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(I e II parte)
Chiapas prima del 1994: quello dei ricchi Prima del gennaio 1994 per il governo federale e per quello dello stesso Stato, il Chiapas esisteva solo in quanto produttore di petrolio. Il nord di questa regione infatti, assieme a quella di Tabasco, costituiscono lArea Mesozoica, che si estende per 7 mila km quadrati. Solo nel 1997 il Chiapas contribuì alla produzione di greggio con 20 milioni 247 mila 500 barili, cioè il 9,3 % della produzione del Messico meridionale e il 2% di quella complessiva nazionale. Produsse inoltre 247 mila 800 milioni di piedi cubi di gas naturale. [1] Quanto allenergia elettrica, il Chiapas ne è un grande produttore, poiché fin dal 1969 cominciarono a sorgere centrali idroelettriche: prima quella di Malpaso, poi quella di Angostura, poi a Chicoasèn e Peñitas, tutte lungo il fiume Grijalva. In esse si produce il 52% dellenergia idroelettrica nazionale con 3,928.48 Megawatt/ora, dopo Veracruz che produce 4,069.05 Megawatt/ora. [2] . Fino al 1997 compreso, questa regione produsse 755 mila 868 tonnellate di mais allanno, occupando il terzo posto nella produzione nazionale. Quanto al caffè, la produzione annuale era di 254 mila 599 tonnellate e occupava il quarto posto nella scala nazionale, mentre la produzione di mango occupava il terzo posto, con 208 mila tonnellate. Anche nella produzione di cacao il Chiapas occupa il terzo posto, con un volume di 13 mila 488 tonnellate. E potremmo continuare con altri prodotti importanti di questo Stato, come il legno, i boschi e le bellezze naturali, favoriti tutti dalla qualità della terra e dalla varietà del clima. Gli indigeni però esistevano solo per essere esibiti come attori di spettacoli folcloristici in beneficio del turismo internazionale, come i rifugiati guatemaltechi esistevano solo in quanto minaccia (di contaminare con la loro guerriglia gli indigeni del Chiapas ), esistevano solo per i problemi creati dal movimento contadino, che recuperò terre da grandi latifondisti e allevatori di bestiame, o per quelli creati dal passaggio degli emigranti centroamericani verso gli USA in cerca di cibo. Il Chiapas era la preoccupazione creata da una diocesi, quella di S.Cristòbal, coinvolta nella teologia della Linea pastorale: Preferenza ai poveri, e che voleva fare dei poveri e degli esclusi un soggetto capace di prendere in mano il proprio destino. Per questo il 22 luglio 1989 fu espulso il sacerdote di Soyatitlàn, Marcelo Rotsaert e nel settembre del 1991 fu incarcerato Padre Joel Padròn, di Simojovel. Questo era il Chiapas che esisteva, quello dei ricchi, in cui sia il governo federale che quello statale si preoccupavano solo della sicurezza nazionale, dello sfruttamento delle risorse naturali e di lasciare le terre agli allevatori di bestiame. Si preoccupavano che non venissero toccati gli interessi dei gruppi di potere locale, e che il PRI (partito di governo ) non perdesse il potere. I politici si facevano fare foto e fingevano di governare, nel silenzio della stampa locale, tenuta sotto controllo. La stampa critica, poca, veniva imbavagliata, repressa o, nel migliore dei casi, coinvolta nel sistema. Tutto questo mentre si riusciva a tenere nascosto il fatto che le guardie bianche, mercenari e allevatori, assieme alle forze repressive dello Stato facevano strage di contadini, come a Golonchàn (Sitalà, maggio 1980 ), a Venustiano Carranza nel 1979, 1984,1986 etc., a Simijovel, A Huitiupàn. a El Bosque, Bochil, Cintalapa, Comitán, Las Margaritas, La Independencia, Frontera Comalapa, etc. Per tutta la decade degli 80 e parte dei 90 si susseguirono orribili assassinii. Daltra parte lesercito guatemalteco (i kaibiles ) nel 1980 invase il territorio nazionale fino allaccampamento di profughi El Chupadero, nel comune di Ocosingo, Chiapas, bombardando e mitragliando i suoi abitanti, senza che il governo messicano protestasse con quello guatemalteco. Fino al 1994 morivano in Chiapas 13 mila persone lanno per malattie che avrebbero potuto essere curate [3] , perché il governo non si è mai preoccupato dei bisogni dei più poveri. Chiapas era al primo posto per lanalfabetismo, le case con pavimenti di terra battuta, senza corrente elettrica, senza acqua potabile e soprattutto senza la speranza che il governo li prendesse in considerazione nei suoi progetti e nemmeno che li ascoltasse, nonostante le marce, i meeting, le veglie, le marce a piedi fino a Città del Messico, i blocchi stradali, loccupazione degli uffici pubblici che si susseguivano, tanto che a quei tempi la piazza centrale di Tuxla Gutièrrez era stata soprannominata dai cittadini LUbriaca, perché era sempre occupata da contadini che andavano a bussare al palazzo del governo regionale e nessuno gli dava retta. Quando il governo dialogava era solo per minacciare, sfidare oppure comprare e corrompere i leader contadini e indigeni, non certo per risolvere i loro problemi. In Chiapas erano presenti tutte le condizioni per alimentare linsorgere di un movimento armato, e la responsabilità è da attribuire a tutti quei governatori che, in una struttura di cachiques, usarono la repressione per governare e si unirono a quelli che rubavano le risorse dello Stato. Il primo incidente, avvisaglia di ciò che sarebbe accaduto, si ebbe tra il 23 e il 24 maggio 1993, quando lesercito messicano scoprì un accampamento di addestramento del EZLN e ci fu uno scontro nelle montagne del Corralchèn, comune di Ocosingo, in cui, secondo il resoconto ufficiale, lesercito ebbe due caduti e lEZLN uno, mentre furono fermati 8 indigeni membri dellAric ( associazione rurale di interesse collettivo ) della comunità Carmen Patathè, nonché due commercianti guatemaltechi, incarcerati poi a Cerro Hueco (Tuxla Gutièrrez ). Tuttavia, poiché era in programma per il novembre di quellanno la firma del Nafta ( Accordo di libero commercio dellAmerica del nord ) il governo di Carlos Salinas ordinò il ritiro dellesercito dalla selva e tenne nascosta la notizia dello scontro alla stampa nazionale e internazionale, per non compromettere laccordo. Chiapas a partire dal 1994: quello del EZLN e la Società Civile Arriviamo così allalba del 1° gennaio 1994, in cui avvennero cose importanti. Era nato il mito dellingresso del Messico nel primo mondo attraverso il Nafta, stipulato nel novembre del 1993 tra Messico, USA e Canada. Laltro evento non era un mito ma una realtà: la comparsa in pubblico dellEZLN (Esercito zapatista di liberazione nazionale ), che conquistò simultaneamente sette municipi (Ocosingo, Las Margaritas, Altamirano, San Cristóbal de Las Casas, Chanal, Oxchuc y Huixtán) dichiarando guerra allesercito messicano, chiedendo le dimissioni del presidente della Repubblica Carlos Salinas de Gortari e esortando tutto il popolo messicano a lottare per dieci obiettivi fondamentali: la salute, listruzione, il lavoro, la terra, la casa, lalimentazione, la democrazia, la libertà, la giustizia e la pace. Il combattimento tra lEZLN e lesercito federale durò solo dodici giorni, perché la società civile messicana intervenne, manifestando le proprie posizioni e facendo pressioni sul governo affinché mettesse fine al massacro degli indigeni insorti, e daltro lato chiese allEZLN di accettare la tregua. Da quel 12 gennaio fino al giorno doggi lEZLN ha dato priorità allinstaurazione del dialogo sia con il governo federale (si ricordino i dialoghi della Cattedrale, di San Miguel, San Andrès e del Congreso Federal), sia con la società civile nazionale e internazionale. A questo scopo ci sono state molte iniziative, come la formazione del primo Aguascalientes, la Convenzione Nazionale Democratica (dal 6 al 9 agosto 1994), la Consultazione nazionale e internazionale per la pace (1995), sui diritti e le culture indigene, il Primo Incontro Intercontinentale per lUmanità e contro il neoliberismo (1996), la Consultazione sui diritti e le culture indigene e la marcia dei 1111 zapatisti verso Città del Messico per assistere alla formazione del Fronte Zapatista di Liberazione Nazionale (1997), il percorso dei 5 mila zapatisti e lo spostamento dello Stato maggiore dellEZLN a Città del Messico per prendere la parola nel Congresso Federale nota come Marcia del colore della terra (2001) etc. Le iniziative e gli sforzi dellEZLN per tendere ponti di comunicazione con i diversi settori del Paese sono stati dunque numerosi e sebbene il governo Fox si rifiuti di ammetterlo, lEZLN è pienamente legittimato di fronte alla società civile nazionale e internazionale. Come disse recentemente il segretario di Stato, Santiago Creel nel comune di Cintalapa: ...il problema del Chiapas non dà più grattacapi al governo federale.... Al contrario, i governi federale e statale non riescono a convincere lEZLN a sedersi al tavolo delle trattative senza passare attraverso tutte le mediazioni. Nel frattempo lo zapatismo si espande in tutto il mondo come fonte di ispirazione di lotta, punto di riferimento e ragione di speranza. Di fronte a questo sviluppo mi sorgono queste domande: Perché lo zapatismo ha avuto tanta risonanza nazionale e internazionale? Qual è il suo contributo alle lotte nazionali e internazionali? Qual è il risultato di tutto questo dialogo con la società civile? A mio modo di vedere sono diversi i fattori in gioco. Il primo ha vari aspetti: a) Nel 1994 la sinistra era a livello mondiale preda di una sorta di disperazione, a causa del crollo dei sistemi socialisti come modelli di una società diversa. Si era persa così la prospettiva e la direzione politica, la meta a cui dirigersi, e anche una parte dellutopia. Si aggiunga la firma dei trattati di pace tra organizzazioni armate e i governi in Guatemala, El Salvador, Colombia (M19), Nicaragua, Irlanda etc., la riunificazione della Germania e la caduta del muro di Berlino. Caddero così anche i leader , le figure da seguire, e si aprì un vuoto, che fu riempito dal 1994 dal Subcomandante Insorgente Marcos. b) Il secondo aspetto è la crisi della sinistra sia nelle sue strutture politiche verticali, sia nel suo discorso ormai obsoleto. Si stava vivendo inoltre uno scontro generazionale tra la sinistra tradizionale e i nuovi attori, una generazione di giovani con energie nuove e nuove forme partecipative che esigeva spazi decisionali nella politica. c) La capacità dellEZLN di approfittare delle nuove tecnologie nel campo delle telecomunicazioni (Internet, il fax etc.) e larrivo nel Chiapas di 800 giornalisti da tutto il mondo, a cui si deve il fatto che le notizie e i servizi in brevissimo tempo raggiungessero ogni angolo del pianeta. d) Limposizione generalizzata del modello economico neoliberale, che favorisce le grandi compagnie transnazionali e permette che si accaparrino le risorse naturali e concentrino il capitale finanziario mondiale in poche mani, a scapito della grande maggioranza della popolazione mondiale, sempre più impoverita, emarginata, esclusa dai beni elementari per la sopravvivenza. e) Limposizione di un modello economico che si realizza sempre più con le armi, visto che ci sono almeno 50 paesi in guerra in questo momento, e le conseguenze sono costanti violazioni dei diritti umani. f) Laltro elemento che influisce è il carattere prevalentemente indigeno dellEZLN, che risveglia la curiosità, perché molti si chiedono: e questi da dove spuntano fuori? Come se prima non fossero esistiti gli indigeni, vivendo, lavorando. lottando. Come dicevo prima, non esistevano per quelli che non li volevano vedere e meno ancora includere nei loro piani. Inoltre cè il contesto messicano, che ha fornito diversi motivi per la comprensione e lappoggio al zapatismo nella sua rivolta armata. a) Prima di tutto è stata la società civile a impedire al presidente Carlos Salinas di sterminare gli indigeni dellEZLN, perché ha riconosciuto che la causa della loro rivolta era giusta, anche se ha criticato la via delle armi. b) Poi lopportunità di ripudiare decisamente lallora presidente del Messico, Carlos Salinas de Gortari, perché era stato eletto attraverso elezioni fraudolente nel 1988, impedendo la legittima vittoria del candidato del Fronte Democratico Nazionale (FDN), ling. Cuahutèmoc Càrdenas Solòrzano. In quel momento la società civile messicana capì che le elezioni servivano solo per legittimare il potere di una classe politica, e da allora si registrano livelli altissimi di astensionismo, che nelle ultime elezioni federali raggiunse il 60%. c) Nel 1988 ci fu una grande partecipazione elettorale, ma il popolo messicano ebbe una grande delusione, quando chiese a Càrdenas Solòrzano di guidare una ribellione pacifica per far riconoscere la sua vittoria elettorale. Ci furono anche rivolte armate con loccupazione di comuni negli Stati di Michoacàn e Guerrero. Càrdenas, anzicchè dare ascolto alla popolazione e instaurare un Dialogo Nazionale per capire che cosa avrebbe voluto da lui la gente, in modo da diventare il leader della lotta sociale in tutto il Paese, commise il gravissimo errore di dialogare e negoziare con Salinas de Gortari, eludendo la volontà popolare. Da allora Càrdenas Solòrzano mantiene unautorità solo morale allinterno del PRD, in veste di conciliatore di interessi e posizioni, ma politicamente perse terreno e per quanto riproponga la sua candidatura a presidente, finora non ha avuto successo e non credo che lavrà mai. Ha infatti deluso una gran parte della popolazione. (Si è già candidato tre volte ed è possibile che ci riprovi nel 2006). d) Limposizione di un modello neoliberale, con Il Nafta, e di una zona di libero commercio nella costa del Chiapas, le riforme imposte allarticolo 27 della Costituzione, lo smantellamento dei sindacati indipendenti, la privatizzazione dellistruzione, della sanità, limpoverimento della popolazione, laumento della repressione contro molti settori del Paese. e) La ricerca costante di nuove forme di lotta e di organizzazione a favore dei più poveri e degli esclusi, al di là della partecipazione ai partiti politici. f) Il recupero della memoria storica sulle ingiustizie e limpunità dei responsabili per gli omicidi di ferrovieri e maestri di scuola nella decade dei 50, il massacro di studenti universitari nel 1968 e 1971 a Città del Messico, lo sterminio militare dei movimenti guerriglieri portatori di esigenze legittime, come quelli di Lucio Cabanas, Gennaro Vàsquez, la Lega comunista 23 settembre, il Mar (movimento armato rivoluzionario) e I Lacandoni, per nominarne solo alcuni. g) Nel 1994 sembrava che le speranze di costruire un mondo nuovo fossero finite. Lo Stato sembrava più forte che mai, col suo apparato economico, politico, militare e con i mezzi di comunicazione che teneva sotto controllo. In questo contesto nazionale, la nascita dellEZLN come movimento armato riaprì con la forza le porte del dialogo e delle negoziazioni che il governo federale si rifiutava di aprire agli operai e ai contadini. Da quel momento lEZLN diviene ciò che loro stessi chiamano Il ponte verso la speranza, un luogo in cui i diversi settori si incontrano per dialogare e ottenere dal governo quanto gli era stato negato prima. Daltra parte lEZLN non è solo quel ponte, ma ha anche creato per il Chiapas, per il Messico e per il mondo intero elementi sufficienti per costruire un nuovo modo di fare politica, nuovi valori e un nuovo discorso per la sinistra nazionale e internazionale. Tra i contributi dello zapatismo alla lotta della sinistra nel mondo vorrei sottolineare i seguenti: Giustizia: non significa punire ma fare in modo che ciascuno abbia ciò che merita e ciascuno merita di essere come si vede nello specchio: se stesso. Chi ha dato morte, miseria, chi è stato sfruttatore e arrogante deve avere come ricompensa la tristezza. Chi ha dato il suo lavoro, la sua energia nella lotta, chi è stato un fratello deve essere ricompensato con una piccola luce che gli illumini il viso, il petto e il cammino. Libertà: non significa che ciascuno faccia ciò che vuole, ma avere la possibilità di scegliere il cammino che preferisci per trovare lo specchio, per percorrere la parola giusta. Ma deve essere un cammino che non ti faccia perdere lo specchio, che non ti porti a tradire te stesso e i tuoi. Democrazia: significa che i pensieri arrivino ad un accordo. Non che tutti pensino la stessa cosa, ma che si uniscano tutti i pensieri o almeno la maggior parte, senza eliminare le minoranze. Che la parola del comando obbedisca a quella della maggioranza, e sia la parola collettiva a regnare e non una sola volontà. Che lo spazio rifletta tutti, i camminanti e il cammino, e sia motivo di pensiero nellinteriorità di ciascuno e nel mondo di tutti. (La storia delle parole. Il vecchio Antonio) [4] Solidarietà: la cosa più importante della solidarietà con lEZLN non è ciò che le delegazioni esterne portano alle nostre comunità, ma ciò che si portano via, gli oggetti artigianali che comprano, anche un chilo di caffè, o anche uno zaino pieno di speranza perché possano continuare a lottare nei loro paesi e sforzarsi per cambiare il mondo. Questa solidarietà si realizza a volte con i gemellaggi di organizzazioni, sindacati, province, comuni o città con i comuni autonomi ribelli zapatisti, che diventano sostegno a progetti economici, daltra parte è anche la legittimazione politica che lEZLN acquisisce così in diverse parti del mondo. Potere: Prendere il potere non significa sedersi sulla poltrona del presidente o dirigere lo Stato. Il vero potere è quello del popolo, delle comunità, che si organizzano e lo esercitano a partire dalla base. Chi ha il potere deve comandare obbedendo ai popoli, alle comunità, in ciò che vogliono e in ciò che rifiutano. Nuovi modi di fare politica: Lo zapatismo ha contribuito sviluppando un nuovo modo di fare politica, che è quello di procedere sempre facendosi domande. Il modo tradizionale di prendere decisioni nelle comunità è quello dellassemblea. Recuperandolo diciamo che il modo nuovo di fare politica è consultare costantemente le basi sociali. Non si tratta della politica verticale del commando, in cui pochi illuminati dicono cosa bisogna fare e la maggioranza obbedisce. Ora si tratta di prendere i considerazione tutte le voci in una struttura orizzontale. [1] Agenda statistica dello Stato del Chiapas 2000. Ministero delleconomia. Laboratorio grafico del Governo. Dicembre 2000. pag. 513. [2] Ibidem pag. 109 [3] Subcomandante Insurgente Marcos. Los Dos Vientos: Una Tormenta y una Profecía. 1994. [4] Servizio Internazionale per la Pace: Bollettino Vol. 8., n.3., dic. 2003.
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