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La Riserva della Biosfera, il Corridoio Biologico Mesoamericano e Conservation International
Introduzione Il 22 gennaio 2004 varie associazioni dei diritti umani hanno denunciato lattacco subito da parte della comunità di Nuevo San Rafael, nella riserva della Biosfera dei Montes Azules, dove le casa abitate da 23 famiglie indigene, basi dappoggio dellEsercito Zapatista di Liberazione Nazionale, erano state bruciate in una azione cui avevano partecipato il Ministero della Marina, la polizia ed impiegati del PROFEPA (Procuraduria Federal de Proteccion al Ambiente). Loperazione ha portato anche allarresto di un indigeno, Josué Jimenez Cruz. Pochi giorni dopo, il 27 gennaio, la Unione Europea ha concluso un accordo per un finanziamento di 15 milioni di euro volto ad appoggiare gli sforzi del Governo del Chiapas per combattere la povertà e contribuire a rafforzare le azioni di conservazione della risorse naturali della Selva Lacandona. Tale azione rientra nellambito dellAccordo di Associazione Economica, Concertazione Politica e Cooperazione in vigore tra la UE ed il Messico dal 1 di ottobre del 2000. Il progetto, della durata di 4 anni, si chiamerà Sviluppo sociale integrato e sostenibile, Chiapas, Messico. Varie associazioni chiapaneche, riunitasi per valutare la situazione dei Montes Azules, dove sembra iniziata una nuova onda della politica di sgomberi giustificati con la necessità di preservare la Riserva della Biosfera dai gravi danni che le comunità che illegalmente vi si sono stabilite provocano allambiente, esprimono in un comunicato stampa la propria preoccupazione al riguardo: Con la firma dellaccordo con lUnione Europea, che attraverso della agenzia pubblica tedesca GTZ già partecipava nel progetto del Corridoio Biologico Mesoamericano, il circolo degli interessi internazionali sulla mega-conca dellUsumacinta si chiude e si divide tra i due colossi. Gli Stati Uniti da un lato. LUnione Europea dallaltro.Ciò avviene mentre con lo sgombero della comunità di Nuevo San Rafael, nella regione dei Montes Azules, i governi federale e statale, mostrano la propria insensibilità politica in quanto non sembrano capire che coloro che vi vivevano erano desplazados del Municipio di Sabanilla, obbligati a fuggire dalla comunità de El Calvario a causa della violenza politica e paramilitare di Paz y Justicia. Perciò avevano formato Nuevo San Rafael da cui sono stati recentemente sgomberati da PROFEPA e SEMARNAT che chiedono che essi rientrino nella comunità dorigine in una zona ove però si sta riattivando il gruppo paramilitare di Paz y Justicia che l8 dicembre 2003 ha attaccato e distrutto nella comunità di Union Hidalgo la cooperativa e la casa di salute delle basi dappoggio zapatiste. Intanto il Governo chiapaneco annuncia azioni contro gli stranieri presenti nella Zona di conflitto ed in particolare nellarea della Riserva della Biosfera chiedendo lintervento dellistituto nazionale di migrazione. Secondo una nota dellANSA pubblicata il 6 febbraio del 2004 Luis Gabriel Sanchez, presidente della Commissione ecologia del Parlamento del Chiapas, accusa gli stranieri di fornire appoggio morale e logistico agli zapatisti e di violare in questo modo i limiti costituzionalmente imposti al loro visto turistico. In particolare gli stranieri sono accusati di complicare le negoziazioni per far allontanare dalla regione dei Montes Azules le comunità che vi si sono stabilite irregolarmente. La Riserva della Biosfera dei Montes Azules La Riserva della Biosfera dei Montes Azules (REBIMA) è situata nel cuore della Selva Lacandona occupando 331.200 ha dei Municipi di Ocosingo e Las Margaritas, Chiapas. La sua costituzione venne decretata nel 1978 dal presidente Luis Echevarria in una zona di grande conflittualità sociale per problemi legati al reparto agrario. Nel 1972 lo stesso presidente aveva donato alla Comunità Lacandona, un gruppo di 66 famiglie di etnia Maya caribe, una area di 614.321 ha allinterno della Selva, area nella quale erano stanziate 47 comunità indigene dove vivevano circa 4.000 famiglie tzeltales, tzotziles, choles e tojolabales. Il 75% della REBIMA è situato nella Zona Lacandona allinterno della quale sono state costituite col tempo 6 ulteriori ANP che rientrano nei confini del Corridoio Biologico Mesoamericano. La Comunità Lacandona venne creata allo scopo di poter usufruire delle risorse della zona: nel 1974 venne creata una società parastatale (COFOLASA, Compagnia Industriale Forestale Lacandona S.A.) che immediatamente firmò con i docili lacandoni un contratto per lo sfruttamento di 35.000 m3 annuali di legname; contratto e sfruttamento non sono stati senzaltro sospesi con la creazione, 4 anni dopo, della REBIMA. I problemi agrari continuano sino agli 90 quando la pressione si fa ancora più forte a causa della forte repressione che, legata al levantamiento armato dellEZLN, porta migliaia di indigeni ad abbandonare le proprie comunità di origine per fuggire alle azioni dellEsercito messicano e dei gruppi paramilitari. La Selva Lacandona, definita dallantropologo Ian De Vos una terra dove seminare sogni, e la Riserva della Biosfera sono il rifugio ideale per quanti rifugiati di guerra hanno la necessità di trovare nuove terre da seminare. Nel 2000 sono 32 le comunità irregolarmente presenti allinterno della REBIMA e della Zona Lacandona e nello stesso anno alcune organizzazioni ambientaliste (CI e WWF), legate a dubbi interessi economici, iniziano una campagna pubblica di pressione per chiedere lallontanamento forzato degli indigeni invasori e lo chiedono per il bene della Nazione. A partire dallagosto/settembre del 2001 la SEMARNAT, la PROFEPA (Procuratoria Federal de Proteccion Ambientale) e CI, utilizzando come facciata i Maya caribe, organizzano una offensiva per sfrattare, non disdegnando luso della violenza in caso di mancata collaborazione, le comunità tzotziles, tzeltales, choles e tojolabales della REBIMA. Il titolare della PROFEPA, José Campillo, intervistato il 25 dicembre del 2001 dal quotidiano El Universal, ammette quelli che sono gli interessi reali che muovono le azioni della Procuratoria che si fanno sempre più pressanti a partire dallagosto del 2002 quando le azioni di gruppi paramilitari (cui leader è considerato il deputato locale eletto nella file del PRI, Pedro Chulin) portano alla morte di 5 persone tra le basi dappoggio dellEZLN: fintanto che non verranno recuperate queste zone di alta ingovernabilità [segnalando, tra esse, quella dei Montes Azules, N.d.R.], non arriverà linvestimento privato e ciò si ripercuote negativamente in tutto il paese [1] . In un comunicato del 23 febbraio
del 2002 il Municipio Autonomo Ricardo Flores Magon, ubicato allinterno
della REBIMA, indica in 51 il numero delle comunità colpite dalle politiche
di conservazione ambientale dei Governi Federali e statali. Quanto alla
deforestazione, la causa principale ed ufficiale del necessario allontanamento
delle comunità dalla Riserva, sempre il MA Ricardo Flores Magon denunciò
nel 1998 la presenza di incendi in zona irraggiungibili della Selva, incendi
scatenatisi dopo sorvoli notturni da parte di elicotteri dellesercito.
Le ONG ambientaliste para-governative WWF e CI non ritennero però opportuno
diffondere la notizia dei 25.000 ettari di bosco andati in fumo. Il Corridoio Biologico Mesoamericano in Messico Secondo la definizione del coordinatore regionale del progetto per la consolidazione del CBM, Lorenzo Cardenal, il Corridoio Biologico Mesoamericano è una iniziativa di cooperazione tra i 7 paesi centroamericani e gli stati del sud-est del Messico per concertare e portare avanti in modo coordinato un insieme di attività dirette alla conservazione biologica ed alla promozione dello sviluppo umano sostenibile nei loro territori. Liniziativa del CBM si ispira nella convinzione che la conservazione della biodiversità a lungo termine non può esser raggiunta senza lavorare nel contempo alla riduzione della povertà rurale e al rafforzamento della situazione economica dei paesi della regione [2] . La presentazione ufficiale del capitolo Messicano del CBM è avvenuta a Cancun, Quintana Roo, nel marzo del 2003, alla presenza di rappresentanti delle 4 entità statali interessate e dei 7 ministeri che parteciperanno alliniziativa (Ambiente e Risorse Naturali, Agricoltura, Comunicazione e Trasporti, Sviluppo Sociale, Educazione Pubblica, Salute e Riforma Agraria). Nel giugno dello stesso anno, con la firma di un Memorandum di accordo tra i paesi centroamericani per la iniziativa definita di Sviluppo Sostenibile prevista allinterno del PPP, il CBM entra ufficialmente a far parte del Piano, nonostante continuino le affermazioni di totale estraneità tra i due progetti da parte dei funzionari incaricati del Corridoio. Lannunciò dellimplementazione del progetto CBM M suscitò una eco di polemiche tanto da parte di quegli stati che, pur appartenendo alla Regione Mesoamericana, non sono stati inclusi nelliniziativa (Guerrero, Oaxaca e Tabasco), quanto da chi (Chiapas) poneva alcuni dubbi sulla fattibilità e sostenibilità dellazione. È importante tuttavia sottolineare come anche Pablo Muench, direttore dellistituto di Storia Naturale ed Ecologia del Governo del Chiapas, pur criticando alcuni aspetti del CBM M, non poneva in discussione le idee di fondo del progetto [3] . Prima di passare ad analizzare il capitolo messicano del CBM riteniamo interessante presentare la lista delle istituzioni che partecipano economicamente alla implementazione delliniziativa, definite socie del Corridoio Biologico Mesoamericano. In una riunione svoltasi a Parigi nel dicembre del 2002 e convocata dalla Banca Mondiale, i soci del CBM hanno approvato il preventivo del progetto per il periodo 2003-2007: 470 milioni di dollari. Tra i donanti bilaterali vi sono i governi tedesco, inglese, giapponese, canadese, danese, spagnolo, statunitense, svizzero, svedese e lUnione Europea. Tra la Agenzie Internazionali si segnalano BCIE, BID, WB, Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (FIDA), Fondo Mondiale per lAmbiente (GEF), Programmi delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) e lAmbiente (PNUMA). Nel dicembre del 2002, la Commissione Centroamericana per lAmbiente e lo Sviluppo ha firmato addirittura un contratto di collaborazione con la NASA che appoggerà il processo di acquisizione ed utilizzo delle informazioni riguardo al Corridoio Biologico [4] . Non deve però stupirci incontrare nella lista anche il nome di diverse Organizzazioni non Governative, interessate anchesse al grande potenziale economico della biodiversità della Regione. Le più conosciute sono Conservation International (CI), la Fondazione FORD ed il WWF. Nel consiglio direttivo di CI siede lindustriale messicano Alfonso Romo, a capo del Gruppo PULSAR, una impresa transnazionale biotecnologia. La stessa Ong è stata accusata di aver firmato accordi di mutua cooperazione con imprese multinazionali dei settori farmaceutico e biotecnologico. Secondo laccusa mossa dalle molte organizzazioni sociali e contadine che si oppongono al progetto del CBM, esso altro non è che una strategia per brevettare le ricchezze della regione, le piante e gli animali che gli indigeni hanno utilizzato nei propri riti e nella propria vita quotidiana per migliaia di anni [5] , e ciò causa molteplici danni che possono essere individuati a partire dal concetto di biopirateria [6] . La biopirateria costituisce innanzitutto un furto intellettuale, in quanto si pretende di passare per novità o invenzione ciò che in realtà già esisteva; è inoltre un processo attraverso il quale le risorse naturali dei popoli del Sud del mondo passano sotto il controllo delle grandi imprese transnazionali, che privano le comunità locali della possibilità del loro utilizzo; per ultimo, crea processi di concentrazione nel mercato che non sono però originati da una reale capacità innovatrice dimostrata da parte dellimpresa che diviene monopolista. Il Movimento Mondiale per i Boschi denuncia in modo chiaro il rischio implicito del progetto: Il CBM nasce in un momento nel quale il mondo inizia a riconosce il valore planetario implicito nella biodiversità. Ma questo riconoscimento si inserisce in un contesto nel quale tutto viene rapidamente convertito in mercanzia [7] . Secondo il movimento ambientalista il risultato finale del Corridoio Biologico Mesoamericano dipende dal tipo di modello di sviluppo che prevarrà nella regione: qualora trionfi il modello implicito nel Plan Puebla Panama, il CBM non potrà che formar parte del piano di furto e degradazione per le risorse naturali mentre, se predominerà una visione socialmente giusta e rispettosa dellambiente, risultato di una partecipazione informata, reale e libera delle popolazioni locali, lidea di un sistema di aree protette [ ] nella regione potrà essere un passo importante nel miglioramento della qualità di vita della gente e nelluso adeguato delle risorse naturali [8] . Per quanto riguarda il Messico, il Banco Mondiale ha elaborato un progetto da circa 90 milioni di dollari da realizzarsi nellarco di sette anni ed ha identificato 5 corridoi biologici: quello costiero dello Yucatan; quello della Selva Zoque del Nord del Chiapas; quello della Sierra Madre del Sud, sempre in Chiapas; quello Sian Kaan Calakmul in Quintana Roo; e quello Calakmul Sian Kaan in Campeche. Tali CB misurano una superficie totale di 6.895.483,9 ha dei quali 2.170.876,2 in Quintana Roo, 1.218.388,2 in Campeche, 245 mila in Yucatan e 3.261.219,5 in Chiapas e si sviluppano sul territorio di 50 municipi. Secondo le stime ufficiali, il 39% della popolazione dei corridoi biologici è indigena (una % più alta di quella registrata a livello nazionale). Limplementazione del CBM M verrà affidata alla Commissione Nazionale per la Conoscenza e lUso della Biodiversità (CONABIO) ed i fondi necessari garantiti dal Governo Federale (66.99 milioni di dollari, compresi però 57,72 legati a programmi di sviluppo regionale) e da diverse entità ed organismi internazionali (14.84 milioni di dollari rappresentano linvestimento del GEF, veicolati attraverso la Banca Mondiale, mentre fondi dellUnione Europea arriveranno attraverso la German Technical Assistance Agency GTZ). La struttura operativa del Corridoio Biologico Mesoamericano è formata da un Consiglio Nazionale del Corridoio che agisce coordinandosi con i Consigli Statali (formati tanto da rappresentanti politici quanto della società civile e dellambito accademico) e con le 2 Unità Tecniche Regionali del progetto (una per la penisola ed una per il Chiapas), incaricate di elaborare il piano operativo annuale (POA). Ancora oggi il Messico occupa
la quarta posizione a livello mondiale per la biodiveristà a livello totale,
il secondo per quanto riguarda i rettili, il secondo in quanto a mammiferi,
il quarto in diversità floreale [9] , sebbene, secondo
la CCAD, tale immensa ricchezza sia stata duramente colpita dallaumento
della popolazione e dalluso di tecnologie agricole poco compatibili
con il rispetto dellambiente che ha comportato, tra le altre conseguenze,
una notevole deforestazione [10] . Si tratta, è
importante segnalare, della Regione nella quale viene estratto il 90%
del petrolio messicano e dove si presume la presenza della maggior quantità
di riserve non ancora esplorate (Selva Lacandona, Chiapas). Biodiversità mondiale in Messico
Mittermeier e Goettsch (1992) A partire dal 1995 e sino al 2000 il governo messicano consolidò il Programma di Aree Nazionali Protette che portò alla formazione di 127 aree per un totale di 16.166.205 ettari (31 riserve della biosfera, 66 parchi nazionali, 4 monumenti naturali,1 area a protezione di risorse naturali, 21 aree di protezione della flora e della fauna). La legislazione in materia ambientale ha inoltre reso possibile listituzione di ANP per decreto statale e, al 1998, erano 176 le aree decretate delle quali 89 situate nella regione del Corridoio Biologico Mesoamericano (78 in Chiapas). Il capitolo messicano del CBM si sviluppa secondo tre componenti basiche: quella di Disegno e Monitoraggio; quella di Integrazione dei criteri di conservazione e sostenibilità in programmi governativi; quella di Sviluppo Sostenibile. Lobiettivo della prima è quella di raccogliere informazione precisa, a livello economico, sociale, ecologico e produttivo, che permetta di affinare il disegno dei corridoi, le strategie da seguire, e rafforzare e sviluppare un processo comunitario di pianificazione e conservazione [11] . Dopo aver individuato i 5 corridoi summenzionati si circoscrive lambito di azione ad aree più piccole, individuate allinterno di essi, definite Aree Focali. La seconda attività mira invece ad influire sulle politiche ambientali governative mediante uno studio sullimpatto dei programmi attuali e la formazione dei funzionari incaricati alla pianificazione ed attuazione di tali politiche. Laspetto senzaltro più interessante è quello dello Sviluppo Sostenibile, ambito allinterno del quale si pensa di finanziare progetti per: (1) mantenere la biodiversità; (2) restaurare la biodiversità; (3) promuovere progetti produttivi di tipo ecologico e (4) studi di commercializzazione. Si pensa di finanziare progetti che migliorino le possibilità di ingresso ed allo stesso tempo contribuiscano alla conservazione (dellambiente, N.d.R.) ed allo sviluppo sostenibile. Per esempio, se si pianifica la costruzione di una strada, il procedimento normale consiste nello scegliere il tracciato più corto e calcolare il costo. Con il progetto del Corridoio si farà in maniera distinta. Si guarderà al potenziale totale di sviluppo della regione. Se esistono risorse naturali che potrebbero attrarre il turismo, si guarderà dove esse sono localizzate e come si potrebbe costruire una strada che contribuisca a sfruttare al massimo le possibilità di stabilire un turismo di carattere ecologico. Ciò si complimenterebbe con uno studio di progetto della infrastruttura turistica [12] . Sviluppo sostenibile? Appare evidente, nella visione dei funzionari incaricati della implementazione del progetto [13] , qualè lidea di sviluppo trionfante. Riteniamo interessante segnalare limportanza assegnata, allinterno del documento sulla Strategia nazionale sulla biodiversità in Messico [14] , ai processi volti ad approfondire la conoscenza e lutilizzo dellinformazione rispetto alla stessa. Gli obiettivi finali di tale strategia risultano essere la diffusione, lo scambio e la sistematizzazione delle informazioni raccolte attraverso un processo investigativo volto ad aumentare la nostra comprensione [ ] intorno alla ricchezza, ai valori, allimportanza e agli usi della biodiversità [15] Sembra, ai nostri occhi, un favore alle imprese del settore delle biotecnologie (tanto nazionali, Gruppo PULSAR, come internazionali, MONSANTO e NOVARTIS) più che un piano studiato a difesa delle ricchezze della nazione. Conservation International, la REBIMA e il CBM LOrganizzazione non Governativa americana Conservation International nasce nel 1987 con la missione di dedicarsi alla conservazione della natura intervenendo nelle zone del pianeta considerate a forte rischio ambientale per difenderne la ricchezza biologica. Alcuni dei suoi finanziatori sono Mc Donalds, Walt Disney Company, Ford Motor Company, Exxon Mobil Fundation, Chiquita Brands International e J. P. Morgan Chase and Company oltre allagenzia di aiuto allo sviluppo del Governo statunitense, USAID. Attualmente CI promuove progetti in 22 paesi includendo attività di formazione per la conservazione delle ANP diretta ad associazioni imprenditoriali private, di eco-turismo e luso farmaceutico di piante della Selva tropicale umida, coordinandosi con alcune grandi transnazionali con NIH, Bristol-Myers e Squibb [16] . Proprio il tipo di vegetazione presente nella REBIMA e nella Selva Lacandona dove lintervento di CI inizia nel 1989. Nel 1990 inizia, in collaborazione con McDonalds, il proprio progetto eco-turistico: il primo paese a beneficiarne è il Costa Rica mentre nel 1998, associandosi allimpresa Starbucks Company, inizia progetti per la produzione di caffè biologico in Chiapas. Nel 2001 CI e la Fondazione Ford Motor Company creano lEnvironmental Leadership in Business, con la funzione di attrarre il settore privato e le imprese in progetti di conservazione dellambiente. La iniziativa di Energia e Biodiversità cerca di integrare le azioni volte alla conservazione della biodiversità con lo sviluppo di tecniche di estrazione e distribuzione del petrolio e del gas. Il progetto è in collaborazione con BP, Chevron Texaco, Shell, Statoil, Fauna and Flora International. Tra i progetti presentati nella pagina web della organizzazione vi è il programma SIMASEL, Sistema di Monitoraggio Ambientale della Selva Lacandona cui finanziatori sono il Gruppo Pulsar e USAID e cui partecipano ECOSUR [17] e CONANP, la Commissione Nazionale Aree Protette . Lobiettivo del programma è quello di fornire informazione rispetto allo stato di copertura forestale e lutilizzo del suolo nella Regione e si utilizzano, per realizzarlo, immagini catturate via satellite, con sorvoli aerei oltre alle informazioni raccolte mediante indagine di campo. Secondo la denuncia del CAPISE, Conservation International non rappresenta altro che il Cavallo di Troia delle grandi imprese transnazionali e del Governo degli Stati Uniti [18] che è il principale destinatario delle investigazioni realizzate dallorganizzazione. La strategia di CI è ricavare informazione e comprare grandi estensioni di terra con alto potenziale di bioprospezione che le permetta di amministrare le risorse naturali e/o strategiche in diversi paesi per porli a disposizione delle grandi transnazionali [19] . Lincaricato commerciale dellambasciata degli Stati Uniti dAmerica in Messico, Carl Schoenander, intervistato da COMPITCH [20] dichiara che: Uno dei miei propositi nel venir qui era quello di comprendere meglio la controversia, di conoscere la bioprospezione nella selva, ma anche in tutto lo stato del Chiapas, non solo nella Selva Lacandona [ ]. Il tema è si di interesse globale e rientra tra gli interessi del nostro governo. Alla domanda se tale aspetto è strategico Schoenander risponde: Sì. [21] . Parlando poi dellattività di bioprospezione aggiunge che senzaltro è il motivo commerciale a promuovere lazione per la ragione basica che la produzione farmaceutica statunitense dipende dal Sistema di Protezione Intellettuale e che in Chiapas si trovano 15 delle 30 mila specie di pianti esistenti al mondo. Schoenander era accompagnato nella sua visita alla Selva Lacandona da Ignacio March, direttore di CI Chiapas. La Selva Lacandona, come ricordavamo precedentemente, rappresenta una zona per lo più inesplorata e ricca di giacimenti petroliferi che ha attirato linteresse statunitense a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, quando diviene anche oggetto di analisi ed investigazione da parte del governo e di riviste specializzate (come Oil and Gas). Nel 1993 linvestigatore Fabio Barbosa pubblica uno studio dal titolo Pozzi di petrolio nella Selva Lacandona [22] allinterno del quale descrive come siano state 2 le aree chiapaneche nelle quali si è concentrata lazione di esplorazione: una ad occidente dei Montes Azules che si sviluppa con un cerchio di raggio 30 km con al centro la città di Altamirano ed una al vertice individuato dai fiumi Lacantun e Lacanja, vicino alla località di Zamora Pico de Oro. Allinterno della prima area, che misura 5500 km, si è individuato una potenziale riserva di 2178 milioni di barili e, in particolare, un importante giacimento chiamato Ocosingo situato proprio sotto la comunità indigena de La Garrucha, sede del Municipio Autonomo Francisco Gomez e di una delle Giunte regionali di Buon Governo zapatiste. Limpresa petrolifera canadese Seine River Resources ha individuato nella Zona di Marques de Comillas due pozzi petroliferi conosciuti con il nome di Mena 2 e Lacantun che rappresentano la continuazione dei grandi giacimenti presenti nel Peten. La stessa compagnia avrebbe inoltre individuato un giacimento nel Municipio di Palenque, nei pressi della comunità di Roberto Barrios, sede della Giunta di Buon Governo della Zona Selva Norte. Petrolio. Biodiversità.
La presenza delle comunità indigene stabilitesi irregolarmente
allinterno della Zona Lacandona e della Riserva della Biosfera [23] non permette il pieno sfruttamento
delle risorse naturali e biologiche della regione da parte, tra gli altri,
dei soci di Conservation International che e qui chiudiamo il cerchio
della nostra investigazione ha collaborato attivamente con le iniziative
volte ad allontanare tali comunità dalla Selva. Abbiamo già ricordato
precedentemente le denuncie sulla distruzione della Lacandona lanciate
da CI e dal WWF ma ancor più grave sembra ai nostri occhi le azioni dirette
realizzate dalla Organizzazione ambientalista e pubblicamente ammesse
dal direttore dei progetti chiapanechi Ignacio March, intervistato dalla
Terza Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani
nel maggio 2002, quando le minacce di sgombero si facevano sempre più
forti. Di fronte alle prove evidenti presentate dai rappresentanti della
CCIODH (un documento del governo dello Stato ove si mostravano dettagliatamente
con fotografie e dati le occupazioni irregolari, compilato da Conservation
International [24] ; le varie dichiarazioni di Ernesto Enkerlin,
della CONANP, secondo le quali CI faceva pressione sul governo statale
per scacciare le comunità mettendo in discussione i fondi per la Riserva
della Biosfera) March ammette che: Sì. [È ] assolutamente certo.
[
] Noi riconosciamo la proprietà legittima dei lacandoni, choles
e tzeltales. La comunità lacandoni è formata da cinque comunità di tre
gruppi indigeni differenti e loro sono proprietari delle Aree Naturali
Protette. [
] Noi, in quanto organizzazione civile dobbiamo rispettare
le leggi della stato
[25] . [1] Guillermina Guillen, Erradicaran crimen de areas naturales, El Universal. 25 dicembre 2001. http://www.montesazules.info/noticias/noticias_ant.htm#Erradicaran%20crimen%20de%20areas%20naturales [2] CCAD-PNUD/GEF, Proyecto Para La Consolidación del Corredor Biológico Mesoamericano, 2002. http://www.biomeso.net/GrafDocto/Plataforma.pdf [3] Pablo Muench, direttore generale dellIstituto di Storia Naturale ed Ecologia del governo del Chiapas ha messo il dito nella piaga "Cè incertezza nello stato, perché si relazione [il CBM, N.d.R.] con il PPP; per questo, e a causa della mancanza di informazioni sul progetto, esiste una attitudine di rifiuto e menzionò la realtà socio-politica dellentità. Nel suo intervento Muench chiese: come si metteranno insieme i 92 milioni di dollari (che è la meta finale) addizionali ai 14.84 milioni di dollari che fornirà il Fondo Globale Ambientale; come si convinceranno le comunità indecise perché si integrino; in che modo far si che il CBM M non si converta in piccole isole senza influenza e come si farà capire alle comunità convinte di partecipare che, anche se avranno migliori condizioni di vita, non pioverà denaro sulle loro teste. in Carolina Gomez Mena, Semarnat advirtió que quien no se sume al CBM quedará al margen del desarrollo - Queremos un corredor de empresas campesinas, no de maquiladoras, señala indígena a Lichtinger, La Jornada. 4 marzo 2003. [4] Joint declaration between the National Aeronautics and Space Administration of the U.S.A. , the Central American Commission on Environment and Development and the World Bank for cooperation in support of providing strategic information on environment for the CCAD management of the Mesoamerican Biological Corridor, Washington, D.C., 9 dicembre 2002. [5] Gian Carlo Delgado, El Corredor Biologico Mesoameicano: la version verde del PPP, in Plan Puebla Panama, batalla por el futuro de Mesoamerica, op. cit. [6] Mesoamerica è una delle regioni geneticamente più interessanti del mondo in quanto vi si possono incontrare più di 20 mila specie di piante tra le quali molte varietà primitive del fagiolo, del mais, del cotone, del pomodoro, del cacao. [7] Movimiento Mundial para los Bosques, El Corredor Biologico Mesoamericano: conservacion o apropriacion?, 16 settembre 2003. http://www.biodiversidadla.org/article/articleprint/3432/-1/15/ [8] Ibidem. [9] CCAD PNUD/GEF, Proyecto para la consolidacion del Corredor Biologico Mesoamericano El Corredor Biologico Mesoamericano México, 2002. [10] Ricordavamo, in altro capitolo del presente lavoro, come la superficie attuale della Selva piovosa corrisponde ad un 10% ca. del territorio nazionale che risultava coperto da tale vegetazione allinizio del secolo scorso. [11] Corredor Biologico Mesoamericano Mexico/Chiapas, Memorias del primer taller. Tuxtla Gutierrez, Chiapas, Mexico. 13 giugno 2000. Pagina 10. [12] Ibidem. Pagina 12. [13] Linciso precedente è tratto dalla relazione del Dottor Hans Van Der Wal, allora Coordinatore Nazionale per il Messico del progetto del CBM. Lattuale Coordinatore è invece il Dottor Gustavo Ramirez, funzionario di CONABIO. [14] CONABIO, Estrategia nacional sobre biodiversidad de México, 2000. [15] Ibidem. Pagina 58. [16] CAPISE A.C. (Centro de Analisis Politicas y Investigaciones Sociales y Economicas), Conservation International: el caballo de troya, San Cristobal de Las Casas, Chiapas, giugno 2003. [17] Il Collegio della Frontiera Sud (ECOSUR) è un centro di investigazione ed educazione superiore, cui temi sono lo sviluppo ed i vincoli del Messico nella sua frontiera meridionale. I suoi programmi si orientano verso la generazione di conoscenza scientifica, la formazione di risorse umane e nel disegno di tecnologie e strategie per linnovazione orientata allo sviluppo sostenibile (www.ecosur.mx). ECOSUR lavora da 25 anni con più di 115 investigatori associati e titolari distribuiti in cinque sedi ubicate nei quattro stati della frontiera meridionale del Messico: Tapachula, San Cristobal de Las Casas, Villahermosa, Chetumal e Campeche. Nel 1997 ha partecipato in un progetto di bioprospezione nella zona degli Altos del Chiapas cui obiettivo era di contribuire alla conservazione del sapere tradizionale sulla piante medicinali usate dai Maya degli Altos, investigare le basi scientifiche della medicina tradizionale e sviluppare usi alternativi dei prodotti medicinali. I partecipanti al progetto, denominato ICBG Maya e la cui implementazione è stata in seguito bloccata a causa delle forti reazioni da parte della società civile e dei medici tradizionali riuniti nellAssociazione Civile COMPITCH, erano la Università della Georgia (UG), ECOSUR ed il laboratorio biotecnologico gallese, Molecular Nature Limited. Il progetto poteva contare con un finanziamento del governo statunitense di 2.5 milioni di dollari. [18] Ibidem. Pagine 32-33. [19] Ibidem. Pagina 33. [20] Consejo de Médicos y Parteras Indígenas del Estado de Chiapas México. [21] Ibidem. Pagina 22. [22] Fabio Barbosa, Pozos petroleros en la Selva Lacandona, in Memoria No. 50, CEMOS, Città del Messico, gennaio 1993. [23] Abbiamo visto precedentemente con quali modalità ed in che contesto. [24] È possibile accedere ad un dettagliato INFORME INVASIONE 1994 2002 anche sulla pagina web di Conservation International. http://www.ci-mexico.org.mx/invasiones.html [25] Comision Civil Internacional de Observacion por los Derechos Humanos en Chiapas, Mexico, Informe final de la tercera visita de la CCIODH, 16 febrero 3 marzo 2002. Barcellona, Spagna, 2002.
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