoli al “ libero mercato”. E’ in questi incontri ristretti che vengono stabiliti gli accordi e in seguito viene fatta un’enorme pressione sugli altri paesi perché li accettino. I paesi in via di sviluppo che protestano e non accettano le regole imposte vengono minacciati di ricevere pesanti sanzioni economiche.  E’ bene ribadirlo: l’OMC non è affatto un’organizzazione democratica.  I paesi ricchi impongono i loro interessi ai poveri anche se non sono la maggioranza.

5)            PERCHÉ I PAESI POVERI NON ESCONO DALL’OMC DAL MOMENTO CHE NON E’ CONVENIENTTE FARNE PARTE?

Non escono perché sono minacciati   dai paesi ricchi.  I paesi ricchi potrebbero dire “se un paese non vuol far parte dell’OMC noi smettiamo di commerciare con esso”. Così questo paese a breve sarebbe di fatto isolato, non potrebbe commerciare con nessuno: non potrebbe più vendere i propri prodotti ai più grandi compratori, come dire, ai paesi ricchi, e non potrebbe neppure importare più nulla.

Facciamo un esempio, pensiamo ad un paese come il Messico: se dovesse uscire dall’OMC gli USA smetterebbero di commerciare con esso. Di quello che il Messico vende all’estero quasi il 90% lo vende agli USA. Se prendiamo in considerazione il settore dell’importazione notiamo che il 90% di quello che il Messico compra lo prende dai Gringos.

Nel caso gli Stati Uniti volessero boicottare le merci messicane, il Messico si troverebbe ad affrontare una grave crisi economica.

 Di fatto nessun paese che è entrato a far parte dell’OMC né è mai uscito fino ad oggi proprio a causa di questo tipo di minaccia.

6)            ALLORA PERCHÉ I PAESI POVERI VOGLIONO ENTRARE A FAR PARTE DELL’OMC SE QUANDO SONO DENTRO A LORO NON CONVIENE?

Fondamentalmente per le stesse ragioni. Se, continuando con l’esempio del Messico, questo paese non fosse nell’OMC, gli Usa potrebbero decidere di non commerciare con esso. Il Messico perderebbe gran parte delle sue esportazioni. Chiaro, la maggior parte dei prodotti che vende il Messico sono fatti da grandi imprese, le chiamano multinazionali. Quello che succederebbe in questo caso è che le multinazionali non investirebbero più in Messico, non aprirebbero più filiali in questo paese, ecc...e quelle che già sono in Messico se né andrebbero. Molti posti di lavoro sarebbero perduti e il paese subirebbe una grossa crisi economica.

C’è anche un altro motivo per cui i paesi poveri rimangono nell’OMC.

L’OMC é nata  il 1 gennaio 1995, ovviamente non é nata dal nulla, é il risultato di un lungo percorso e ha le sue radici nel GATT (Accordo Generale del Commercio delle Tariffe Doganali) che fu fondato a sua volta nel 1947.

Il GATT era un’organizzazione più flessibile e dava ai paesi in via di sviluppo maggiori opportunità di non rispettare certe regole, o dava più tempo per iniziare a adeguarsi ad esse.

Pian piano però le restrizioni sono aumentate: da questo percorso  è nata la OMC.  A questo punto é diventato molto difficile per i vari paesi uscire dall’OMC.

7) CARRAMBA! SEMBRA SIANO STATI MESSI ALLE STRETTE!

 Si, certo, dobbiamo stare ad un gioco di cui noi non abbiamo scelto le regole. Il gioco é il commercio capitalista e le regole le hanno fatte i paesi economicamente ricchi e le multinazionali: ovviamente é solo a loro che queste regole portano benefici.

Se ciò non bastasse ci sono anche il FMI (Fondo Monetario Internazionale) e la Banca Mondiale, che fanno pressioni ai paesi poveri perché cambino le loro costituzioni e le loro leggi a vantaggio delle grandi imprese multinazionali.

8) UN MOMENTO... PUOI FARMI UN ESEMPIO DI COME FUNZIONA TUTTO QUESTO? NON RIESCO A CAPIRE PERCHÉ IL MO PAESE NON PUÒ RIFIUTARSI DI SOTTOPORSI A TRATTAMENTI INGIUSTI SE LE REGOLE NON SONO VANTAGGIOSE.

       Va bene, ecco un esempio: pensiamo al mais. Se l’OMC decide di eliminare tutte le restrizioni e il mais straniero entra nel nostro paese, potrebbe arrivare il mais da qualsiasi parte e a qualsiasi prezzo, magari anche a prezzi più bassi di quanto possano permettersi di fare gli agricoltori nazionali.

Se entra il mais a prezzi più economici, i contadini devono mettersi in competizione con un mercato che vende mais a prezzi più bassi di quanto costi loro coltivarlo.

Che fare? Solo abbassando i prezzi riuscirebbero a vendere il mais prodotto localmente ma se abbassasero i prezzi non potrebbero più guadagnarci. Non risulta  più conveniente quindi coltivare il mais.

La cosa peggiore é che tutto ciò sta già accadendo.

Dagli USA sta arrivando moltissimo mais prodotto sottocosto perché il governo di questo paese da grosse sovvenzioni alle imprese produttrici di mais.

I contadini messicani e centroamericani in generale, per i motivi detti qui sopra, non producono più mais o lo producono solo per il proprio consumo; la gran parte dei contadini indigeni però si trova costretta a migrare nelle città o negli Stati Uniti per cercare lavoro.

 Se il Messico dovesse dire “ Questo non è vantaggioso! Mettiamo delle restrizioni per non far entrare più il mais prodotto sottocosto!” l’OMC attraverso i suoi regolamenti potrebbe emettere delle sanzioni per cui il paese danneggiato da tali restrizioni avrebbe il diritto di pretendere dei risarcimenti. Se gli USA dicessero “ noi abbiamo perso 100 milioni di dollari all’anno perché il tal paese ha messo delle restrizioni alle nostre esportazioni” il tal paese sarebbe tenuto a risarcirli della somma richiesta.

9)SAI, CONOSCEVO L’ESEMPIO DEL MAIS. DIVERSE SETTIMANE FA QUALCUNO É VENUTO A PARLARCI DELL’ALCA (AREA DI LIBERO COMMERCIO AMERICANA) E HA RIPORTATO LO STESSO ESEMPIO DEL MAIS.

Può essere perché l’ALCA é simile all’OMC.

Come dire, ci impongono delle regole pressochè identiche.

La differenza é che le regole dell’ALCA valgono solo per 34 paesi dell’emisfero americano (fatta eccezione per Cuba). Sono le regole che i paesi delle americhe devono rispettare nel commercio tra loro.

L’ALCA tuttavia non é ancora entrata in vigore perché si stanno ancora negoziando le regole.

L’ALCA funziona come l’OMC. Non porterà alcun tipo di vantaggio.

Possiamo però dire che nel 2003 si sta facendo un referendum in tutta l’America per poter esprimere la nostra opinione sull’ALCA.

10) MI SEMBRA CHE CI SIANO MOLTE RIPETIZIONI. PERCHÉ SI VANNO A CONTRATTARE LE REGOLE PER L’ALCA SE SONO LE STESSE DELL’OMC?

Hai ragione. Sembra che vogliano imporci regole da ogni lato. Non vogliono lasciarci nessuna scappatoia. In effetti  sono in sostanza le stesse regole che il Messico ha già stipulato con gli Stati Uniti attraverso il NAFTA (North American Free Trade Agreement ), accordo che il passato presidente Salinas de Gortari firmò con gli Stati Uniti e il Canada senza chiederci se fossimo d’accordo.

Il NAFTA é la ragione per cui i contadini messicani dal 1994 hanno iniziato una lotta così dura.

Questo é il motivo per cui sono nate organizzazioni dei contadini come per esempio “ El campo no aguanta más” ( Il campo non regge più) che protestano contro il NAFTA.

Questi accordi furono fatti dai paesi ricchi e dalle multinazionali senza pensare alle necessità dei paesi meno sviluppati.

Nessuno ci ha consultato.

11) PERÒ DICEVI CHE NELL’OMC STANNO NEGOZIANDO ANCORA ALTRE REGOLE. DI CHE SI TRATTA?

Oggi i paesi ricchi e le multinazionali vogliono creare situazioni che li favoriscano in nuovi settori che vadano oltre alla produzione di mais, caffè o le attrezzature elettroniche etc… .  Prima l’OMC imponeva regole solo per il commercio di prodotti, ora vogliono abbracciare nuovi settori. Uno é quello dei “servizi” e l’altro é quello della “proprietá intelettuale” .

E’ facile da capire: l’idea di regolare i servizi si riferisce ad applicare norme identiche a ciò che non si può né vendere né comprare, come per esempio il servizio di distribuzione dell’acqua potabile in una città, o i servizi sanitari.

Sta accadendo che i paesi ricchi, le grandi imprese e la banca multilaterale (Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale) esercitano pressioni perché questi servizi, fino ad ora  gestiti dallo stato (dal settore pubblico), siano venduti ad imprese private.

 Questo lo abbiamo visto accadere negli ultimi anni in Messico.

Hanno iniziato con le compagnie telefoniche: Telemex era statale e ora è di un signore molto ricco chiamato Carlos Slim.

Lo stesso con le banche: prima erano statali ora sono nelle mani d’imprese straniere.

Ora sappiamo cosa succede quando questi servizi passano nelle mani dei privati. I prezzi subiscono grossi aumenti e solo le persone più abbienti vi possono accedere.

Vogliono fare la stessa cosa con tutto quello che lo stato possiede: con il servizio sanitario, l’educazione, ecc… e vogliono comprare anche  fiumi, laghi, falde acquifere, insomma ogni cosa della natura che dovrebbe appartenere a TUTTI.

12) E’ PER QUESTO CHE VICENTE FOX VUOLE VENDERE LA “ COMISION FEDERAL DE ELECTRICIDAD” (CFE)?

Esattamente!  Vuole privatizzare tutto! Ci sono due grandi imprese in Messico che sono ancora nelle mani dello stato: PEMEX e CFE. Fox sta facendo grosse pressioni al congresso per far approvare la sua riforma sull’elettricità, che non é altro che la privatizzazione del CFE. La stessa cosa la vuole fare con PEMEX, anche se per ora non osa perché sa che andrebbe incontro alle proteste di tutta la popolazione messicana.

Fox sta cercando comunque altri in modi per vendere la PEMEX e la CFE. Lo fa con piccole azioni a cui crede noi non diamo importanza. Presto le imprese straniere potranno produrre e distribuire il nostro petrolio e la benzina, compagnie straniere potranno produrre e vendere energia elettrica; da tutte queste attività,  fino ad oggi, erano escluse perché venivano gestite dallo stato messicano.

Con i cambiamenti apportati dai paesi ricchi e dalle multinazionali nell’OMC, il Messico dovrà per forza privatizzare TUTTO, inclusi i servizi dell’acqua, la luce, l’educazione, la salute e ogni cosa che fin ora é stata statale.

Neppure il congresso potrá opporsi.

Siamo giá stati testimoni di come la nostra costituzione é stata manomessa in diverse occasioni per consentie alle imprese di fare tutto ció che desideravano nel nostro paese.

E’ di questi servizi  che si andrá a discutere nel settembre 2003, quando i ministri del commercio  dei paesi membri dell’OMC si riuniranno a Cancun, in Messico.

Un’altra cosa di cui si parlerá a Cancun è della “proprietá intelettuale”: è da sempre che i paesi ricchi e le multinazionali vogliono privatizzare tutto, persino la vita.

Questo significa che un’impresa potrebbe venire per esempio in Chiapas, paese con una biodiversitá molto ricca, con milioni di piante, animali, microrganismi, batteri ecc...., prendere per esempio una pianta e brevettarla. Questo gli darebbe il diritto di vendere le proprietà di questo organismo e farsi pagare per il suo uso in qualsiasi parte del mondo esso avvenga.

Se nell’OMC verrà approvato quello che le grandi imprese, tipo la Monsanto, stanno proponendo, quello che succederà è che i contadini,  per usare le sementi che ricavano dai loro raccolti per la semina dell’anno seguente, dovranno pagare, per usare i loro stessi semi, i diritti all’impresa che ha brevettato quel tipo di semente.

Ë questa la “proprietá intelettuale” e ció che prevede l’accordo dei TRIPS(Trade Related Intelectual Property Rights). questo comporta anche che non ci saranno più le medicine a prezzi economici. Le imprese farmaceutiche hanno fatto molte pressioni perché OMC faccia regole estremamente severe anche sulla fabbricazione di medicinali.  Tra l’altro sono proprio queste imprese che hanno deciso le regole che si discuteranno nell’OMC. In pratica vogliono vietare ai paesi poveri come il Messico, il Brasile, l’India, il diritto di fabbricarsi i farmaci generici, come dire, medicinali con gli stessi principi di quelli che loro hanno brevettato ma notevolmente meno cari.

13) COSA SUCCEDE CON I PRODOTTI TRANSGENICI NELL’OMC?

Prova a immaginarti quello che chiedono le multinazionali che lavorano sull’importazione-esportazione dei prodotti agricoli, vogliono che i prodotti transgenici circolino in tutto il mondo senza restrizioni.

Per favorire le proprie imprese che commerciano prodotti geneticamente modificati, gli Stati Uniti stanno facendo grosse pressioni per far sì che non si applichi il “ principio di precauzione” che il mondo scientifico usa da secoli. Questo principio dice, in sintesi, che quando non conosciamo gli effetti di qualcosa di nuovo che stiamo sperimentando, è meglio usare sia molte attenzioni che precauzioni ed aspettare diversi anni prima di distribuirlo o usarlo indiscriminatamente.

Questo è esattamente il caso dei prodotti transgenici; ad oggi sono ancora sconosciuti gli effetti che potrebbero avere gli alimenti geneticamente modificati sull’ambiente o, se li mangiamo, sul nostro corpo. Secondo il principio di precauzione non dovremmo usare i cibi transgenici fin quando la ricerca scientifica non è in grado di stabilirne gli effetti.

Le grandi imprese però sono contrarie a tale principio e si rifiutano di far differenza tra gli alimenti “normali” e quelli geneticamente modificati.

 E’ per questo che vogliono far in modo che le multinazionali non siano obbligate a comprovare la sicurezza degli alimenti transgenici, in modo che sarà la società civile che scoprirà, subendone gli effetti, le proprietà di tali prodotti.

Il pagare il prezzo della sperimentazione passa direttamente dai produttori ai consumatori.

Gli scienziati sanno che è in pratica impossibile verificare tutti gli effetti dei prodotti transgenici, soprattutto in tempi brevi. Le conseguenze dell’uso di questi prodotti si conosceranno solo con il tempo, ma la prospettiva delle imprese è quella di guadagnarci a breve termine.

14) E’ INCREDIBILE! CHE SI PUÒ FARE? NULLA DI TUTTO CIÒ È NEL NOSTRO INTERESSE! COME POSSIAMO FARE PER FARCI SENTIRE?

Un modo è quello di partecipare agli incontri che si terranno durante l’OMC di Cancun dal 10 al 14 di settembre 2003.

Possiamo mobilitare le nostre comunità, le nostre organizzazioni, e dire a tutti quello che sta succedendo nell’OMC, affermare che tutto ciò va a nostro discapito, è contrario al nostro modo di vivere, di essere e che vogliamo protestare.

Possiamo fare resistenza civile contro le grandi imprese smettendo di consumare i loro prodotti.

Un altro modo è quello di fondare comunità autonome come quelle che già esistono e funzionano in diversi villaggi indigeni in varie nazioni.

Molta gente si sta già organizzando per andare dove si riuniranno i rappresentanti dell’OMC, per dirgli che noi non vogliamo la loro OMC, le loro regole e ci opponiamo alla loro smania di privatizzare tutto. Molta gente manifesterà anche senza venire a Cancun, nelle loro città, nelle capitali. Fondamentale è mandare un messaggio chiaro, un grido di protesta: NO ALL’OMC, NO ALL’ALCA, NO ALLE PRIVATIZZAZIONI.

Costruiamo un altro mondo partendo dai poveri, dalla società civile, e dalla solidarietà!

Miguel Pickard
Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C.
CIEPAC is a member of the, Mexican Network of Action Against Free Trade (RMALC) www.rmalc.org.mx, Convergence of Movements of the Peoples of the Americas (COMPA ) www.sitiocompa.org, Network for Peace in Chiapas, Week for Biological and Cultural Diversity www.laneta.apc.org/biodiversidad, the International Forum "The People Before Globalization", Alternatives to the PPP http://usuarios.tripod.es/xelaju/xela.htm, and of the Mexican Alliance for Self-Determination (AMAP) that is the Mexican network against the Puebla Panama Plan. CIEPAC is a member of the Board of Directors of the Center for Economic Justice http://www.econjustice.net and the Ecumenical Program on Central America and the Caribbean (EPICA) http://www.epica.org. Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C.


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Translated by Marta Moretti e Gerardo Giacomozzi for CIEPAC, A. C.


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