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Chiapas al Día, No. 405
CIEPAC
Chiapas, México
15 aprile 2004

L’ambiguità della Cooperazione Internazionale:
Il progetto Coinversión in Chiapas, Messico.
Una valutazione politica del programma.

Introduzione

A partire dalla pubblicazione nel corso dell’anno 2002 del libro di Giulio Marcon “La ambiguità degli aiuti umanitari – Indagine critica sul Terzo Settore”  si è sviluppato in Italia un interessante dibattito sul settore, arricchito da importanti contribuiti quali il primo incontro nazionale “Dove va l’aiuto umanitario? – Ascesa e crisi dell’aiuto umanitario, tra ambiguità e solidarietà” organizzato a Lucca, in Toscana, nel novembre del 2003 da parte del Consorzio Italiano della Solidarietà (ICS [1] ) e dalla Scuola della Pace della Provincia di Lucca il cui direttore, Aldo Zanchetta, è impegnato da anni ed in modo critico nel mondo della Cooperazione Internazionale.

Dice Marcon al rispetto,

“Con i suoi 19 milioni di lavoratori (quasi 30 se si conteggiano anche i volontari “a tempo pieno”) e 1.100 miliardi di dollari di fatturato, il settore non profit rappresenta infatti l’ottava economia mondiale, davanti alla Spagna, alla Russia ed al Canada. 10 milioni di organizzazioni non profit locali e nazionali e ben 40.000 associazioni internazionali rappresentano la realtà vastissima di una “società civile globale” – spesso in opposizione rispetto alle politiche neoliberiste – che spaventa istituzioni internazionali, governi e imprese. Non sempre, però. Mentre numerose esperienze continuano a rimanere critiche e a esprimere contenuti politicamente radicali, altre realtà, invece, si stanno piegando al business o al ‘parastato’, trasformandosi in uno strumento subordinato alle logiche economiche e di potere dominanti. Parte delle organizzazioni non profit sta perdendo la propria autonomia e ha venduto l’anima al ‘diavolo’ (ai due ‘diavoli’: il business e la coooptazione istituzionale, a volte senza nemmeno accorgersene” [2] .

All’interno del settore non profit anche l’area della Cooperazione allo Sviluppo può prestarsi a fenomeni di cooptazione, ed un programma che potrebbe presentare dette caratteristiche è quello che hanno promosso Oxfam Internacional e la Fondazione Ford insieme al governo dello Stato del Chiapas, in Messico.

Un’analisi di questa insolita e fiammante relazione tra agenzie di cooperazione ed un governo è necessaria dopo la pubblicazione, nel passato mese di gennaio, del documento “VALUTAZIONE E PROSPETTIVE DELLA COSTRUZIONE DEL MODELLO DI COINVERSIÓN IN CHIAPAS - Fase sperimentale 2001-2003” [3] . Questo studio rappresenta un bilancio dell’iniziativa ed indica i problemi che si dovranno affrontare in quello che resta del sessennio per raggiungere gli obiettivi proposti [4] . La valutazione è stata realizzata su richiesta dei partecipanti al programma (istituzioni governative, agenzie di cooperazione ed organizzazioni sociali) e per realizzarla sono stati contrattati Armando Bartra, Araceli Burguete Cal y Mayor e Maria Cecilia Oviedo.

Lontana dall’essere una valutazione oggettiva dei risultati positivi e dei fallimenti del programma, il documento suona più come l’apologia di una conclusione decisa in anticipo, cioè, quella che vuole che il programma debba continuare tre anni in più. Sosterremo detta ipotesi nei paragrafi che seguono, analizzando in modo dettagliato il documento prodotto da Bartra, Burguete e Oviedo.

La storia precedente e gli attori

L’idea di Coinversión nacque con la vittoria di Cuauhtémoc Cárdenas del PRD [5] nelle elezione per la carica di Governatore  del Distretto Federale della Città del Messico, nell’anno 1997. Oxfam International [6] (OI) ed il governo di Cárdenas decidono di portare avanti un programma di coinversión nel quale le due parti concorrono con gli stessi fondi per attività di appoggio alla società civile. Successivamente, con la sconfitta del PRI [7] nelle elezioni presidenziali del luglio 2000, ed un mese dopo in quello per il governo del Chiapas, Oxfam, mossa dalla concepibile ma precipitosa speranza di un miglioramento significativo nella promozione di quei cambiamenti desiderati da tutti i messicani, decide di ripetere lo schema di coinversión in Chiapas.

Con la sconfitta del PRI, OI decise di appoggiare le necessità delle popolazioni indigene attraverso il nuovo governo, raddoppiando i fondi disponibili per questo impegno, dato che il governo Salazar prometteva di eguagliare peso a peso i fondi stanziati dalla cooperazione internazionale. Successivamente si unì all’accordo anche la Fondazione Ford [8] (FF). Queste organizzazioni speravano che i cambiamenti politici avrebbero portato ad un nuovo inizio dei dialoghi per ottenere una pace degna e giusta al conflitto in Chiapas, interrotti il 2 settembre 1996 - sebbene continuarono le riunioni a tre tra CONAI [9] , COCOPA [10] ed EZLN sino alla fine dell’anno -  ed il cui re-inizio era molto più difficile in seguito alle offensive nei confronti dei Municipi Autonomi e delle basi civili di appoggio all’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale del 1998.

La genesi della Coinversión.

È importante sottolineare, prima di tutto, gli aspetti fondanti della prima Coinversión: (1) la convergenza all’interno del programma di un numero importante di Organizzazioni della Società Civile; (2) la capacità di incidere sulle Politiche Pubbliche; (3) i processi di democratizzazione in corso e (4) la partecipazione cittadina.

“Dati questi antecedenti ed esperienza, Oxfam International identifica nell’agosto del 2000 le condizioni per saggiare anche in Chiapas l’esperienza di Coinversión”.

“[…] la cooperazione entrò in contatto con il governatore eletto e propose di stabilire un “Programna di Coinversión” in Chiapas. Accordarono così di realizzare un’indagine […].Uno degli attori più importanti in questa indagine furono le Organizzazione della Società Civile che erano parte del gruppo dei partners di Oxfam International in Chiapas”. 

Come risposero in questo momento le organizzazioni consultate?

“Le risposte delle organizzazioni consultate indicavano idee estremamente diverse. Alcune manifestarono le proprie riserve a partecipare, esprimendo la propria sfiducia nel governo, considerando che si trattasse di una scommessa affrettata, e perciò chiamarono alla cautela ed all’attesa. [11] Altre, al contrario, consideravano che si dovesse avviare immediatamente il programma approfittando del respiro concesso dall’impegno di Pablo Salazar verso le organizzazioni sociali di base e contribuendo così alla spinta verso la democratizzazione”.

Nel 2001 le tre parti analizzarono scommesse, opportunità e rischi circa la propria partecipazione al programma. Vediamo brevemente il risultato di tali analisi prima di passare a presentare il bilancio dei tre anni del progetto.

1. Cooperazione 

Scommesse: esplorare una via alternativa alla relazione bilaterale con le Organizzazioni della Società Civile con l’obiettivo di modificare l’assenza di uguaglianza nella distribuzione della ricchezza nel paese.

Opportunità: creare un nuovo spirito di cooperazione allo sviluppo favorendo una strategia di avvicinamento tra la società civile ed il governo pur senza tralasciare nel contempo il vecchio modello della cooperazione bilaterale (OI); cambiare la cultura politica dello Stato (FF).

Rischi: il rischio più forte percepito era rappresentato dall’eventuale mancato compimento delle aspettative politiche e di democratizzazione del Governo di Pablo Salazar ed il mancato avanzamento nel processo di Pace. “L’esperienza del Distretto Federale aveva lasciato l’insegnamento che quando il contesto politico si modifica a tal punto che le premesse iniziali vengono meno, la Coinversión vede in rischio la propria sostenibilità”.

2. Stato

Scommesse: garantire un ruolo più importante alle Organizzazione della Società Civile nelle politiche pubbliche dopo che nell’anno 2000 varie OSC avevano partecipato all’elaborazione del Piano di Governo [12] ; Coinversión rappresentava l’opportunità di costruire un ponte tra il Governo, le OSC e organizzazioni di base, un nuovo meccanismo di partecipazione cittadina. “Esistono idee o piano di come si potrebbe lavorare con le comunità zapatiste finanziando progetti o in un’altra forma? Già c’è un esempio concreto […], quello di Coinversión. […] Non abbiamo parlato di questo con loro [gli zapatisti, N.d.R.], ma con loro assessori e con gente che ha influenza [13] .

Opportunità: rinnovare la pratica governativa e rendere possibile la nascita di nuova relazioni; la partecipazione della cooperazione aumentava il grado di fiducia da parte dello Organizzazione della Società Civile nel nuovo governo.

Rischi: che le organizzazioni entrassero a Coinversión solo perché attratte dai fondi presenti e senza cercare di rendersi parte attiva del programma, senza farlo proprio e senza dar vita a processi di innovazione reali.

3. Organizzazioni della Società Civile

Scommesse: superare la naturale sfiducia verso il Governo statale; pensare che non si trattasse di un programma convenzionale da parte dello Stato ma da uno che nasceva su altre basi e garantiva perciò l’autonomia delle organizzazioni.

 

Opportunità: iniziare un processo di reciproco riconoscimento; aprire una relazione di dialogo e di opportunità alla partecipazione cittadina nella realizzazione delle politiche pubbliche; una possibilità di partecipare alla distribuzione delle risorse pubbliche; la presenza della cooperazione ed in particolare di Oxfam International (la partecipazione al programma venne offerta inizialmente alle controparti di OI).

Rischi: non contribuire alla costruzione di una relazione di fiducia tra le OSC ed il Governo; che Coinversión avrebbe cancellato le relazioni bilaterali esistenti, fomentando una pratica di tipo corporativo e clientelare da parte del Governo.

Bilancio di tre anni di Coinversión in Chiapas.

Il governo statale ha partecipato al Programma di Coinversión attraverso la SEDESO (Ministero dello Sviluppo Sociale) ma, al di fuori di questa istanza, il Programma è quasi totalmente sconosciuto. Ciò appare così un fallimento dell’idea di un modo “differente” di relazionarsi con la società civile da parte del governo, dato che il governo Salazar non ha nemmeno visto l’importanza di diffondere la virtù del programma tra le altre dipendenza statali. Dice il documento di valutazione al rispetto: “si avverte chiaramente che il livello del Governo nel Programma è isolato e la maggior parte degli attori governativi si mostrano indifferente ad esso o, addirittura, contrari”. Non esiste alcun riconoscimento istituzionale del programma: “ciò che non è chiaro è fin dove sia possibile concretizzare in pratica il rafforzamento del modello di Coinversión all’interno del Governo, intendendo con questo la dotazione di norme, di autonomia, di risorse, la partecipazione di altri Ministeri chiave come quelli di Sviluppo Rurale, Educazione, Salute ed Agricoltura, la coordinazione tra Ministeri rispetto a problemi comuni, la disponibilità a farne un aspetto dell’agenda politica , etc.”.

Ciò che descrivono gli autori della valutazione ci porta ad affermare che senz’altro uno degli obiettivi del programma, l’incidenza nelle politiche pubbliche, non è stato raggiunto. Anche “in termini finanziari, il Programma rappresenta solo una piccola parte non del preventivo statale ma addirittura di quello della SEDESO (0.5% del preventivo della spesa sociale dell’entità [...]: 800 milioni di pesos [14] )”. Concludono A. Bartra, A. Burguete Cal y Mayor e M. C. Oviedo che “senza dubbio sarebbe pertinente che si generalizzasse almeno quello che alcuni chiamano la “filosofia” (del programma Coinversión), adeguandola alle particolarità di altre istituzioni statali e ed altri attori sociali. […] crediamo che dovrebbe rappresentare una politica trasversale in grado di compromettere l’insieme dei ministeri dello stato, o quantomeno quelle che interagiscono direttamente con la società. Ma, ad oggi, questa irradazione moltiplicatrice è stata totalmente assente e costituisce uno dei maggiori obiettivi non raggiunti dal Programma. Salvo la Secretaría de Desarrollo Social, che ne è l’esecutrice, e quella del Commercio, che ha collaborato con efficienza nel disegno degli strumenti e per la garanzia delle risorse, la Secretaría de Pueblos Indios ed il Consiglio Statale per la Cultura e le Arti (CONECULTA) che dall’inizio mostrarono la propria simpatia per il progetto, nel resto dell’amministrazione locale, Coinversión non esiste o rappresenta una curiosità di scarsa importanza”.

Sebbene la realizzazione del progetto si sia trovata in una fase ‘sperimentale’ in questo primo triennio, il numero delle Organizzazione della Società Civile che sono entrate a far parte di Coinversión è molto limitato. La scarsa risposta delle OSC può derivare da un lato dalla scarsa disponibilità finanziaria del programma, dall’altro, da una critica al progetto e dalla mancanza di fiducia nel Governo che ha portato anche molte delle controparti di OI a decidere di non partecipare.

Il preventivo (in pesos) del programma è stato di 4.295.698 pesos nel 2001 (6 mesi), 8.754.667 nel 2002 e 8.404.699 nel 2003. Di questi, l’apporto del governo dello stato è stato di 2.005.349 pesos nel 2001 e di 3.944.010 nel 2002 e 2003.

Tali fondi sono stati distribuiti tra 4 organizzazioni nel primo anno, tra 11 nel secondo anno e tra 9 nel terzo. Due organizzazioni sono uscite dal programma nel terzo anno. Riportiamo nella tabella il quadro delle 11 organizzazioni che hanno partecipato a Coinversión nell’anno 2002:


Organizzazione

Progetto

Linea Tematica

Settore/Territorio

Coordinadora de Pequeños Productores de Café de Chiapas, COOPCAFÉ

Programma di Sviluppo Sostenibile nelle regioni cafetaleras del Chiapas.

Sviluppo sostenibile: produzione biologica,  Coinversión e diversificazione produttiva, micro-banche. Rafforzamento istituzionale.

Produttori di caffè in 25 municipi, 17.000 famiglie.

Organización Estatal de Pequeños Productores Agropecuarios, OREPPA

Consolidamento dei processi organizzativi dei piccoli produttori di mais nello Stato del Chiapas e loro partecipazione in tutta la catena produttiva.

Commercializzazione alternativa, sovranità alimentare, incidenza in politiche, autonomia organizzativa.

Produttori di mais in 13 municipi.

Centro de Capacitación en Ecología y Salud, CAMADDS

Sistema regionale di formazione, gestione e controllo cittadino in materia di salute nella regione di frontiera de Las Margaritas.

Salute alternativa e incidenza nelle politiche di salute. Diritti sessuali e riproduttivi dei giovani.

Municipi di Las Margaritas, La Trinitaria, Maravilla Tenejapa e Independencia.

Red de Comunicadores Boca de Polen

Rete di Comunicatori indigeni.

Formazione di comunicatori di organizzazioni.

8 Organizzazioni negli Altos, Selva, Sierra, Zona Fronteriza e Norte.

Sna Jtz’ibajom

Riscatto, preservazione e sviluppo della cultura Maya-tzeltal-tzotzil.

Rafforzamento dell’identità, riscatto e sviluppo della cultura.

Municipi: San Cristóbal, Chamula, Zinacantán, Tenejapa, Regione Altos.

Grupo de Mujeres de San Cristóbal de Las Casas, COLEM

Progetto globale, Area di Comunicazione e politica pubblica.

Comunicazione per l’incidenza nei diritti delle donne e l’equità di genere.

9 municipi.

Foro para el Desarrollo Sustentable

L’Autogestione finanziaria e la ‘restituzione’ ecologica a Zinacantán.

Finanziamento alternativo e sviluppo sostenibile con rafforzamento di genere.

Donne di 12 comunità nel Municipio di Zinacantán.

Centro de Derechos Indígenas, CEDIAC

Appoggio complementare ai produttori di caffè biologico.

Sviluppo sostenibile: agro-ecologia, commercializzazione alternativa.

Produttori nei Municipi di Chilón, Yajalón e Sitalá.

Alianza Cívica Chiapas

Spinta alla corresponsabilità in ambito municipale.

Formazione, pianificazione partecipativa, autonomia organizzativa.

9 Municipi.

Centro de Agro ecología San Francisco de Asís, CASFA

Rete di comunicazione sociale delle organizzazioni indigene e contadine nella Sierra e Costa.

Rafforzamento dell’autonomia.

Regioni Sierra y Costa.

Salud y Desarrollo Comunitario, SADEC

Rafforzamento della rete locale di salute.

Salute alternativa e sviluppo comunitario.

 

 
“Nel 2003 escono dal Programma SADEC, considerando che i propri obiettivi istituzionali non coincidono con quelli del Programma, e CASFA, per i risultati sfavorevoli evidenziati nel monitoraggio del progetto” ed “il peso dei progetti, secondo le quote dei fondi assegnati nel 2003, è il seguente, dal maggiore al minore: Coopcafé, Camadds, OREPPA, Sna Jtz Ibajom, CEDIAC, Alianza Cívica, COLEM, Foro e Boca de Polen”.

Il fatto che il Programma abbia visto partecipare un massimo di undici organizzazione, in uno stato come il Chiapas pieno di organizzazioni sociali e civili, dimostra la debolezza del Programma nel presentarsi di fronte alla società come un’autentica alternativa per stabilire relazioni con il governo dello stato.

Per la maggior parte delle Organizzazioni Civili dello stato Coinversión non ha rappresentato un’opportunità per instaurare una nuova relazione con il settore pubblico. Come concludono i redattori del documento: “salvo che per un pugno di raggruppamenti sociali che ricevono il finanziamento, il Programma è identificabile poco o niente”.

È interessante notare come, sebbene i consultori abbiano intervistato quattro “attori esterni” e riconosciuti come critici del Programma di Coinversión, Marina Patricia Jiménez, già direttrice del Centro Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas ed oggi coordinatrice del programma in Chiapas della Fondazione Leone XIII; il dottor Raymundo Barraza, direttore del CIDECI ed ex membro della CONAI; Jorge Santiago di DESMI e Miguel Pickard di CIEPAC, le loro opinioni contrarie sono state quasi totalmente soppresse nel documento.

Come abbiamo visto, uno degli obiettivi fondamentali del programma era incidere nel processo di Pace accompagnando il processo di democratizzazione che si pensava in corso tanto a livello statale come federale. Pablo Salazar aveva l’obiettivo di entrare, attraverso i progetti di Coinversión e sfruttando le relazione costruite da Oxfam, che da anni porta avanti un importante lavoro nei Municipi Autonomi Ribelli Zapatisti e nelle comunità indigene in resistenza del Chiapas. Lo Stato mirava alla “creazione di uno spazio “di fiducia”, all’interno del quale la presenza di prestigiose agenzie internazionali di cooperazione e di organizzazioni sociali autonome dai trascorsi che non potessero esser messi in discussione, avrebbe offerto garanzie alle basi zapatiste rispetto al fatto che il flusso di risorse pubbliche non rappresentava claudicazione o subordinazione, rispondendo così, almeno all’inizio, all’ipotesi che il riconoscimento costituzionale dei diritti dei popoli indigeni avrebbe condotto alla pace attraverso il dialogo”. Ciò che è certo è che il cambiamento non c’è stato e che il processo di democratizzazione in Chiapas è ogni giorno più debole a causa delle decisione dell’Esecutivo e del Legislativo statale. Il Governatore è stato criticato da molti settori della società che denunciano innumerevoli azioni di repressione, attacchi e persecuzioni nei confronti di diversi settori della società. Tra gli accusatori del “Governo del Cambiamento” si segnalano Don Samuel Ruiz, vescovo emerito della Diocesi di San Cristóbal de Las Casas, il Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de las Casas, la Red de Defensores Comunitarios por los Derechos Humanos, la stessa Commissione Statale dei Diritti Umani; partiti politici ed organizzazioni di maestri, urbane, indigene e contadine, lo stesso EZLN.

Sino alla prova data negli ultimi mesi con l’approvazione della Riforma del Codice Penale dello Stato in materia di delitti contro l’onore, riferito alla diffamazione e calunnia, contenuti negli articoli dal 164 al 173 che rappresenta un ‘bavaglio’ alla libertà di espressione.

Come dichiarò pubblicamente Pablo Salazar in occasione della intervista del febbraio 2002 con la delegazione della Terza Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani in Chiapas, parlando della possibilità di finanziare lo sviluppo delle comunità basi d’appoggio dell’EZLN: “Se voi pensate che un modo [possibile] di ‘entrare’ nelle comunità sia attraverso le ONG, noi siamo disposti ad ‘entrare’ con risorse [pubbliche] attraverso queste ONG affinché il contatto sia diretto tra le ONG con le comunità e non direttamente del Governo [15] .

Senz’altro, nei tre anni di Coinversión non si sono create a livello nazionale le basi necessarie per un riavvicinamento dei due attori in conflitto (l’EZLN ed il Governo Federale) cosi che i Municipi Autonomi Zapatisti e le organizzazioni che lavorano a più stretto contatto con essi, partecipando alla costruzione ed al rafforzamento della Autonomia, non sono entrate nel programma. 

Le speranze nate con le elezioni di Fox e Salazar e legate alle affermazioni dei due mandatari si sono spente a causa delle pratiche di Governo che hanno caratterizzato il triennio 2001-2003 e ciò rappresenta il fallimento totale ed indiscutibile del programma, anche rispetto a questa doppia linea. È impossibile incidere in un processo attraverso un programma quando le parti interessate non vi partecipano. È inutile affermare, come lo si fa nella valutazione, che “non esistono evidenze del fatto che progetti del Programma abbiano acutizzato i conflitti intra- e inter-comunitari, mentre ce ne sono del fatto che essi abbiano alleviato alcune carenze, operando in spazi plurali e partecipativi” perché riteniamo – ed anche gli autori del documento – che il fatto che “i lavori appoggiati da Coinversión favoriscano la convivenza tra pari e non il confronto, non significa che il Programma si iscriva in una strategia di pace, condizione indispensabile per una vera riconciliazione”.

Non è corretta, forse, l’affermazione secondo la quale il governo statale non è da considerarsi responsabile diretto della situazione che si vive e che solo si trova ad amministrare un conflitto la cui soluzione non si trova nella sue mani. Il Governo di Salazar sta contribuendo all’aumento dei conflitti sociali e legati alla ripartizione delle terre nello Stato.

Coinversión è finanziato con fondi pubblici, cioè, della gente. Ma, come possono i chiapanechi rendersi conto di ciò che si sta facendo con il loro denaro? Sarà difficile che possano farlo, dato che non c’è stata nessuna diffusione all’esistenza del Programma e nemmeno il documento di apporta molto in termini di trasparenza e comunicazione. 

Trasparenza: con difficoltà troviamo nella pagina web della SEDESO una nota di stampa che, riferendosi al primo informe sulle attività del sessennio di Salazar, informa che “nell’ambito di una nuova relazione tra il governo e la società, abbiamo accordato con gli organismi di cooperazione Oxfam Internation e Fondazione Ford di stabilire un fondo di Coinversión, attraverso il quale si sono finanziate 4 organizzazioni produttive. Si tratta di un’esperienza inedita, la prima occasione nella quale queste istanze lavorano direttamente con il governo di un’entità della federazione” [16] .

Nei fatti, ho trovato detta citazione solo attraverso una ricerca con Google perché il ‘ricercatore’ diretto della pagina ufficiale del Governo dello Stato non individua alcun risultato al ricercare “Coinversión Chiapas”. Non esiste maggiore informazione su Coinversión.

Comunicazione: utilizzo il lavoro di Melel Xojobal, che ogni giorno realizza un riassunto della stampa Statale e Nazionale, per investigare la diffusione all’interno dello Stato di informazione sul programma di Coinversión, le Organizzazioni della Società Civile che vi partecipano, sulo sviluppo dei progetti realizzati. Il risultato della ricerca è che in due anni e mezzo sono usciti sulla stampa locale solo due articoli che si riferiscono ad incontri tra il Governo dello Stato e la Cooperazione Internazionale: Expreso, 20 aprile 2002, Si riuniscono Salazar e Oxfam Internacional; Expreso, 27  agosto 2003, Si riuniscono Salazar e embri di Oxfam: Il governatore Pablo Salazar si è riunito con rappresentanti dell’Organizzazione Oxfam International, capitanati da Ruud Lambregts, per valutare assieme gli avanzamenti nel progetto di Coinversión che portano avanti dal 2001 con il governo statale ed organizzazioni sociali dello stato. Questo programma di coinversión si realizza con un apporto economico tanto di Oxfam come del governo dello stato, l’investimento quest’anno è di 700mila dollari.

Conclusioni

Dopo aver presentato, in tutto il documento di valutazione, i dati che abbiamo descritto e che evidenziano chiaramente il fallimento del Programma Coinversión,  Bartra, Burguete e Oviedo concludono, contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, “che le opportunità offerte dalla continuazione del Programma sono maggiori dei rischi” pur riconoscendo che “tra gli argomenti a favore pesano anche i forti costi che si suppone deriverebbero se uno dei protagonisti decisivi si ritirasse, impedendo di fatto il ‘decollo’ di Coinversión quando il processo di costruzione collettiva non è ancora concluso”. Crediamo che quest’ultimo sia, forse, il più forte tra gli argomenti a favore: il documento evidenzia il timore da parte dello Stato di un ritiro da parte della Cooperazione (che non è certo, secondo quanto affermano i rappresentanti di Oxfam. La decisione al rispetto sarà presa dopo aver studiato il documento di valutazione). Un ritiro da parte della Cooperazione mostrerebbe l’evidenza che non ci sono stati, nei tre anni di Salazar, i cambiamenti sperati e la cui aspettativa fu essenziale perché OI proponesse di iniziare con Coinversión. Ciò rappresenterebbe un colpo troppo duro per il Governo del Cambio.

D’altra parte, crediamo che neppure per la Cooperazione l’uscita dal programma rappresenti un’opzione fattibile. Ciò implicherebbe di riconoscere la validità delle critiche che molte organizzazioni sociali e civili fecero nel 2001, nel corso dell’indagine previa all’inizio del programma. Ed anche che Oxfam International sbagliò nelle considerazione sul nuovo Governo eletto nel 2000. gli autori della valutazione si chiedono se abbia “senso [per la Cooperazione Internazionale] perseverare in un progetto che dopo tre anni ancora non è consolidato tanto a livello giuridico quanto politico, finanziario ed istituzionale”. Bartra, Burguete e Oviedo esprimono un chiaro Sì!, giustificando la propria posizione con la necessità di “consolidare i passi verso un cambiamento nella relazione società-Stato che – adesso è chiaro – la semplice alternativa democratica non garantisce”. Ciò perché “è chiaro che Coinversión è un gioco in cui tutti coloro che hanno scommesso vincono o tutti perdono. Un successo del Programma beneficierebbe tutti ed il suo fallimento rappresenterebbe un costo per tutti”.

Siamo portati a pensare di assistere ad uno scenario nel quale è necessario promuove Coinversión finché non muoia di “morta naturale” alla fine del sessennio di Salazar e questa morte si prepara riconoscendo che il governo di Salazar non si libera dalle proprie colpe con lo scarso o nullo avanzamento nelle relazione con la società civile; che in vece di una transizione, è in corso “un indurimento ed una polarizzazione [delle parti sulle proprie posizioni], che cancelleranno la aspettative democratiche ottimiste, spingendo il governo a cercare equilibri più conservatori, incluso attraverso accordi onerosi con le forse del vecchio regime”.

Dato questo scenario, Coinversión non rappresenta più “un gran cammino di riconciliazione, per divenire un Programma innovatore però limitato”; che “lo sviluppo del Programma è stato ed è chiaramente determinato dal contesto politico del Chiapas, che non era il più favorevole all’inizio del progetto, e che oggi comporta addirittura nuova difficoltà (seconda parte della legislatura, diminuizione delle aspettative della società, nuovi e maggiori conflitti inter- e intra- organizzazioni e comunità, elezioni intermedie del 2004 [17] , etc.). Nel primo anno del programma si sono prodotti cambiamenti importanti a livello di congiuntura nazionale e chiapaneca, in particolare l’epilogo riguardo alla riforma su diritti e cultura indigena (aprile 2001), che modificarono le condizioni politiche del programma. Detta situazione cancellò le possibilità del inizio del processo di pace, radicalizzando la strategia zapatista e portando le sue comunità a rafforzare la resistenza. Queste nuove circostanze hanno modificato fortemente l’intorno del Governo, le sue possibilità e pertanto le possibilità di Coinversión”, che continua solo aspettando il 2006.


[1] Il Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS) è una ONLUS nata nel 1993 su iniziativa di alcune grandi associazioni di volontariato e di numerosi gruppi locali nati per aiutare le vittime del conflitto nella ex Jugoslavia. ICS è un’invenzione della società civile. ICS è una rete di soggetti che si propone come luogo di incontro e coordinamento per valorizzare e rafforzare le attività dei suoi membri che ne determinano l’iniziativa autonoma in quanto soggetto di rappresentazione istituzionale e politica. www.icsitalia.org

[2] Giulio Marcon, L’ambiguità degli aiuti umanitari, Feltrinelli, Milano, 2000, pag. 7.

[3] Armando Bartra, Araceli Burguete Cal y Mayor, Maria Cecilia Oviedo, “Valutazione e prospettiva della costruzione del modello di Coinversión in Chiapas – Fase sperimentale 2001 – 2003”, inedito, gennaio 2004. In tutto il testo, ovunque ci siano citazione che non riportano la fonte, si considerino estratte da questo documento.

[4] Il mandato di Pablo Salazar M. come governatore dello Stato del Chiapas scadrà alla fine del 2006. Al momento della redazione del documento in esame si era giusto alla metà del periodo di Governo iniziato nel dicembre del 2000.

[5] Il Partito della Rivoluzione Democratica.

[6] “Oxfam International è una federazione di 12 organizzazioni che lavorano insieme con 3000 organizzazioni locali in più di cento paesi, per trovare soluzioni definitive ai problemi della povertà, della sofferenza e dell’ingiustizia. Poiché molte delle cause della povertà hanno carattere globale, i membri di OI pensano di poter ottenere un impatto più forte affrontando il problema della povertà con uno sforzo collettivo. Per avere un impatto più forte sulle cause della povertà, i gruppi Oxfam concentrano il proprio impegno in programmi di sviluppo, di appoggio umanitario e di lobby, per propiziare cambiamenti negli ambiti nazionali e globale”.     

[7] Il Partito Rivoluzionario Istituzionale, che ha governato ininterrottamente il Messico per 71 anni, dal 1929 al 2000.

[8] “La Fondazione Ford rappresenta una risorsa per persone dotate di iniziativa ed istituzioni in tutto il mondo. I nostri obiettivi sono: rafforzare i valori democratici; ridurre povertà ed ingiustizia; promuovere la cooperazione internazionale; contribuire ad un effettivo miglioramento per tutta l’umanità. Queste sono le idee che muovono le nostre azioni da più di mezzo secolo. Creata con una donazione di Edsel Ford, la Fondazione è un’organizzazione indipendente, con un proprio Consiglio Direttivo, e completamente separata dalla Ford Motor Company”.

[9] La Commissione Nazionale di Intermediazione, presieduta dal vescovo di San Cristobal de Las Casas, Samuel Ruiz.

[10] La Commissione di Concordia e Pacificazione, formata da parlamentari appartenenti a tutti i partiti politici ed incaricata di rappresentare il Governo nei dialoghi con gli insorti.

[11] La validità di queste percezioni iniziali sono state confermate dagli “attori esterni” consultati oggi dai ‘valutatori’.

[12] Rendendosi così parte del processo di contro-insurrezione del Governo di Pablo Salazar contro l’EZLN.

[13] Intervista rilasciata da Pablo Salazar M. in occasione della visita della Terza Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani in Chiapas. Pubblicata nell’Informe della III CCIODH alle pagina 63.

[14] Detta somma non include la cifra della “Linea 33” (i fondi assegnati all’entità a livello federale). In tal caso la spesa sociale da considerarsi sarebbe di 18 milioni di pesos. Informacion de la Secreteria de Hacienda estatal, gennaio 2004.

[15] CCIODH, Informe final de la tercera visita de la CCIODH, 16 de Febrero – 3 de Marzo 2002, pagg. 63 e 64.

[16] www.dsocial.chiapas.gob.mx/primerinforme.htm

[17] Il riferimento è alle elezioni che rinnoveranno i Consigli Municipali di numero Municipi indigeni dello Stato del Chiapas.

Luca Martinelli
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