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Chiapas al Día, No. 413
CIEPAC
Chiapas, México
19 maggio 2004

L’UNIONE EUROPEA, IL GOVERNO DELLO STATO DEL CHIAPAS E LO SVILUPPO SOCIALE INTEGRATO E SOSTENIBILE NELLA SELVA LACANDONA

Introduzione:

Il 27 Gennaio 2004 il cancelliere Luis Ernesto Derbez (ex funzionario della Banca Mondiale, ex segretario economico e ora segretario dei Rapporti Esterni) ha annunciato davanti all’opinione pubblica del paese la firma di un accordo tra il Governo dello Stato del Chiapas e l’Unione Europea, accordo per mezzo del quale questo attore internazionale si è impegnato ad appoggiare con 15 milioni di euro il denominato Progetto di Sviluppo Sociale Integrato e Sostenibile nella Selva Lacandona (MED/AIDCO/2002/0482), per la ‘gestione’ e lo ‘sviluppo’ della Selva Lacandona. Il governo dello stato ha disposto di implementare questo progetto attraverso la Segreteria di Sviluppo Sociale. Nelle sue parole, il programma sarà di sicuro successo:

“Siamo sicuri che nei quattro anni di vita del progetto si raggiungeranno, non solo i risultati previsti, ma si andrà molto al di là perché il concetto di partecipazione diretta di coloro che saranno i beneficiari, in particolare in queste 16 mila co-regioni indigene e plurali dello stato del Chiapas, renderà frutti superiori alle aspettative e la partecipazione porterà come risultato il progresso e lo sviluppo” [1] .

Siccome il progetto è finanziato per il 50% con risorse pubbliche del Governo dello Stato, è necessario che la società analizzi ed approfondisca il discorso, oltre a vedere le eventuali relazioni con altri progetti simili.

Segnaliamo che le organizzazioni sociali e civili del Chiapas hanno indicato dal 3 febbraio 2004 i rischi di questo accordo, esigendo, da parte del Governo dello Stato “trasparenza nel processo di sviluppo ed implementazione del Piano Integrale di riordino della Selva Lacandona che condiziona, intrappola e lega i suoi villaggi e le sue comunità alla dipendenza nei confronti del mercato dei servizi ambientali: al pagamento per i boschi, per l’acqua, per canali di scolo, all'ecoturismo scientifico, cioè la biotecnologia."

Ovviamente queste denunce non sono state ascoltate…

Nello stesso momento in cui l’Unione Europea destina questi 15 milioni di euro al finanziamento del progetto della Segreteria di Sviluppo Sociale dello Stato del Chiapas (SDS), cancella il suo appoggio alla Croce Rossa Internazionale (CRI) che, attraverso la Croce Rossa Tedesca, garantiva la presenza di questa organizzazione nel Municipio di Chenalhó, dove vivono migliaia di sfollati, vittime civili del conflitto che colpì il Chiapas il 1° gennaio 1994. La CRI uscirà dal Chiapas questa estate.

Il progetto.

Il progetto nasce nel segno degli accordi presi con la firma del Memorandum di Intendimento tra la Commissione Europea e il Governo del Messico in occasione della Seconda riunione del Comitato Congiunto UE/Messico in seguito al Trattato di Libero Commercio tra l’Unione Europea e il Messico, il 3 Ottobre 2002. Il documento identifica, d’accordo con i criteri generali definiti nel documento di strategia per il Messico  [2] , lo sviluppo sociale e la riduzione della disuguaglianza come una delle quattro linee prioritarie delle azioni di cooperazione tra le parti, orientata ad appoggiare gli sforzi messicani nella lotta contro la povertà e le disuguaglianze, in particolare quelle che affronta la popolazione indigena.

Il progetto finanziato risponde ad una sollecitazione della SDS, che ha presentato alla Commisione Europea il denominato Progetto di Sviluppo Sociale Integrato e Sostenibile nella Selva Lacandona che il Governo dello Stato del Chiapas sta sostenendo dall’anno 2001 articolando le azioni dei tre ordini di governo (federale, statale, municipale) e con la partecipazione attiva – secondo gli estensori del progetto da parte dell’UE e/o le informazioni fornite dal Governo dello Stato del Chiapas – delle comunità delle organizzazioni della regione in 34 micro-regioni di 9 municipi della Selva Lacandona che abbracciano i territori ubicati intorno alle aree protette della Selva.

I territori di implementazione corrispondono alle 16 micro-regioni della zona di attutimento della Riserva della Biosfera Montes Azules nello Stato del Chiapas, ubicate in sette municipi della Selva Lacandona: Ocosingo, Las Margaritas, Independencia, La Trinitaria, Maravilla Tenejapa, Benemérito de las Américas e Marqués de Comillas. Si tratta delle micro-regioni di Benemérito de las Américas, Marqués de Comillas, Comunidad Lacandona, Francisco León, Santo Domingo, Damasco, Naha, Agua Azul, Amador Hernández, Avellanal, Betania, Carmen Villaflores, Maravilla Tenejapa, Nuevo Huixtán, Francisco I. Madero e Río Blanco [3].  In queste vivono 155.00 abitanti in un’area di 12.600 km quadrati dei quali 4.400 ubicati in aree protette.

Il programma contempla tre componenti strategiche, che si considerano tali “in quanto permettono una complementazione sinergica con altri progetti di cooperazione in corso o previste per l’anno 2004. Tra questi emerge il progetto “Popolazione, Ambiente e Sviluppo Sostenibile nella Selva Lacandona” cofinanziato dal Fondo di Popolazione delle Nazioni Unite (FNUAP), e il “Programma di Conversione per lo Sviluppo Socioeconomico in Chiapas”, progetto appoggiato dalla Fondazione Ford  e OXFAM”  [4] .

Queste componenti strategiche sono:

1.      la Pianificazione territoriale partecipativa e coordinata (guardando alle nuove pratiche di pianificazione e strumentazione partecipativa delle politiche pubbliche di sviluppo territoriale sostenibile),

2.      la creazione di Sistemi strategici di produzione sostenibile e

3.      l’Accesso alle informazioni e l’innovazione metodologica (mettendo a disposizione degli attori sociali ed istituzionali, servizi di informazione opportuna e sistematizzata per usarla nella presa di decisioni orientate allo sviluppo sostenibile).

Segnaliamo, per primo, che anche gli USA stanno finanziando, attraverso la loro Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID), un Progetto per lo sviluppo di una Strategia Congiunta di Conservazione e di Monitoraggio delle Aree Critiche nella Selva Lacandona, il cui obiettivo parrebbe garantire alle grandi multinazionali informazioni sulle risorse naturali della Selva Lacandona.

Tra gli obiettivi generali che si possono ricavare leggendo il testo dell’Accordo segnaliamo quelli di garantire la diminuzione della pressione sulle risorse naturali della Selva e la mitigazione dei processi di degrado ambientale nella zona, obiettivo condiviso con la Banca Mondiale nel suo progetto del Corredor Biologico Mesoamericano (CBM), la cui idea di Sviluppo Sostenibile è – quanto meno - debole [5]. Di fatto, in un altro documento si menziona che il presente progetto stabilirà meccanismi di cooperazione con altri progetti, tutti in preparazione, assicurando una stretta collaborazione. Tra questi progetti ‘fratelli’ il CBM segnala:

“Nell’ambito della cooperazione orientata alla protezione ambientale si trova il progetto “Corredor Biologico Mesoamericano”, coordinato tra il Fondo Globale per l’Ecosistema (GEF, la sua siglia in inglese) e la Commissione Nazionale della Conservazione della Biodiversità (CONABIO); prevede di sviluppare innovazioni per la produzione sostenibile, basata sulla partecipazione locale e l’ordinamento territoriale che servano come modelli sociali per il miglioramento della qualità della vita della popolazione e la protezione ambientale, in tre aree principali ubicate nella Selva Lacandona”;

e il progetto “Utilizzo Sostenibile delle Risorse Naturali e Sviluppo nel Sudest del Messico” (PRO SUDEST) che sta preparando la Cooperazione ufficiale del Governo tedesco (GTZ) e la Segreteria dell’Ecosistema (SEMARNAT) per gli Stati di Campeche, Quintana Roo e Chiapas”, anch’esso parte del Corredor Biologico Mesoamericano.

Gli altri due obiettivi generali segnalati dal programma sono quelli di ridurre la povertà nell’area di esecuzione dello stesso e la riformulazione e l’applicazione delle politiche di sviluppo sociale in un contesto di sviluppo territoriale partecipativo e sostenibile, arrivando – secondo loro – a beneficiare direttamente il Governo dello Stato attraverso la generazione di capacità nella riformulazione e l’applicazione più efficace delle politiche di sviluppo sociale. Il problema del Governo dello Stato è la mancanza di capacità nell’eleborazione di politiche di sviluppo? Forse la domanda principale è: a favore di chi si elaborano queste politiche?

Parlando di riduzione della povertà, il progetto prende come indicatore di risultato la diminuzione del numero delle famiglie che nello micro-regioni sopravvivono con un salario mensile inferiore al salario minimo, quando pare chiaro che il primo obiettivo di qualunque progetto che cerca di ridurre la povertà tra gli indigeni della Selva Lacandona, e del Chiapas in generale, dovrebbe essere difendere la sovranità alimentare e la produzione per l’autoconsumo, che garantiscono la sopravvivenza delle famiglie campesine.

Il progetto terminerà in 42 mesi nella seguente maniera: Fase di Preparazione da gennaio a giugno 2004; Fase di Pianificazione da aprile a dicembre 2004; Fase di Esecuzione da ottobre 2004 a marzo 2007; Fase di Chiusura del Progetto da aprile a dicembre 2007. In applicazione delle regole comunitarie dell’Unione Europea in materia di esecuzione finanziaria, tutti i contratti necessari per la gestione di questo Progetto dovranno svolgersi nel termine dei 36 mesi successivi alla data della Decisione di Finanziamento, cioè, prima del 28 Novembre 2006, tre giorni prima della fine del mandato presidenziale di Vicente Fox e anche del Governo di Pablo Salazar in Chiapas.

Il quadro di bilancio, ripreso dal documento di presentazione del progetto, ci permetterà di osservare i titoli e gli ambiti di azione diretta dell’Unione Europea e quali quelli che implementerà il Governo del Chiapas.

Quadro Globale (in Euro 1 Euro = 13 pesos messicani)

TITOLI

CE

MESSICO

TOTALE

%

1.Servizi

11.157.000

805.000

11.962.000

40

1.1 Assistenza Tecnica Internazionale

2.034.000

0

2.034.000

7

1.2 Assistenza Tecnica Locale

2.476.000

150.000

2.626.000

8

1.3 Auditorio Valutazione e Monitoraggio (Est.)

200.000

0

200.000

1

1.4 Studi

680.000

295.000

975.000

3

1.5 Formazione e Abilitazione

5.267.000

308.000

5.575.000

19

1.6 Scambio di Esperienze

500.000

52.000

552.000

2

2. Somministrazioni

1.253.000

9.113.000

10.366.000

33

2.1 Equipaggiamenti

1.253.000

1.003.000

2.256.000

6

2.2 Input

0

8.110.000

8.110.000

26

3. Opere di Infrastruttura

1.240.000

2.960.000

4.200.000

11

4. Informazione e Visibilità

358.000

0

358.000

1

5. Spese di Funzionamento

582.000

2.307.000

2.889.000

9

5.1 Personale Nazionale

0

1.491.000

1.491.000

5

5.2 Spese di Operazione

582.000

816.000

1.398.000

5

7. Fondi di Garanzia

0

600.000

600.000

2

9. Imprevisti

410.000

215.000

625.000

3

10. TOTALE

15.000.000

16.000.000

31.000.000

100


Al di fuori di detto quadro, il programma considera, come apporto del Beneficiario, l’appoggio e la costruzione di opere e infrastrutture d’appoggio per la produzione, per esempio: pati e attrezzature di fermentazione per il caffè, centri di provvista/cantine, infrastrutture per l’ecoturismo [6] , restauro di aree deteriorate dal punto di vista ambientale, infrastrutture per il processo dei prodotti, installazione di impianti di irrigazione, installazione per l’allevamento semi-intensivo, tra le altre. D’altra parte, vediamo che i titoli di Assistenza Tecnica Internazionale e Auditorio, Valutazione e Monitoraggio sono gestiti direttamente dalla Commissione Europea.

La squadra di Assistenza Tecnica Internazionale (appoggiando la squadra di personale locale) sarà composta da un capo dell’assistenza tecnica internazionale, un assessore in pianificazione e sviluppo territoriale, uno specialista in produzione e commercializzazione, uno specialista in monitoraggio e valutazione dei progetti e processi e un esperto amministrativo. Gli stipendi dei questi presunti ‘esperti’ che verranno dall’Europa per disegnare lo sviluppo della Selva chiapaneca corrispondono al 15% del finanziamento totale dell’UE. Corrispondono a più di 29 milioni di pesos. 

Non esistono nelle comunità indigene e/o in Chiapas uomini e donne capaci di pianificare lo sviluppo delle proprie aree rurali? Non esistono nelle comunità indigene della Selva uomini e donne formati come tecnici agropecuari in grado di sviluppare, gestire ed insegnare un’altra idea di agricoltura? Non esistono in Chiapas esperienze felici di produttori riuniti in cooperative che già lavorano nelle coltivazioni organiche e da sole stesse si sono inserite nel mercato 'giusto' mondiale? Siamo sicuri che abbiamo bisogno di importare dall’Europa tutta questa professionalità?

Un altro 34% del finanziamento dell’Unione Europea (circa 60 milioni di pesos) sarà destinato alla Formazione e Abilitazione. Chi saranno i beneficiari di detta formazione e abilitazione? Non ci sono informazioni a riguardo nei documenti dell’Unione Europea. L’unico riferimento si fa alla creazione di nuove capacità nella formulazione di politiche di sviluppo sociale per i funzionari della Segreteria di Sviluppo Sociale dello Stato. Per questo si spenderanno più di 5 milioni di euro?

Un ulteriore 8% del bilancio proveniente dall’Unione Europea sarà utilizzato per la dotazione di infrastrutture. Quali opere di infrastruttura si propone di realizzare l’UE? Dove? Chi beneficieranno? Si realizzeranno le consultazioni necessarie?

Per il momento già siamo arrivati al 57% del bilancio.

Le Ong?

Come sempre c’è anche la presenza di alcune Organizzazioni civili accademiche para-governative, segnalate tra i consulenti riconosciuti dall’Unione Europea. Vedere i nomi di dette organizzazioni ci permette di vedere anche con maggiore chiarezza la relazione tra questo progetto e gli altri che si stanno implementando nella Selva Lacandona nel segno del mega-progetto del Corredor Biologico Mesoamericano della Banca Mondiale (BM) . Nel caso, per esempio, della Conservazione Internazionale (CI), che già abbiamo visto agire come “cavallo di Troia” del Governo e delle imprese multinazionali degli Stati Uniti [7]. Nel mese di Aprile il quotidiano “La Jornada” ha pubblicato un articolo nel quale diverse cooperative di coltivatori di caffè del Chiapas denuncivano il comportamento di detta Ong rispetto alla produzione e l’acquisto di caffè organico: l’unico sviluppo ‘sostenibile’ promosso dalla CI rispetto alla produzione di caffè organico pare riguardare i guadagni di una delle imprese che la finanziano e la controllano: la multinazionale Starbucks Coffee.

L’Unione Europea delinea anche la partecipazione nel programma di ECOSUR (il Collegio della Frontiera Sud), descrivendo  i suoi “inventari forestali” come fonte di verifica rispetto ai decrementi delle tasse di deforestazione e incremento della percentuale di conservazione nelle micro-regioni.

La nostra carta come società civile.

Come ricordava il cancelliere Derbez, questo accordo di Cooperazione nasce nel segno del Trattato di Libero Commercio tra l’UE e il Messico, accordo che riconosce come essenziale, nel suo primo articolo, il rispetto dei Diritti Umani. E nel contesto delle flagranti violazioni ai diritti umani in Chiapas già molto documentati dalla stampa locale e nazionale, dalla stessa Commissione Statale per i Diritti Umani (CEDH) e da organismi civili di difesa dei diritti umani locali, nazionali e stranieri, la società civile messicana come quella europea solidale con la causa dei popoli indigeni del Chiapas e del Messico, non deve smettere di denunciare e coalizzarsi di fronte alle autorità pubbliche (Congressi nazionali, Parlamento europeo, Commissione europea, CNDH) su queste violazioni. D’altra parte, è risaputo il carattere controrivoluzionario dei programmi nei territori con risorse strategiche, dove c’è opposizione sociale e campesina ed incidono interessi della BM, delle imprese multinazionali e dei programmi sociali che dividono e fomentano il confronto tra i popoli indigeni. In questo contesto dobbiamo ubicare detto programma nella regione dei Montes Azules e “nei territori ubicati in prossimità delle aree protette delle Selva” dove si trovano numerosi Municipi Autonomi zapatisti.

Insieme all’azione di coalizione sarà necessario anche proseguire con l’invio di Brigate Civili (nazionali ed internazionali) di Osservazione dei Diritti Umani in particolare nelle comunità zapatiste della Zona Selva e nei Montes Azules. Ricordiamo che tanto la Segreteria di Sviluppo Sociale (SEDESOL) quanto l’SDS dello Stato del Chiapas sono coinvolte nelle azioni per lo sgombero forzato delle comunità indigene collocate nella Riserva della Biosfera dei Montes Azules. Le attestazioni delle popolazioni minacciate dagli sgomberi raccontano come viene data la complicità ai funzionari pubblici presenti durante i confronti dove altri indigeni armati pretendono di sloggiarli facendo il lavoro sporco, ed a dispetto della presenza di brigate di osservatori nazionali ed internazionali di diritti umani.

La denuncia dovrà essere contro le violazioni dei Diritti Umani in generale e questo abbraccia anche i tentativi del governo statale di mettere a tacere la libera espressione tramite un nuovo Codice Penale dello Stato in materia di delitti contro l’onore, riferito alla diffamazione e la calunnia. Si trarra di un ‘bavaglio’ alla libera espressione contro la quale si stanno mobilitando i giornalisti chiapanechi e altri organismi civili statali e nazionali [8] . Le nostre denunce ferme e le azioni devono portarsi anche contro l’Unione Europea che, mentre finanzia questo progetto catalogato da moltre organizzazioni nazionali ed europee di contro-rivoluzione in Chiapas, attraverso la Delegazione in Messico della Commissione Europea propone un finanziamento di 300.000 euro (circa 4 milioni di pesos) per micro-progetti (non più di 500 mila pesos) a organizzazioni sociali e civili messicane che lavorano alla promozione e alla difesa dei diritti umani, quantità che rappresenta il 3,3% dei 15 milioni investiti. Chi credono di comprare con questa ‘carota’?

Infine, segnaliamo che CIFCA [9] , l’iniziativa per il Centro America (e Messico), sta preparando una denuncia che presenterà il prossimo mese di Giugno di fronte alla Commissione Europea. Nell’elaborazione di detto documento chiede la collaborazione degli organismi sociali e civili del Chiapas attraverso una consulta che abbraccia tre domande: Siete stati consultati sul dissegno di detto progetto? Il progetto tale com’è concepito può o no contribuire per la pace in Chiapas? [motivate la vostra resposta], e avete raccomandazioni della Commissione Europea sull'esecuzione di detto progetto? Il progetto non è ancora in fase di esecuzione, così Partecipate!, anche il vostro contributo è importante affinché la nostra voce di cittadini chiapanechi e dell’Unione Europea sia ascoltata.

Fonti: documenti dell’Unione Europea sull’Accordo con il Governo dello Stato del Chiapas (Disposizioni tecniche e amministrative; Segno logico; Proposta di finanziamento; Identificazione con badge), e i comunicati delle Segreterie di Sviluppo Sociale e Relazioni Esterne parlando dello stesso.

 

[1] Versione stenografica del discorso del Segretario delle Relazioni Esterne, Luis Ernesto Derbez, nella cerimonia di firma dei documenti del progetto di cooperazione con l’Unione Europea “Sviluppo Sociale Integrato e Sostenibile Chiapas-Messico”.

[2] Country Strategy Paper, secondo l’edizione in inglese nel documento dell’Unione Europea. Identifica i pilastri delle azioni di Cooperazione tra l’Unione Europea e il Messico.

[3]  Si veda la Mappa di ubicazione del programma nella pagina web di CIEPAC, http://www.ciepac.org/maps/categoryindex.htm.

[4] Nel Bollettino “Chiapas al Día” No. 405 de CIEPAC (www.ciepac.org) si possono osservare quali sono stati i risultati del Programma di Conversione nei tre anni di implementazione.

[5] Si legga l’analisi del Bollettino “Chiapas al Día” No. 393 de CIEPAC intitolato: NUEVOS DESALOJOS EN LOS MONTES AZULES La Reserva de la Biosfera, el Corredor Biológico Mesoamericano y el papel de Conservación Internacional.

[6] La sostenibilità dei progetti ecoturistici è dubbia. L’ecoturismo si vede come un modo per dividere le comunità (percezione suggerita dalla stesse comunità) e anche per privatizzare il controllo della terra e delle risorse naturali sopra e sotto di essa.

[7] Si veda la documentata analisi di CAPISE: Conservation International: el Caballo de Troya, San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, 2003. http://www.capise.org/esp/documentos/caballo_troya.pdf

[8] Per informazioni dettagliate sulla riforma del Codice Penale dello Stato si legga il Bollettino “Chiapas al Día” de CIEPAC No. 400 “Europa y la mordaza a la libre expresión en Chiapas”.

[9] CIFCA è una reta integrata da decenni de organizzazioni sociali e civili di diversi paesi dell’Unione Europea e ha il suo ufficio nella Città di Bruxelles, Belgio. In Messico lavora insieme alla RMALC per un’azione di coalizione contro le istanze governative messicane e dell’Unione Europea per garantire il rispetto dei diritti umani nel segno del Trattato di Libero Commercio tra l’Unione Europea e il Messico. Inoltre, le due reti stanno implementando un progetto di “Osservatorio sociale” sugli effetti di detto Trattato.

Luca Martinelli
Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C.
CIEPAC is a member of the, Mexican Network of Action Against Free Trade (RMALC) www.rmalc.org.mx, Convergence of Movements of the Peoples of the Americas (COMPA ) www.sitiocompa.org, Network for Peace in Chiapas, Week for Biological and Cultural Diversity www.laneta.apc.org/biodiversidad, the International Forum "The People Before Globalization", Alternatives to the PPP http://usuarios.tripod.es/xelaju/xela.htm, and of the Mexican Alliance for Self-Determination (AMAP) that is the Mexican network against the Puebla Panama Plan. CIEPAC is a member of the Board of Directors of the Center for Economic Justice http://www.econjustice.net and the Ecumenical Program on Central America and the Caribbean (EPICA) http://www.epica.org. Center for Economic and Political Investigations of Community Action, A.C.


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Translated by Francesco Falasconi for CIEPAC, A. C.


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