home

who we are

bulletins

documents and analysis

maps

laws

the peace process

want to help us out?

comments to CIEPAC


Chiapas al Día, No. 403
CIEPAC
Chiapas, México
07 Aprile 2004

DIGA ITZANTÚN
LA RESISTENZA IN CHIAPAS

Dopo molti anni di resistenza indigena e campesina, nel III Incontro Chiapaneco contro il Neoliberismo celebrato nel municipio di Huitiupán, Chiapas, dal 19 al 21 marzo del 2004, si è festeggiata la chiusura definitiva di ogni tentativo di costruzione della centrale idroelettrica.

PRECEDENTI

Il municipio di Huitiupán (che in nahuatl significa “luogo del tempio grande”) è ubicato nella regione nord del Chiapas e confina con lo stato del Tabasco e con i municipi chiapanechi di Pueblo Nuevo Solistahuacán, Sabanilla, Simojovel e Amatán. E’ stata una regione allevatrice di bestiame, produttrice di cotone, caffè e mais. Soprattutto nelle proprietà di caffè si sono mantenuti per decenni gli indigeni in condizioni di umiliazione e sfruttamento. Negli anni ’80 quando si pretese di inondare il municipio per una superficie superiore a 24 mila ettari, aveva circa 16 mila abitanti dei quali 80% indigeni principalmente tzotziles ed in minore misura choles e zoques. L’ejido di Huitiupán fu dotato di terre grazie ad una risoluzione presidenziale del 1938. Tra la fauna si trovavano il il procione, il tepescuintle, lo scoiattolo, la talpa, la lontra, il tucano, il cervo, il pappagallo, il pappagallino, il clarino, la tortora, il corallo, l’iguana, la tartaruga piana, la tartaruga coccodrillo, il rapace re, l’armadillo, il cinghiale, il pipistrello, il porcospino, il tasso e il tlacuache. Tra la flora si potevano trovare il cedro, il mogano, la catena umana, l’ocote, l’amati, lo jumba, il palo di danta, il guanacastle, il girasole, lo jopi, e molti altri.

Tra il 1961 e il 1963 il personale della Commissione Federale dell’Elettricità (CFE) realizzò gli studi geologici per il progetto della diga Itzantún. La CFE volle assumere lavoratori della comunità ma ebbero paura, dicevano che la montagna "ha padrone" e che c'erano tigri, come effettivamente esistevano. Alla fine reclutarono personale della regione, aprirono brecce e passaggi per i macchinari ed il passo tramite degli esplosivi coi quali aprirono tunnel tra le montagne. Dopo dieci anni ritornarono nel periodo tra il 1973 e il 1975 e si aprirono altri tunnel, si costruirono strade e anche piste per aerei. Tuttavia la comunità non sapeva si trattasse di una diga, non sapeva chi fosse la CFE che tra l’altro non forniva loro alcuna informazione.

La CFE ritorna nel 1978 una volta decretata la zona come una progetto vitale dove si uniscono a valle tre grandi fiumi: San Pedro, Cuculho e Santa Catarina che passano attraverso uno stretto tra le montagne. Secondo il progetto, sotto l'acqua sarebbero rimasti seppelliti la testata municipale di Huitiupán e gli ejidos di Santa Catarina e Competencia. Ma per altri avrebbero colpito anche terre dei municipi di Amatán, Simojovel, El Bosque, Chalchihuitán, Pantelhó e perfino San Andrés Larráinzar. La CFE pagava giornate fino a tre volte più di quello che le comunità erano abituate a guadagnare. Molte persone abbandonarono le loro terre ed accorsero alla chiamata al lavoro per ingrandire i tunnel e fare strade. La Commissione installò una pianta di alta tensione e l'infrastruttura per gli ingegneri.

“Avevamo quello che ci serviva, tutti coltivavamo,  mietevamo quanto basta, eravamo più felici, non avevamo bisogno del denaro, stavamo più tranquilli", manifestano le comunità locali, ma c’erano anche condizioni di “povertà estrema, non c’era né organizzazione, né orientamento”, c’erano problemi di commercializzazione: “i prezzi erano bassi e non c’era mercato”. Quando arriva la Commissione molti abbandonano le loro terre, diventano operai e commercianti e malgrado alcuni mantengano il loro lavoro di agricoltori c’è un sentimento di allontanamento e di abbandono verso questa attività: “perdemmo l’amore per la terra”. Con tutto ciò arrivarono anche le cantine, i negozi e i ristoranti. Il popolo di Huitiupán cambiò e il governo non volle investire in infrastrutture educative, di salute e sviluppo poiché tutto sarebbe rimasto sotto l’acqua. E così passarono gli anni e gli abitanti seppero che il loro villaggio sarebbe stato inondato. Nel frattempo, il personale della CFE faceva commerci torbidi con la vendita del legno prezioso della regione.

Le comunità non diedero credito. Cominciarono a comprendere quello che era una diga di sbarramento. Nel 1980 quando incomincia il processo di svolgimento di inchieste per la valutazione, gli abitanti incominciano ad acquisire consapevolezza su quello che sarebbe significato. Cominciano allora ad organizzarsi, a tenere assemblee e riunioni di discussione, informazione e analisi. Visitano gli sfrattati di altre dighe in Chiapas come quelli di La Angostura, Chicoasén e Malpaso allo scopo di imparare dalle loro esperienze ed ottenere più informazioni sulla dimensione di quello che stava per venire loro sopra. Si resero conto che non solo il progetto della diga Itzantún aveva lasciato già quattro morti durante le opere, ma anche in altre costruzioni di dighe di sbarramento erano morti per incidenti centinaia di persone per le condizioni di insicurezza nel lavoro, l'inesperienza nel trattamento di esplosivi, etc.

Visitando altri sfrattati videro che nel municipio della Concordia “le case erano malandate, non avevano porte, né pavimenti ne bagno”; a Nuevo Osumacinta “il villaggio è pura pietra, non si può seminare, le terre che diedero loro per lavorare rimasero dell'altro lato della diga” e “a Malpaso andò ancora peggio, un’ingiustizia commessa con quella gente, consegnarono loro solo l’assegno, non costruirono il nuovo villaggio”. Allora iniziò a Huitiupán il processo di organizzazione tra gli ejidatarios con riunioni tutte le notti. Un documento importante in questa lotta di presa di coscienza lo realizzò la Centrale Indipendente di Operai Agricoli e Campesinos (CIOAC). Alcuni lottavano contro la costruzione della diga, altri per l’indennizzo e la restituzione delle proprie terre, ed i commercianti organizzavano già il commercio del trasporto delle lance in previsione del riempimento del bacino ad opera delle acque.

Nel 1980 si registra la prima marcia dal municipio presso Simojovel fino alla capitale dello stato a Tuxtla Gutiérrez alla quale parteciparono più di 2 mila campesinos e indigeni, al fine di esigere il giusto indennizzo per le terre. La Confederazione Nazionale Campesina filogovernativa (CNC) e la Organizzazione Campesina Emiliano Zapata (OCEZ) erano anch’esse nel terreno politico delle lotte. Gli acasillados che lavoravano nelle proprietà sarebbero rimasti senza niente una volta che i padroni avessero consegnato le loro terre per il progetto della diga di sbarramento. In quell’istante i diretti interessati non si opposero alla diga di sbarramento, ma esigevano dal governo la casa, la restituzione delle terre, inventari e tutti gli indennizzi.

Il 26 marzo del 1981 si firmò tra la Segreteria di Programmazione e Presupposto (SPP), la CFE e il governo dello Stato del Chiapas il cosiddetto “Programma di riaccomodo agropecuario per la dotazione di abitazioni, infrastrutture urbane basilari ed appoggio sociale ‘Progetto Idroelettrico Itzantún”. Il programma includeva i temi riguardanti le terre, il riaccomodo agropecuario e urbano di tutta l’area del ristagno che si calcolava all’incirca in 11 mila ettari, il riposizionamento della popolazione, la costruzione di nuove abitazioni e vie di comunicazione, etc. Tuttavia erano solo promesse. Tra il 1982 e il 1984 salì la tensione. La mobilitazione campesina raggiunse il suo auge. Marce, piantoni, leader incarcerati, minacce e si vide di tutto in questo periodo. Si arrivò addirittura a bloccare per 18 giorni l’entrata del villaggio di Huitiupán e non si permise l’accesso al personale della CFE e nemmeno la sua uscita. Compreso lo stesso governatore dello stato. Allora la CFE assunse un altro atteggiamento, sollecitava il permesso per entrare, per realizzare censimenti, per realizzare i tratti della curva del bacino artificiale, far fare i rilievi topografici, etc. In questi anni la lotta si incentrò sulle negoziazioni riguardanti le terre.

Per il 1985 si restituirono o si pagarono gran parte delle terre, gli alberi da frutto, ortaggi e le piantagioni per incominciare la costruzione del nuovo villaggio dando priorità ai pantheon, ai templi, alle cliniche, alle scuole, etc. Stavano per iniziare le contrattazioni e le abilitazioni delle comunità locali in falegnameria, edilizia, autisti, etc. Mancavano ancora i pagamenti delle abitazioni per gli ejidos di Huitiupán, Catarina Las Palmas, Chitamucúm Las Limas e La Competencia. Comunque ancora c’erano proteste residue. Ejidatarios di Emiliano Zapata e Cacateal Pital del municipio di Huitiupán giunsero armati con pali e machete impedendo la continuazione del lavoro di delimitazione dei terreni. Nel frattempo, negli ejidos Villa Luz, Morelos e La Sombra Carrizal le comunità avevano invaso le terre che la CFE aveva già comprato. Con tutto ciò si sperava di incominciare il riempimento del bacino artificiale nel 1988. Ma nessuno si aspettava il sisma di settembre di 1985 a Città del Messico che cambiò radicalmente le priorità del governo federale e della CFE in un momento.

Nel 1986 iniziarono le consegne delle nuove terre e fino al 1988 gli ejidatarios lavoravano su diversi fronti, le notizie che aveva consegnato loro la CFE e dove sarebbero stati reinstallati e quelle del loro ejido comune. Nel 1989 la popolazione viene a conoscenza della notizia della sospensione della diga di sbarramento ed iniziano nuove divisioni. Gruppi di campesinos senza terra iniziarono l’invasione nei confronti di color che avevano doppio terreno. Molte piantagioni di caffè già erano state abbandonate. Altre comunità avevano abbandonato le loro terre per ricevere buoni soldi con la CFE nei lavori della diga di sbarramento; non erano più disposti a ritornare al lavoro del campo e perciò decisero di emigrare persino in altre città o stati vicini.

Il 12 luglio del 1991 il commissariato ejidal invia un comunicato al governatore José Patrocinio González Garrido, uno dei governatori più repressivi del movimento popolare e indigeno che ha avuto lo stato, dove si sollecita il suo intervento davanti al presidente Carlos Salinas de Gortari perché il progetto della diga idroelettrica Itzantún si cancelli in maniera definitiva "poiché finché questa situazione non si definisce ci saranno sempre inquietudine ed insicurezza in tutta la zona coivolta nel progetto, non si regolarizzerà la detenzione della terra generando ritardo nella produzione di coltivazioni a medio e lungo termine." Aggiunse anche che “(…) non vogliamo che si costruisca il progetto idroelettrico Itzantún, perché per mano della CFE, arrivano alla nostra tranquilla ed umile comunità la tossicodipendenza, l’alcolismo, la prostituzione e infine una gran povertà come quella palesata attualmente a Osumacinta e Chicoasén che possiamo prendere come esempio."

Il 17 marzo del 1994, a due mesi dalla sollevazione armata dell’EZLN, la CFE accordò di consegnare gratuitamente alla Segreteria della Riforma Agraria (SRA) una superficie di più di 6640 ettari ubicata nella zona di ristagno del Progetto Idroelettrico Itzantún. La CFE regalò al Governo del Chiapas anche i terreni che acquistò dai campesinos per più di 6555 ettari che non erano soggetti  a regime di demanio pubblico. “La donazione che si autorizza ha il fine di permettere al Governo dello Stato del Chiapas di regolarizzare la proprietà delle terra e l’esecuzione di un ampio programma di sviluppo integrale nella zona, in favore dei gruppi di campesinos beneficiati e delle loro famiglie”.  Ma nulla si è fatto in tutto questo tempo.

Il 25 ottobre del 1999 la CFE ratifica questa decisione e nemmeno questa diventò effettiva, non si portò mai la consegna delle terre ai loro antichi proprietari. Nel gennaio dell’anno 2000, di nuovo la CFE per mezzo del suo Gerente Generale, Alfredo Elías Ayub, nell’ufficio No. DG/033/2000, domanda al Gerente di Produzione Sudest della CFE di realizzare le gestioni per far consegnare le terre con l’istruzione di “indicare nella scrittura che il motivo e il fine della donazione sono che il governo dello Stato del Chiapas svolga le azioni necessarie per la regolazione della proprietà delle terra e l’esecuzione di un ampio programma di sviluppo integrale nella zona, in favore dei gruppi di campesinos beneficiati e delle loro famiglie”. Fino al dicembre del 2000 il governo del Chiapas fu proprietario legale di alcune di queste terre. Comunque, non avvenne la loro distribuzione ai campesinos.

Davanti allo scontento sociale e politico per il disimpegno nella sua amministrazione, alle elezioni federali e statali dell'anno 2000, il governatore Albores Guillén annunciò pubblicamente che il progetto Itzantún si cancellava, ma non consegnò mai le terre. A dispetto di ciò , il popolo votò contro il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) che per anni ostentò il potere, guadagnando così un ex membro di quel partito per mezzo della coalizione di vari partiti di opposizione, uscendo trionfatore Pablo Salazar Mendiguchía.

Nell’anno 2002 le comunità che stavano per essere colpite dalla diga di sbarramento Itzantún assisterono al I Foro Mesoamericano contro le Dighe di sbarramento che si portò a termine nella selva del Petén, Guatemala, sulle rive del fiume Usumacinta dove la CFE pretende di costruire cinque dighe di sbarramento nell'alveo del fiume che sboccherebbe nella gran diga di Bocca del Dorso nello stato di Tabasco. Lì denunciarono nuovamente il progetto Itzantún che richiamò l’attenzione degli oltre 350 delegati di tutti i paesi della Mesoamerica e di altre regioni. Nel Petén le autorità del municipio di Huitiupán spinsero affiché il seguente incontro internazionale terminasse nel loro municipio. In questo stesso anno e mese dopo l’incontro, la Segreteria di Amministrazione della CFE sollecitò la Segreteria del Governo del Chiapas ad iniziare le pratiche amministrative di scorporo per regolarizzare la terra che avrebbe conformato il bacino artificiale. Ma non se ne fece nulla.

Nel II Foro Mesoamericano contro le Dighe di sbarramento in Honduras nel 2003 le comunità di Huitiupán denunciarono nuovamente le speranze del governo di costruire la diga di sbarramento Itzantún. Lo stesso fecero durante la III Settimana per la Diversità Biologica e Culturale svoltasi in Guatemala. Durante il II Incontro Chiapaneco contro il Neoliberismo svoltosi nella comunità di Nuevo Huixtán nel febbraio del 2003, gli assistenti di Huitiupán proposero che il III Incontro Chiapaneco si svolgesse nelle proprie terre, nelle terre del progetto Huitiupán. E così si fece. Dal 19 al 21 marzo del 2004 si svolse detto incontro. Durante tutto l’anno si generò una grande aspettativa intorno a questo incontro.

Un giorno prima dell’arrivo di quasi 600 persone di oltre 80 organizzazioni e istituzioni, 25 municipi del Chiapas, 9 stati e 10 paesi diversi, il governo di Pablo Salazar annunciò nuovamente la cancellazione definitiva dell’idroelettrica di Itzantún e la restituzione delle terre ai campesinos.

Dopo tanti anni in cui la CFE accettò di cedere le terre, il 10 febbraio del 2004 il Congresso dello Stato del Chiapas, attraverso il suo Decreto 155, autorizzò il governatore Pablo Salazar a scorporare il patrimonio dello Stato 14 proprietà rustiche e 23 poligoni, ubicati nei municipi di Amatán, Huitiupán, Pantelhó e Simojovel che sarebbero stati inondati dalla diga di sbarramento. Comunque, degli oltre 13 mila ettari che la CFE decise di cedere vari anni addietro, il governo del Chiapas ne ritorna solo 5258. Dove hanno lasciato gli altri 8 mila ettari? Pare che alcuni si sono persi. Nel Decreto 155 si specifica che nell’agosto del 2003 “si designò la rettifica della superficie totale delle proprietà (…) che diede come risultato la quantità di Cinque Mila Duecento Otto Ettari, Quindici Are, Cinquanta Quattro Virgola Trecento Ottanta Uno Centi-Are (5258-15-54381 ettari), che sono quelli che vennero alla vista come realmente esistenti; come la rettifica delle contiguità di proprietà e la fusione delle proprietà che conformavano un'unità tipografica, risultato 14 proprietà e 23 poligoni."

Così ci sono due elementi ai quali bisognerà prestare attenzione. Uno di questi è che non sono state restituite tutte le terre inizialmente acquistate dalla CFE. In secondo luogo, lo schema di regolarizzazione della proprietà della terra si incammina verso la privatizzazione di queste terre secondo il Programma di Certificazione dei Diritti Ejidales e Casati Urbani (PROCEDE), in una regione dove si vede già un aumento considerevole di migrazione campesina verso gli Stati Uniti e dove la produzione campesina è sconquassata. Ci sono altri interessi nella regione.

Inoltre osserviamo la pura intenzione e la dichiarazione dei governi che intendono capitalizzare politicamente la lotta e la resistenza della società civile. In ogni maniera le comunità hanno deciso di concludere l’opera della diga di sbarramento Itzantún. Nell’incontro si è festeggiata la vittoria dopo molti anni di lotta.

IL POPOLO FESTEGGIA

Benché alla fine di questo processo di tanti anni la popolazione sia rimasta più povera, ha la sua terra. La sfida è vederla fiorire con alternative di sviluppo sostenibile per i paesi della regione. Citiamo testualmente la Dichiarazione:

DICHIARAZIONE DI HUITIUPAN

Compagne e compagni, sorelle e fratelli.

Noi campesinos dei Municipi di Huitiupán, Simojovel, Chalchihuitán, Amatán, Pantelhó, El Bosque, minacciati dal progetto di costruzione della diga di ITZANTUN abbiamo ricevuto nella nostra casa e nel nostro cuore di Huitiupán centinaia di compagne e compagni dello Stato del Chiapas, di altri Stati della Repubblica Messicana e di vari paesi, che hanno solidarizzato con noi nella difesa delle nostre terre, delle nostre case e del nostro ambiente, durante la realizzazione del III Incontro Chiapaneco Contro il Neoliberismo. Appoggiati e animati dalla solidarietà dimostrata dalle organizzazioni presenti, noi, i campesinos di questa regione,

RENDIAMO PUBBLICA IN QUESTO GRANDE EVENTO, LA DECISIONE DEI NOSTRI VILLAGGI DI CANCELLARE IN MANIERA DEFINITIVA IL PROGETTO DI COSTRUZIONE DELLA DIGA DI SBARRAMENTO DI ITZANTUN.

Questa storica decisione ci definisce come padroni della nostra vita e del futuro dei nostri figli. Noi decidiamo di prendere le decisioni che ci competono come campesinos e come esseri umani. Noi decidiamo che da qui in avanti debbano rispettarsi le decisioni dei villaggi. Ci incoraggiano molti anni di lotta e sofferenze interminabili contro l’imposizione di coloro che pretendevano di toglierci le nostre terre. Basiamo la nostra decisione sul Diritto Internazionale e Internazionale che difende i campesinos e particolarmente gli indigeni e noi appoggiamo l’ACCORDO 169 della Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIT).

Vogliamo vedere collocate in una firma le dichiarazioni governative nel senso che danno per cancellato questo progetto. La nostra decisione è presa davanti alle promesse non compiute da parte delle autorità.

Huitiupán, Chiapas, 21 marzo del 2004

Firmano il presente le seguenti Comunità:

Municipio di Huitiupán: Cabecera Municipal. Colonia Zacatonal de Juárez. Colonia Morelos. Santa Catarina. Santuario el Pozo Esquipula. San Francisco 2. La Ventana. La Florida. Comunidad Chanival. Poblado Pauchil. Covadonga. Zacaltic. La Competencia. Ejido Huanal. Poblado Linda Vista Almandro. Alvaro Obregón.

Municipio di Simojovel: Cabecera Municipal. Campo La Granja. Ejido Luis Espinosa. Ejido Yuquín. Ejido Pimienta. Ejido Rivera Galeana. Poblado Sabinal. Comunidad Lázaro Cárdenas.

Municipio de Chenalhó. Municipio de Amatán. Municipio de Chalchihuitán. Municipio El Bosque. Municipio de Pantelhó.

Le organizzazioni in basso firmanti appoggiano le compagne e i compagni in questa lotta:

Casita de la Paz; Las Abejas; Alianza Cívica; AMAP; Aric Independiente y Democrática; Antzetik yu-un Cañadas; Arrieros de Chalchihuitán; Asociación de Trabajadores, El Paso; Asociación Interdisciplinaria de Chiapas; Boca de Polen; CAPISE; Frente Petenero contra las Represas; Centro de DDHH "Digna Ochoa"; Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas; Centro de Derechos Humanos Tepeyac Istmo de Tehuantepec, Centro Educativo Santa María de Guadalupe, Consejo Indígena Popular de Oaxaca Ricardo Flores Magón, CEDIAC; CEPACOMAC; CEPAZ; CIAM; CIEPAC; CIRSA; CLAEES; COCIDEP; CODIMUJ; CODICH; Colectivo Cortamortaja; Colectivo Femenino-UNACH; Sociedad Civil Huitiupán; Comité de Apoyo a Chiapas; COMPITCH; Consejo Latinoamericano de Iglesias; Coordinadora Altos; CORECO; DESMI; Despertar Maya; Diaconía Región Jitotol; Diaconía San José Buena Vista; Diaconía San Juan Chamula; EDUPAZ; Equipo Tzotzil D. H. Chenalhó; Frente Chiapaneco Contra las Represas Región Fronteriza; Federación Indígena Ecológica de Chiapas; Feminario; Flor de Pantelhó; Flor de los Altos, Food Firts, Fortaleza de la Mujer Maya, Frente de Lucha Popular 15 de Septiembre, Frente de Unión de Jóvenes Estudiantes, Foro para el Desarrollo Sustentable; Fortaleza de la Mujer Maya; Fundación León XIII; Grupo de Comunicadores Indígenas; INESIN; Jolo´m Mayaetic; Jlumaltic; Lunatik; Maderas del Pueblo Del Sureste; Mayavinic; MELEL XOJOBAL; Movimiento Independiente de Mujeres; Obra Kölping; OMIRS; Parroquia San Andrés; Parroquia de Santo Domingo; Parroquia Huitiupán; Pastoral Social Chenalhó; Pastoral Social Tuxtla Gutiérrez; Parroquia Altamirano; Parroquia Santo Tomás Apóstol; Pastoral Social Chenalhó; Paz y Tercer Mundo; Pueblo Creyente; Red Nacional Género y Economía; Rights Action; SIPAZ; Sna Tzibajom; Sociedad Cooperativa de Productores Tzeltal-Tztotzil; Sociedad Cooperativa Maya Winic; Unión Tzotzil de Diversificación Productiva; Comunidad Witzilton; Yamtel Ach Winik; YOMBLEJ; Minas de Ambar, Misioneros de los Sagrados Corazones, Misión de Guadalupe, Misión de San José, ODEMICH, Organización de Agricultores Biológicos, Bloque Democrático del Magisterio de la Sección VII del SNTE-CNTE y estudiantes de la Escuela Normal Rural MACTUMACTZA. A título individual miembros, militantes de partidos políticos y/o organizaciones e instituciones del CIESAS, universitarios de la UNAM y UNACH, del PRD, PT, PRI, CNC Democrática, OCEZ y CIOAC.

Fin qui il testo della Dichiarazione.

Nel 1999 un gruppo di campesinos di Huitiupán affermarono: “La terra è la base principale per il sostentamento delle nostre famiglie, senza di essa non potremmo sostenere le nostre famiglie, è l’unico patrimonio che abbiamo noi per sopravvivere, senza di essa dove andiamo a procurarci  il pane quotidiano? (Che) è l’unico patrimonio che abbiamo, da lì a dove? (…) Per i figli, i nipoti, e quelli che devono ancora venire: così come per qualunque essere umano che cerchi e riconosca i diritti umani e i diritti dei popoli indigeni; i padri, i nonni e le nonne, gli uomini e le donne che hanno preso parte e hanno forgiato questa lotta, non si può fare a meno di ringraziarli per l'esempio, riconoscere la loro tenacia e riprodurre le loro convinzioni".

Gustavo Castro Soto
Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C.
CIEPAC is a member of the, Mexican Network of Action Against Free Trade (RMALC) www.rmalc.org.mx, Convergence of Movements of the Peoples of the Americas (COMPA ) www.sitiocompa.org, Network for Peace in Chiapas, Week for Biological and Cultural Diversity www.laneta.apc.org/biodiversidad, the International Forum "The People Before Globalization", Alternatives to the PPP http://usuarios.tripod.es/xelaju/xela.htm, and of the Mexican Alliance for Self-Determination (AMAP) that is the Mexican network against the Puebla Panama Plan. CIEPAC is a member of the Board of Directors of the Center for Economic Justice http://www.econjustice.net and the Ecumenical Program on Central America and the Caribbean (EPICA) http://www.epica.org. Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C.


Note: If you wish to be placed on a list to receive this English version of the Bulletin, or the Spanish, or both, please direct a request to: ciepac@laneta.apc.org and indicate whether you wish to receive the bulletin in plain text or as a Word 7 for Windows 95 attachment.

Note: If you use this information, cite the source and our email address. We are grateful to the persons and institutions who have given us their comments on these Bulletins. CIEPAC, A.C. is a non-government and non-profit organization, and your support is necessary for us to be able to continue offering you this news and analysis service. If you would like to contribute, in any amount, we would infinitely appreciate your remittance to the bank account in the name of:

CIEPAC, A.C.
Bank: Banamex
Account number: 7049672
Sucursal 386
San Cristóbal de las Casas, Chiapas, México.
You will also need to use an ABA number:
BNMXMXMM

Thank you! CIEPAC


Centro de Investigaciones Económicas y Políticas de Acción Comunitaria
CIEPAC, A.C.
Calle de la Primavera # 6
Barrio de la Merced
29240 San Cristóbal, Chiapas, MEXICO

Telephone:
in México: 01 967 674 5168
from outside Mexico:: +52 967 674 5168

 


Translated by Francesco Falasconi for CIEPAC, A. C.


home | nosotros | boletines | documentos y análisis | mapas | cronología | leyes | proceso de paz | publicaciones
fotografias
|
directorios | ¿quieres apoyarnos? | comentarios a CIEPAC
Please direct website comments to webmaster@ciepac.org.