|
|
A poco a poco il consenso è più chiaro: non basta far deragliare lOrganizzazione Mondiale per il Commercio (OMC) ma è necessaria la sua sparizione. LOMC è lo scenario di maggior importanza mondiale dove le più grandi corporazioni multinazionali e i loro governi che le rappresentano, più altri alleati, pretendono di imporre le regole delleconomia e del commercio mondiale. Dal 10 al 14 settembre prossimi celebrerà la sua V Riunione Ministeriale a Cancun, in Messico. Già si preparano mobilitazioni mondiali. Tuttavia apparentemente coincidono con la diagnosi sul significato dellOMC ed i suoi pericoli, insieme a molti governi del mondo, ma non sul tipo di risposte e alternative. E questo è quello che vedremo a Cancun e in tutto il mondo. Alcuni ritengono possibile incidere, "intrigare" ed umanizzare le politiche e regole commerciali. Ma più attratti dal lusso cadono nelle reti che li fanno credere "rappresentanti della società civile" ed accettano il gioco dei governi. LOMC allora ha formulato un meccanismo di partecipazione e consultazione con la società civile. Le ong e altre organizzazioni parteciperanno, nel perimetro esclusivo dei governi, a tavoli di discussione, dibattiti e riflessioni, dove li manterranno occupati. Comunque questi saranno eletti o vetati dai governi. Il rifiuto dellOMC è la seconda via che ha varie strade. Poiché non vogliono che stiamo tutti e tutte nel treno a progettare insieme la rotta dell'economia mondiale dove tutti e tutte stiamo, non basterà allora far deragliare l'OMC bensì sarà necessario farla sparire. Perciò ci sarà chi protesterà in maniera violenta per provocare caos ed evitare che le negoziazioni dell'OMC siano portate a termine. Ci saranno anche mobilitazioni pacifiche di ripudio o atti di disubbidienza civile, ma si prevede che saranno ugualmente soffocate severamente. E ci saranno inoltre coloro che parteciperanno a tavoli di discussione, riflessione e formazione per generare maggiore coscienza. La mancanza di trasparenza e di democrazia nellOMC a portato almeno 12 paesi africani ad esigere cambiamenti nei processi interni per prendere le decisioni: Reiteriamo la cruciale importanza di creare un processo decisionale trasparente, democratico, inclusivo e consultivo nellOMC, giacché è vitale per migliorare la credibilità dellorganizzazione e del sistema commerciale multilaterale, hanno dichiarato i paesi africani in un comunicato diffuso a Ginevra il 13 agosto. Hanno anche chiesto che gli accordi commerciali offrano un trattamento speciale e preferenziale alle nazioni povere, permettendo loro di ridurre i propri dazi in maniera più lenta per permettere uno sviluppo delle industrie nazionali e ottenere la protezione per alcune funzioni governamentali essenziali fino a quando questi paesi raggiungeranno un certo livello di sviluppo. Per gli Stati Uniti il dilemma sta nel cedere su poco o stringere e premere di più. In ogni caso, se non si mostrano progressi, come a Seattle, non ci saranno dichiarazioni finali, si potrebbe dare limpressione della mancanza di futuro dellOMC. Per questo il rappresentante commerciale statunitense Robert Zolleick, in una riunione ministeriale dellArea di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) di Quito, ha affermato che la finalizzazione dellALCA dipenderà da ciò che accadrà allOMC. Questo è stato difficile. L'ultima brutta copia che si pretendeva di elaborare in marzo per negoziarlo a Cancun, non si riuscì a stilare. Argentina e Brasile, due dei più grandi esportatori di agroalimentari, reclamano leliminazione di aiuti e sussidi allagricoltura che concedono i governi europei, visto che gli Stati Uniti si trovano in questi paesi a da lì pretendono di penetrare con i loro alimenti inclusi quelli transgenici della Monsanto nel mercato europeo. Ma anche gli Stati Uniti fanno la stessa cosa, poiché destinano circa 180 miliardi di dollari per sovvenzionare i grandi produttori del paese riuscendo a far scendere artificialmente i prezzi dei prodotti agricoli fino al 60%. I risultati dellOMC definiranno la strategia dellALCA. Per questo già è fissato un incontro di ministri dellALCA per il gennaio del 2004 in Messico. Dopo la maiuscola mobilitazione mondiale che si prevede a Cancun, lo Stato Maggiore Presidenziale ha messo sotto il suo controllo la zona degli hotel di Cancun. Solo un talloncino di identificazione con codice a barre potrà permettere l'accesso alla zona alberghiera dove lavorano giornalmente 15 mila persone. Cielo, mare e terra sono già controllati dallesercito e tutto è pronto per ricevere i capi di stato che saranno accolti con una cena di gala il 10 settembre. Tra gli invitati donore ci saranno Kofi Annan, segretaio generale dellONU; Sergio Marchi, presidente del Consiglio Generale dellOMC, e Luis Ernesto Derbez, segretario delle Relazioni Estere del Messico; limprenditore messicano Carlos Slim padrone di Telmex; oltre ad altri imprenditori. LAGENDA DI CANCUNMolte attività si svolgeranno, tra esse il Forum dei Popoli, una Alternativa allOMC www.omcmexico.org. Nella cornice del forum alternativo e popolare ci saranno le seguenti attività, tra le quali: 1) Forum dei Popoli Indigeni davanti allOMC (10 settembre). 2) Incontro dei Mezzi di Comunicazione Alternativa (2-7 settembre) http://cancun.mediosindependientes.org 3) Settimana di Mobilitazione Globale (dal 7 al 14 settembre). 4) Assemblea dei Rappresentanti delle Reti Internazionali e Nazionali (8 settembre). 5) Apertura del Forum dei Popoli per unAlternativa allOMC (9 settembre). 6) Grande Marcia Globale contro lOMC (9 settembre). 7) Tavolo dellAgricoltura (10 settembre). 8) Marcia Internazionale per i Diritti dei Campesinos e la Sovranità Alimentare (10 settembre). 9) Tavolo su Commercio e Guerra (11 settembre). 10) Giorno di Lutto Internazionale (11 settembre). 11) Tavolo sulla privatizzazione dei Servizi (12 settembre). 12) Grande Marcia Globale contro la Guerra economica e militare (13 settembre). 13) Tavolo su Ecosistema e Risorse Naturali (14 settembre). 14) Forum Internazionale Campesino (8 e 11 settembre). 15) Forum delle Donne (10-12 settembre). La regione Sudorientale del Messico continua a mantenersi viva e molto attiva. Un gruppo di organizzazioni della regione ha fatto un appello alla mobilitazioni di Cancun qui da noi riprodotto: Comunicato collettivoCONCLUSIONI
DEL FORUM Gli scorsi 2 e 3 agosto, nel locale del Sindacato dei Telefonici della Repubblica Messicana, abbiamo riunito organizzazioni civili e cittadine di Yucatan, Campeche, Chiapas, Tabasco e Quintana Roo con le quali lavoriamo direttamente con gruppi popolari su aspetti molto diversi come i diritti umani, la promozione del commercio equo, la difesa dellecosistema, lequità tra i sessi, il rispetto della diversità sessuale, la promozione delle biodiversità, ecc. Ci siamo riuniti perché siamo seriamente preoccupati per le conseguenze che sta avendo per la nostra regione lapertura indiscriminata ed incondizionata al capitale estero, frutto delle politiche neoliberiste che si stanno imponendo in tutto il pianeta e della loro espressione più concreta: i trattati commerciali che il Messico ha stipulato negli ultimi anni. Ci indigna che la nostra regione sia una delle più colpite dal modello economico che vuole imporsi in tutto il mondo. Labbandono delle campagne, la promozione incondizionata dellindustria maquiladora come unica alternativa per i vecchi campesinos, la vendita indiscriminata delle antiche proprietà ejidales, la silenziosa privatizzazione dei servizi pubblici di istruzione, abitazioni e salute, con il conseguente abbandono dello Stato dei suoi doveri fondamentali e il grave deterioramento ambientale che soffre la nostra regione, ci portano ad alzare la voce contro un modello economico che privilegia laccumulo di ricchezza in poche mani e che, nel suo affanno a perseguire tale obiettivo, calpesta i più elementari diritti della popolazione di questo paese. Da unaltra parte, siamo alle porte delle riunione ministeriale dellOrganizzazione Mondiale del Commercio di Cancun, Quintana Roo, organismo multilaterale nel cui seno si prendono alcune di queste decisioni che colpiscono gravemente i nostri popoli. Queste due ragioni, limpatto delle politiche neoliberiste nel nostro ambiente regionale e lavvicinarsi della riunione dellOMC a Cancun ci hanno spinto a riunirci per dialogare e tentare di condividere i problemi da risolvere, gli ambiti di incidenza del nostro lavoro e le necessità e i problemi comuni che vogliamo affrontare. Lo facciamo aiutati da tre reti nazionali di organizzazioni che stanno lavorando da tempo su questi temi: il Movimento Cittadino per la Democrazia (MCD), la Rete Messicana di Azione contro il Libero Commercio (RMALC) e la Convergenza di Organismi Civili per la Democrazia. Queste reti ci hanno fornito informazioni su inquietudini simili alle nostre che sono disseminate durante tutto il paese, e ci hanno aiutato a conoscere i temi fondamentali che si discuteranno nella prossima riunione dell'OMC a Cancun. Con le organizzazioni partecipanti siamo giunti ad alcune conclusioni: 1) Siamo disposti a combattere, nel luogo e nellambito nel quale ogni organizzazione lavora, questo modello economico, sociale e culturale che vuole imporsi dai centri di potere internazionale e che condanna allesclusione e alla marginalizzazione i nostri popoli. 2) Parteciperemo al Forum dei Popoli, come uno sforzo convergente della società civile nazionale ed internazionale che realizzerà una serie di attività alternative alla riunione ministeriale dellOMC a Cancun nel settembre prossimo. 3) Articoleremo il lavoro delle nostre organizzazioni, per carcare una maggiore e più effettiva incidenza sui gravi problemi sociali che affrontiamo. Questa articolazione, che trova un momento propizio nella nostra partecipazione allevento di Cancun, aspira ad essere sostenuta per mantenersi oltre Cancun e a costituirsi in referente per il nostro lavoro futuro. 4) Crediamo che la società debba conoscere i gravi pericoli per i popoli che nasconde lapertura indiscriminata che promuovono organismi come lOMC. Vogliamo presentare un fronte unito contro questa politica economica che ha così elevati costi sociali e ambientali. La globalizzazione che vogliamo non è quella dellesclusione, dellaccumulo del capitale in poche mani e del lucro a tutti i costi, ma la globalizzazione della giustizia, dellequità, del rispetto dei diritti degli individui e dei popoli, perché questo sia un mondo in cui tutti possano vivere degnamente. No alle politiche
neoliberiste che soffocano i nostri popoli!
|